Le startup di fusione che hanno raccolto oltre 100 milioni di dollari.
Pubblicato il da Redazione - Tecnologia
Negli ultimi anni, l’energia da fusione è passata da una barzelletta — sempre a dieci anni di distanza! — a una tecnologia concreta e promettente che ha attirato l’attenzione di investitori e imprenditori.
L’energia da fusione: promessa e sfide
Sebbene la tecnologia attuale sia costosa e complessa da padroneggiare, la fusione offre la prospettiva di sfruttare la reazione nucleare che alimenta il Sole per generare energia praticamente illimitata sulla Terra. Se le startup raggiungeranno impianti di fusione commercialmente sostenibili, potrebbero rivoluzionare mercati da trilioni di dollari.
L’ottimismo attorno all’industria della fusione è aumentato grazie a tre fattori chiave: chip informatici più potenti, intelligenza artificiale avanzata e magneti superconduttori ad alta temperatura. Queste innovazioni hanno facilitato la creazione di progetti di reattori più sofisticati e simulazioni migliorate.
Alla fine del 2022, un laboratorio del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti ha annunciato di aver prodotto una reazione di fusione controllata, generando più energia di quella fornita dai laser al pellet di combustibile. Questo esperimento ha segnato un passo significativo verso il “breakeven” scientifico, mostrando che la scienza alla base della fusione è valida.
I fondatori delle startup hanno sfruttato questo slancio negli ultimi anni, portando avanti l’industria della fusione a un ritmo accelerato. Tra queste, Commonwealth Fusion Systems (CFS) si è distinta, raccogliendo circa un terzo del capitale privato investito nel settore della fusione finora. Nel suo ultimo round di finanziamento, concluso ad agosto, ha aggiunto 863 milioni di dollari, totalizzando vicino a 3 miliardi di dollari.
Startup in prima linea nel settore della fusione
CFS ha progettato il reattore Sparc, un impianto pionieristico che mira a generare energia a livelli “commercialmente rilevanti”. Il design del reattore tokamak, simile a un ciambella, impiega nastri superconduttori che creano un potente campo magnetico per contenere il plasma superriscaldato. Questo calore viene poi convertito in vapore per alimentare una turbina. La startup prevede che Sparc sarà operativo entro la fine del 2026 o all’inizio del 2027.
Un’altra importante startup, TAE Technologies, fondata nel 1998, ha raccolto 150 milioni di dollari a giugno da investitori tra cui Google e Chevron. La compagnia utilizza una configurazione a campo inverso per mantenere stabile il plasma, permettendo un maggior tempo per il verificarsi della fusione. La raccolta totale di TAE ammonta ad oggi a 1,79 miliardi di dollari.
Helion, un’altra startup promettente, ha un piano ambizioso: produrre elettricità dal suo reattore entro il 2028, con Microsoft come primo cliente. Con sede a Everett, Washington, utilizza una configurazione a campo inverso che accelera il plasma a velocità superiori a un milione di miglia orarie per indurre la fusione.
Pacific Fusion ha stupito il mercato con una raccolta di 900 milioni di dollari nel suo round di finanziamento A. Utilizzerà confinement inerziale tramite impulsi elettromagnetici per realizzare la fusione. L’azienda è guidata da Eric Lander, noto per il suo ruolo nel Progetto Genoma Umano.
Shine Technologies, invece, adotta un approccio più cauto, puntando inizialmente sulla vendita di neutroni e isotopi medici prima di lanciarsi nella produzione di elettricità. Questa startup ha raccolto 778 milioni di dollari fino ad ora, con investitori come Energy Ventures Group e Koch Disruptive Technologies.
General Fusion, fondata nel 2002, ha raccolto 462,53 milioni di dollari e ha una strategia di fusione innovativa che utilizza un muro di metallo liquido per aumentare la stabilità del plasma. Nonostante alcune difficoltà nel 2025, la società ha ricevuto un’iniezione di capitali cruciale per andare avanti.
Tokamak Energy, con sede nel Regno Unito, ha sviluppato un prototipo ST40 capace di generare plasma a circa 100 milioni di gradi Celsius. La startup ha raccolto 336 milioni di dollari e sta costruendo il suo prossimo reattore, Demo 4, per testare i magneti in scenari rilevanti per le centrali di fusione.
Zap Energy, che ha raccolto 327 milioni di dollari, utilizza una corrente elettrica per comprimere il plasma e indurre la fusione. Il suo approccio innovativo le consente di competere con le altre startup nel panorama della fusione.
Infine, Proxima Fusion e Marvel Fusion si concentrano su tecnologie di confinamento che sfruttano i vantaggi scientifici dei reattori stellarator e dell’inerzia rispettivamente, raccogliendo investimenti significativi per continuare i loro progetti. Mentre progetti come First Light hanno pivotato verso forniture tecnologiche, l’industria della fusione continua a mostrare progressi notevoli.
L’eccezionale sviluppo di queste startup, unito a innovazioni tecnologiche, presenta un futuro luminoso per l’energia da fusione, promettendo di trasformare il modo in cui produciamo e consumiamo energia. Con costanti progressi, l’industria si avvicina sempre di più a realizzare il sogno dell’energia sostenibile e praticamente illimitata.
Fonte: Energy Department, PitchBook, TechCrunch
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