Legislatori richiedono indagine sui diritti nei conflitti indigeni con azienda forestale indonesiana.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
Indagine sulle violazioni dei diritti umani in Indonesia
I legislatori indonesiani stanno chiedendo un’indagine governativa sui presunti abusi dei diritti umani legati a un conflitto di lunga data tra la comunità indigena Dayak Kualan e la compagnia forestale PT Mayawana Persada. La comunità sostiene che l’azienda ha disboscato foreste e siti sacri senza il suo consenso, mentre i leader comunitari hanno affrontato accuse penali che considerano una rappresaglia per aver opposto resistenza al progetto.
Un conflitto ambientale e sociale
L’area interessata da questo conflitto coincide con uno dei più gravi casi di deforestazione di recente in Indonesia: dal 2016, oltre 42.500 ettari di foreste sono stati abbattuti all’interno della concessione dell’azienda, incluse torbiere e habitat di oranghi. Il Ministero dei Diritti Umani indonesiano ha affermato che avvierà un’indagine sulle accuse, mentre i legislatori sollecitano la polizia a fermare i procedimenti penali contro i membri della comunità e a riesaminare il permesso operativo dell’azienda.
Testimonianze e richieste
La richiesta è emersa alla fine di un’udienza parlamentare a Giacarta, dove i legislatori hanno affermato che le testimonianze presentate hanno rafforzato le indicazioni di presunte violazioni sistematiche e strutturali dei diritti umani. Il Ministero dei Diritti Umani ha dichiarato che condurrà una revisione più approfondita del caso, incluso il monitoraggio sul campo e il coordinamento con altre agenzie governative.
Le rivendicazioni della comunità
La comunità Dayak Kualan afferma che la concessione dell’azienda si sovrappone alle proprie terre e foreste tradizionali, e sostiene che Mayawana ha proceduto alla pulizia dell’area senza ottenere un consenso significativo. Nonostante le obiezioni della comunità, l’azienda ha proceduto all’abbattimento di terre e foreste che il gruppo considera parte del proprio territorio consuetudinario.
Minacce e intimidazioni
Tarsisius Fendy Sesupi, capo consuetudinario della comunità di Lelayang, ha dichiarato: “L’azienda non ha mai chiesto il consenso della comunità. Si è semplicemente insediata e ha abbattuto tutto.” In alcuni casi in cui i membri della comunità hanno accettato di rinunciare alle proprie terre, hanno subito pressioni e ricevuto solo 1,5 milioni di rupie per ettaro (circa $83), indipendentemente dal valore del terreno.
Alcune delle aree disboscate includevano siti sacri, come Bukit Sabar Bubu, un collina di 1.200 ettari tradizionalmente utilizzata per cerimonie consuetudinarie. La distruzione di questo sito ha privato la comunità non solo delle risorse naturali, ma anche di un elemento fondamentale della propria identità culturale.
Conseguenze ambientali
La deforestazione ha provocato non solo danni ai diritti umani degli indigeni ma anche un impatto ambientale significativo. Secondo l’analisi condotta dall’ONG Satya Bumi, tra il 2016 e il 2024, PT Mayawana ha disboscato 42.512 ettari di foreste nella propria concessione,di cui oltre la metà in soli due anni.
L’appello degli ambientalisti
Riezcy Cecilia Dewi, attivista dell’ONG Satya Bumi, ha dichiarato che il degrado ambientale non può essere visto separatamente dalla violazione dei diritti delle comunità indigene. “Quando i cimiteri consuetudinari vengono distrutti, non si danneggiano solo i siti fisici, ma si ruba anche una parte essenziale dell’identità delle comunità rispetto a questa del territorio”. La stessa situazione ha portato a una crescente preoccupazione tra vari gruppi di attivismo, e i rappresentanti delle comunità chiedono una revisione complessiva del permesso operativo di PT Mayawana.
Responsabilità del governo
Durante l’udienza parlamentare, i membri della comunità indigena hanno chiesto ai legislatori di supportare la loro battaglia per il riconoscimento dei diritti. Le richieste includono la creazione di un team congiunto per indagare sulle presunte violazioni dei diritti umani, la revisione dei permessi di Mayawana e, se necessario, la revoca della concessione.
Il direttore generale dei servizi e della conformità ai diritti umani del Ministero ha dichiarato che ora condurranno una revisione più approfondita delle accuse, coordinandosi con le agenzie interessate e preparando raccomandazioni basate sui risultati della loro indagine.
Futuro incerto per la comunità
La situazione rimane complessa e quanto accadrà in futuro è incerto. Gli attivisti continuano a monitorare da vicino l’attività di PT Mayawana e sperano che le recenti azioni del governo portino a una risoluzione equa per la comunità Dayak Kualan. La lotta per i diritti umani e ambientali in Indonesia è un tema caldo e potenzialmente destabilizzante, che deve essere trattato con urgenza e attenzione.
Fonti Ufficiali
- Ministero dei Diritti Umani dell’Indonesia
- ONG Satya Bumi
- Documentazione e rapporti delle comunità locali
La vicenda evidenzia come i conflitti ambientali e i diritti delle popolazioni indigene siano interconnessi, richiedendo un’attenzione globale e azioni concrete per affrontare le sfide attuali e future.
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