L’epidemia di Ebola sottolinea la crisi di insicurezza alimentare nella Repubblica Democratica del Congo.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

L’epidemia di Ebola sottolinea la crisi di insicurezza alimentare nella Repubblica Democratica del Congo.

L’ultima epidemia di Ebola causata dal ceppo di virus Bundibugyo avrebbe fatto più di 3.000 vittime, con più di due volte i casi riportati, nella Repubblica Democratica del Congo, secondo i Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie degli Stati Uniti. Nel frattempo, gli analisti avvertono che circa 26 milioni di persone nella regione stanno vivendo una crisi di insicurezza alimentare, un fattore che aumenta la diffusione e la letalità del virus.

L’importanza della nutrizione nella lotta all’Ebola

La fame e la malattia vanno spesso di pari passo. Le persone indebolite dalla fame sono molto più vulnerabili alle infezioni, come ha dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, in riferimento all’epidemia. L’Ebola indebolisce il sistema immunitario, rendendo più difficile per il corpo combattere la malattia e riprendersi una volta infettati. Un’alimentazione sana può supportare la risposta del sistema immunitario e migliorare le condizioni per far sì che i farmaci agiscano adeguatamente, accelerando così il recupero.

La necessità di sicurezza alimentare per combattere l’Ebola

La mancanza di cibo affidabile può costringere le persone a lasciare le proprie abitazioni, dove potenzialmente possono diffondere o contrarre la malattia da altri membri della comunità. Per evitare ulteriori diffusione, è fondamentale mantenere le persone all’interno di un ambiente consolidato. Il Programma Alimentare Mondiale fornisce cibo alle famiglie dei pazienti, in particolare ai bambini dipendenti, in modo che i malati possano riposare e recuperare anziché lasciare l’isolamento per occuparsi dei propri familiari.

L’Ebola è una malattia zoonotica che si è originariamente diffusa dagli animali selvatici agli esseri umani che sono entrati in contatto con fluidi corporei infetti. La caccia alla carne selvatica è una fonte vitale di proteine per molte persone e non è facilmente sostituibile. Il governo deve creare opportunità economiche e pratiche agricole al di fuori dei parchi nazionali per ridurre la dipendenza delle comunità locali dalle risorse forestali, altrimenti aumenterebbe il rischio di diffusione del virus a esseri umani e animali selvatici, compresi i gorilla in pericolo.

Eddy Kambale, capo veterinario dei Gorilla Doctors nella RD Congo, ha sottolineato l’importanza di creare alternative sostenibili per evitare la dipendenza eccessiva dalle risorse forestali e preservare l’equilibrio vitale tra esseri umani e fauna selvatica.

In conclusione, l’epidemia di Ebola sottolinea l’importanza di affrontare non solo la malattia stessa, ma anche i fattori ambientali e sociali che contribuiscono alla sua diffusione. Garantire la sicurezza alimentare, promuovere pratiche agricole sostenibili e creare alternative economiche per le comunità locali sono passi essenziali per prevenire e gestire futuri focolai di malattie infettive come l’Ebola. La salute umana e la conservazione della biodiversità sono strettamente intrecciate, e proteggere entrambe richiede un’impegno continuo a livello globale.

Fonti: Organizzazione Mondiale della Sanità, Programma Alimentare Mondiale, Gorilla Doctors.

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