L’evoluzione del turismo in Mongolia e il suo impatto sui nomadi locali.

Pubblicato il da Redazione - aggiornato il - Viaggi

L’evoluzione del turismo in Mongolia e il suo impatto sui nomadi locali.

Turismo e Nomadismo in Mongolia: Una Realtà Complessa

“Io non credo sia corretto affermare che il turismo aiuti a mantenere in vita il nomadismo in Mongolia,” mi dice una sera a Ulaanbaatar. “I nomadi sono estremamente resilienti. Questa cultura è sopravvissuta per migliaia di anni. Siamo fortunati ad assistere e apprendere da essa.”

La modernità porta con sé inevitabili cambiamenti, specialmente quando le nuove generazioni di nomadi mostrano una certa riluttanza a continuare uno stile di vita così duro. Molti scelgono di intraprendere un’istruzione universitaria. A solo mezz’ora di auto dal Campo dei Tre Aquila della Nomadic Expedition, mentre assaggio aaruul e sorseggio tè al latte, incontro Myagmarsuren Batmunkh, una diciassettenne che, quando non si occupa delle capre o osserva le pecore, sogna di studiare scienze forensi.

Un Viaggio nell’Equilibrio tra Tradizione e Modernità

Alcuni nomadi hanno trovato un compromesso lavorando nel settore turistico, come Bundhorol, il domatore di cavalli. In passato possedeva grandi mandrie di bestiame, inclusi centinaia di cavalli – creature piccole e vivaci con un’ampia varietà di mantelli e temperamenti repentini. Tuttavia, con i suoi figli che si avviano verso l’università o ancora relativamente giovani, ha deciso di lavorare part-time con Nomadic Expeditions, il che gli permette di gestire un numero ridotto di animali.

Insieme alla vita nomade, aspetti regionali specifici della cultura sono a rischio, come la caccia all’aquila nelle remote regioni occidentali della Mongolia. Questa tradizione è minacciata dai cambiamenti climatici, dallo sfruttamento minerario e dalla transizione verso uno stile di vita più sedentario. Nel frattempo, le aquile dorate selvatiche devono affrontare pericoli legati all’espansione delle infrastrutture umane e alla riduzione degli habitat naturali.

Dopo 35 anni di lavoro in una compagnia teatrale, Turginbek Ajken ha scelto un percorso di vita inusuale e ha abbandonato il consueto pensionamento per dedicarsi alla tradizionale caccia all’aquila. Ora lavora part-time nel nuovo Centro Culturale del Cacciatore d’Aquila, nella provincia occidentale di Bayan-Ölgii.

Turginbek è un membro della comunità kazaka, un gruppo etnico tradizionalmente nomade che caccia con le aquile dorate da oltre 3.500 anni. Presso il centro, condivide con i visitatori i processi e le complessità della caccia all’aquila, insieme alle sue radici culturali, a volte profondamente personali.

“Quando ero un ragazzino, andavo a caccia d’aquila con mio padre—questo cappotto e tutte le attrezzature che indosso ora appartenevano a lui,” mi racconta Turginbek al di fuori del centro, costruito a forma di ger, o yurta. In lontananza, le dorate Montagne Altai si ergevano per oltre 4.000 metri, così ripide da sembrare frutto di un’immaginazione digitale. Mentre parlava, accarezzava le piume marroni lucenti della sua aquila dorata, Tirnek. “È per me una grande soddisfazione mantenere viva questa tradizione. I nostri antenati vivevano in questo modo – e noi lo facciamo ancora oggi.”

Un Festival di Tradizioni e Scoperte

Il Festival dell’Aquila Dorata, che si tiene per due settimane ogni autunno nella stessa regione, ha ricevuto molta attenzione per la celebrazione di questo patrimonio riconosciuto dall’UNESCO. Tuttavia, il nuovo centro rappresenta una struttura attiva durante tutto l’anno, dove i viaggiatori possono partecipare a laboratori di caccia all’aquila, apprendere l’arte dell’equitazione mongola, acquistare arti e tessuti regionali, e organizzare pernottamenti in famiglia nella zona.

Oltre a ospitare i visitatori, il centro funge anche da punto di incontro per la comunità e sede dell’Associazione Kazaka di Falconeria, che sostiene la falconeria tradizionale in Mongolia, insieme a popolazioni sane di aquile selvatiche. Tra le iniziative dell’associazione, c’è la creazione di un database moderno di cacciatori d’aquila registrati e autorizzati, un passo importante per il futuro della tradizione.

In questo affascinante equilibrio tra modernità e antiche tradizioni, la Mongolia si presenta come un luogo dove la resilienza culturale trova nuove forme di espressione. La vita nomade, sebbene messa a dura prova, continua a prosperare e ad evolversi, dimostrando che la storia e l’innovazione possono coesistere.

Per approfondire ulteriormente, puoi visitare i seguenti link:

Scoprire queste storie e tradizioni non è solo un viaggio nel tempo, ma anche un’opportunità per riconnettersi con la natura e il passato.

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