Lime scommette sulla sua IPO: opportunità e rischi nel mercato della mobilità.
Pubblicato il da Ignazio Aragona - Tecnologia
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Il debutto in borsa di Lime: cosa aspettarsi
Dopo anni di preparativi, il servizio di noleggio di biciclette e scooter elettrici Lime, sostenuto da Uber, ha ufficialmente presentato domanda per un’offerta pubblica iniziale (IPO). La questione che sorge è: un’azienda di micromobilità può davvero andare in borsa nel 2026? Sembra quasi incredibile.
Wayne Ting, CEO di Lime, ha discusso dell’IPO negli ultimi anni. TechCrunch lo ha intervistato nel 2020, nel 2021 e nel 2023. Dopo aver assistito a continui rinvii, la notizia ha colto molti di sorpresa, quando venerdì mattina è emerso il documento S-1, la registrazione ufficiale presentata alla Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti.
Nel documento S-1 sono presenti alcuni fattori di rischio interessanti, sebbene Lime debba ancora comunicare i termini dell’offerta. I ricavi sono in crescita e l’azienda mostra un flusso di cassa libero positivo, con perdite nette ridotte dal 2023. Tuttavia, tra il 2024 e il 2025 si è registrato un lieve aumento delle perdite.
Uber, che ha investito in Lime diversi anni fa, continua a svolgere un ruolo cruciale per l’azienda. Lime ha dichiarato che circa il 14,3% dei suoi ricavi proviene dalla partnership con Uber, che consente ai clienti di trovare e noleggiare scooter e biciclette elettriche tramite l’app di Uber.
Le sfide finanziarie di Lime
Tutti questi fattori suggeriscono che Lime si sta dirigendo verso la crescita e la redditività. Tuttavia, esiste una significativa sfida: Lime ha circa 1 miliardo di dollari in passività correnti, di cui circa 675,8 milioni di dollari scadono entro la fine del 2026. In totale, circa 846 milioni di dollari devono essere rimborsati entro 12 mesi. Secondo il documento, Lime non dispone di liquidità sufficiente per coprire tali obbligazioni. L’azienda stessa sottolinea nel S-1 che, se non riuscirà a diventare pubblica e raccogliere il capitale necessario, o a modificare i suoi accordi sul debito, potrebbe non essere in grado di proseguire le proprie attività.
Il reporter senior Sean O’Kane, appassionato dell’analisi del documento S-1, ha evidenziato altri elementi di interesse. Tra i fattori di rischio, Lime menziona gli investimenti delle città nelle infrastrutture stradali pubbliche, specificando i potenziali danni delle buche, che chiaramente non sono favorevoli agli scooter condivisi.
Inoltre, Lime ha avvertito che una parte significativa dei viaggi avviene in un numero relativamente ristretto di mercati. Un mercato in particolare, il Regno Unito, ha rappresentato il 22,2% dei ricavi nel 2025.
L’estate scorsa, Uber ha annunciato un piano per lanciare un servizio di robotaxi premium utilizzando veicoli Lucid Gravity equipaggiati con la tecnologia di veicolo autonomo di Nuro. Questo non è solo un’alleanza; Uber ha dichiarato che investirà 300 milioni di dollari in Lucid, con un ordine separato di “almeno” 20.000 SUV Gravity nei prossimi sei anni. Recentemente, Uber ha aumentato il suo investimento in Lucid a 500 milioni di dollari, aumentando l’ordine a 35.000 veicoli.
Dettagli sull’investimento di Uber in Nuro, una startup privata di Silicon Valley, erano stati scarsi fino ad ora. Sembra che Uber abbia impegnato quasi 500 milioni di dollari, inclusa la partecipazione al round di finanziamento Series E dell’anno scorso e futuri investimenti basati su traguardi.
Negli ultimi test, Nuro sta valutando i veicoli Lucid in modalità autonoma con un operatore di sicurezza a bordo. Inoltre, ha recentemente ampliato il collaudo per consentire agli impiegati di Uber di richiedere corse autonome in un robotaxi Lucid, sempre con un operatore di sicurezza presente. L’azienda ha acquisito due importanti permessi: uno per testare senza conducente dal Dipartimento dei Veicoli a Motore e uno dalla California Public Utilities Commission.
Se hai un suggerimento per noi, puoi contattare Kirsten Korosec o Sean O’Kane tramite email.
Innovazioni e nuove collaborazioni
Kodiak AI ha rilasciato i risultati del primo trimestre, offrendo un caso studio sulle difficoltà nella commercializzazione di tecnologie all’avanguardia. L’azienda ha firmato un contratto commerciale con Roehl e ha avviato un programma pilota per testare truck autonomi a West Fraser Timber Co. in Alberta, Canada. Inoltre, ha collaborato con General Dynamics Land Systems per creare veicoli terrestri autonomi per applicazioni difensive.
Tuttavia, gli investitori non hanno apprezzato i termini della raccolta di 100 milioni di dollari, poiché le azioni sono state vendute a 6,50 dollari, ben al di sotto del prezzo di chiusura di 9,10 dollari. A seguito di questa notizia, le azioni di Kodiak sono scese del 37% nel trading after-hours, anche se successivamente sono rimbalzate, suggerendo che gli azionisti stiano riconsiderando la situazione con una visione più ottimista.
Altri affari di rilievo includono Moment Energy, una startup che ha raccolto 40 milioni di dollari in un round di finanziamento Series B, guidato da Evok Innovations, e Rocsys, che ha ottenuto 13 milioni di dollari per soluzioni di deposito senza mani per veicoli elettrici autonomi.
Aurora ha avviato il trasporto con camion senza conducente in Texas per McLane, segnando un progresso significativo. Inoltre, la Lucid ha cambiato le sue previsioni di produzione di veicoli elettrici a causa di un problema con i fornitori, interrompendo le consegne del SUV Gravity.
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