L’impatto delle specie invasive: quanto sofferenza arrecano? Ricercatori a lavoro per misurarlo.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
Una Nuova Misura per Valutare il Dolore Causato dalle Specie Invasive
I ricercatori hanno sviluppato un nuovo metodo per misurare il sofferenza provocata dalle specie invasive, con l’intento di integrare gli standard globali esistenti per valutare l’impatto di queste specie sulla biodiversità locale. Secondo i primi studi di caso condotti in tutto il mondo, utilizzando la classificazione dell’impatto sul benessere animale per la scienza delle invasioni (AWICIS), è emerso che il dolore causato da formiche e mosche invasive è stato sistematicamente trascurato.
Un aspetto interessante emerso dall’AWICIS è che la valutazione degli impatti sul benessere animale ha portato i conservazionisti a riflettere su come le loro strategie potrebbero arrecare danno anche alle specie invasive stesse. I risultati iniziali, però, sono stati influenzati da una mancanza di studi adeguati nei paesi a basso reddito. Gli autori sperano che l’adozione dell’AWICIS incoraggi i conservazionisti a registrare il dolore delle specie invasive in modo più sistematico e regolare.
Il Caso delle Mosche Vampiro nelle Isola Galápagos
Le mosche vampiro aviarie (Philornis downsi) non furono scoperte nelle Isole Galápagos per quasi tre decenni dopo essere state importate a partire dagli anni ’60. La prima scoperta avvenne per caso. Birgit Fessl, una ecologa degli uccelli, stava conducendo un’indagine sulle specie native nell’isola di Santa Cruz nel 1997, quando, controllando un nido di un picchio, trovò una sorprese inquietante: un pulcino morente, un altro già morto e venti larve sanguinolente.
“Io rimasi sbalordita — fu il primo pulcino morto che avevo tra le mani. Poi mi resi conto che non era un caso isolato: era ovunque”, ha detto Fessl. Le mosche vampiro avevano già causato danni significativi, uccidendo e mutilando pulcini nelle nidi infettati, ma tutto questo passava inosservato poiché le persone non sapevano cosa cercare.
In tutto il mondo, più di 37.000 specie invasive sono state introdotte in nuovi ambienti e molte di esse causano notevoli sofferenze, come le mosche vampiro e le formiche pazze gialle (Anoplolepis gracilipes) che attaccano bird-shrikes (Laniidae) in Giappone. Attualmente, però, nessuno di questi sofferenze è preso in considerazione dai standard globali per valutare gli effetti delle invasioni.
Un recente studio pubblicato all’inizio di maggio ha presentato un nuovo framework volto a quantificare gli impatti delle invasioni biologiche sul benessere degli animali. Utilizzando centinaia di esempi di invasioni di uccelli e formiche, i ricercatori hanno trovato che il framework genera risultati coerenti e che alcuni impatti, specialmente quelli inferti da specie invasive di dimensioni ridotte, sono trascurati dai sistemi esistenti.
Thomas Evans, biologo presso la Free University di Berlino, ha sottolineato l’importanza di questa nuova prospettiva: “Spero che possa far luce su un argomento che è completamente trascurato. Molto è stato fatto sugli impatti sulla biodiversità e sull’economia. Questo è un terzo framework utile per il benessere animale.”
L’AWICIS ci invita a considerare diversi indicatori indiretti di sofferenza, come il dolore fisico e imminente, considerando anche la durata e l’intensità degli impatti. Ad esempio, Kevin Smith, responsabile del programma su specie invasive e salute della fauna selvatica dell’IUCN, ha dichiarato che questo nuovo strumento potrebbe rivelarsi “utile se la comunità dei conservazionisti lo adotterà”.
Una delle sfide che l’AWICIS affronta è il suo approccio orientato verso piccole specie, che possono causare impatti significativi. L’attenzione al benessere degli animali in generale è in crescente evidenza e dovrebbe essere estesa anche agli animali selvatici. Evans ha affermato: “Abbiamo la responsabilità morale di correggere queste introduzioni. Dobbiamo considerare il benessere degli animali, non solo in termini di sopravvivenza della specie, ma anche del loro dolore”.
Michaël Beaulieu, veterinario e ricercatore, ha contribuito alla sviluppo dell’AWICIS. Ha notato che, sebbene inizialmente il processo di valutazione sia stato “uno sforzo intellettuale”, i risultati si sono rivelati consistenti. Tuttavia, è stato riconosciuto che una parte significativa della letteratura esistente è stata focalizzata sulle isole e si è spostata l’attenzione dalle regioni a basso reddito, dove l’impatto delle invasioni può essere altrettanto devastante.
Un altro aspetto degno di nota è come l’AWICIS potrebbe influenzare le decisioni di conservazione, spostando l’attenzione verso la prevenzione delle invasioni piuttosto che le sole misure di mitigazione dopo che l’invasione è già avvenuta. “Questo ci costringe a guardare al futuro e a pensare a come prevenire l’arrivo di specie invasive prima che possano causare danni significativi”, ha detto Evans.
Nel complesso, l’AWICIS rappresenta un passo significativo verso un approccio più olistico alla conservazione, considerando il benessere di tutte le specie interessate, inclusi gli invasori. La società deve essere consapevole di come le azioni attuate per il bene degli ecosistemi possano, paradossalmente, portare a nuove sofferenze.
In Galápagos, la crescente consapevolezza delle mosche vampiro ha permesso di affrontare il problema più rapidamente. Tuttavia, la misurazione del benessere delle specie invasive potrebbe produrre risultati inaspettati, portando a riflessioni complesse sul ruolo degli esseri umani nella gestione delle invasioni.
Fonti ufficiali:
– Evans T., & Mendl M. (2026). “Quantifying and categorising the animal welfare impacts caused by biological invasions.” Nature Communications.
– Bartlett H. et al. (1995). “Advancing the quantitative characterization of farm animal welfare.” Proc Biol Sci.
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