Lipedema, come contrastarlo prima di arrivare alla chirurgia
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Beauty
Gambe pesanti, gonfiore, dolore e accumulo di grasso sproporzionato: prima di pensare all’intervento esistono strategie conservative che possono aiutare a gestire i sintomi
Il lipedema viene spesso confuso con la cellulite o con un semplice problema di peso, ma si tratta di una condizione cronica caratterizzata da un accumulo anomalo di tessuto adiposo, generalmente simmetrico e localizzato soprattutto agli arti inferiori. Può accompagnarsi a dolore, sensibilità al tatto, facilità alla comparsa di lividi e sensazione di pesantezza.
Per questo affrontarlo esclusivamente come una questione estetica può essere riduttivo. La gestione dovrebbe partire da una diagnosi corretta e da un percorso personalizzato. Prima di arrivare alla chirurgia esistono infatti diverse strategie conservative che possono contribuire a controllare i sintomi e mantenere una buona mobilità.
Movimento, compressione e alimentazione
L’attività fisica rappresenta uno dei pilastri della gestione conservativa. Non significa sottoporsi ad allenamenti estenuanti: il principio è scegliere un movimento regolare, progressivo e compatibile con il proprio livello di dolore e mobilità.
Camminata, esercizio in acqua, bicicletta, yoga e allenamento della forza possono essere inseriti in un programma individualizzato. In particolare, l’attività in acqua può risultare interessante perché permette di muoversi riducendo il carico sulle articolazioni e può favorire la mobilità. Anche il potenziamento muscolare ha un ruolo importante.
Un altro strumento utilizzato nella gestione del lipedema è la compressione, attraverso calze o altri indumenti compressivi scelti con l’aiuto di personale qualificato. Può contribuire a ridurre alcuni sintomi, soprattutto quando viene associata al movimento. Non dovrebbe però essere acquistata e utilizzata indiscriminatamente: il tipo e il livello di compressione devono essere valutati in base alle caratteristiche della persona.
Anche l’alimentazione può entrare nel percorso. L’obiettivo non è seguire diete drastiche per “sciogliere” il grasso del lipedema, perché la distribuzione del tessuto adiposo patologico non risponde semplicemente alla perdita di peso. Una nutrizione equilibrata può invece contribuire alla salute generale e alla gestione di eventuale sovrappeso o obesità associati.
Drenaggio e quando valutare la chirurgia
La terapia decongestiva complessa può comprendere, quando indicato, compressione, esercizio decongestivo, cura della pelle e alcune tecniche manuali. Il drenaggio linfatico manuale, da solo, non è considerato una soluzione risolutiva del lipedema: le evidenze disponibili sostengono maggiormente un approccio integrato e personalizzato.
Anche alcune apparecchiature per la compressione pneumatica possono essere prese in considerazione in determinati casi, ma devono essere valutate da un professionista che conosca la patologia.
L’obiettivo del trattamento conservativo è quindi ridurre dolore e pesantezza, migliorare la mobilità e la qualità di vita e gestire le eventuali componenti di edema, non promettere una trasformazione estetica definitiva.
Quando questi interventi non sono sufficienti, i sintomi diventano importanti o la mobilità è compromessa, può essere valutata la chirurgia di riduzione del lipedema, generalmente attraverso tecniche di liposuzione specifiche e con risparmio dei vasi linfatici. Le linee di consenso sottolineano comunque che la decisione deve essere individualizzata e inserita in un percorso multidisciplinare.
La parola chiave, dunque, è gestione precoce: riconoscere il problema, ottenere una diagnosi accurata e costruire un programma su misura può permettere di intervenire sui sintomi molto prima di prendere in considerazione la chirurgia.