Lo studio smentisce che il commercio legale delle tartarughe in Indonesia sostenga le vite locali.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
Il commercio di tartarughe in Indonesia: una crisi silenziosa
Ogni anno, decine di migliaia di tartarughe e testuggini d’acqua dolce vengono legalmente raccolte in Indonesia per la loro carne, prevalentemente esportata in Cina. Molte di queste specie si trovano sull’orlo dell’estinzione. Mentre il commercio di tartarughe è visto da alcuni come un’opportunità di guadagno per i raccoglitori, un recente studio mette in luce che, con i prezzi attuali di mercato, supporta solo poche centinaia di persone in tutto il paese, offrendo un reddito minimo appena sostenibile. I ricercatori ipotizzano che una grande parte del commercio debba essere illegale per rimanere redditizia e mettono in discussione se sia etico consentirlo vuol dire mettere a rischio specie già minacciate.
Per contrastare il commercio illegale, i conservazionisti esortano le autorità indonesiane a far rispettare le quote di raccolta, vietare il commercio delle specie a rischio e offrire alternative di sussistenza ai raccoglitori per proteggere le tartarughe e le testuggini del paese.
La crisi delle tartarughe in Asia: un problema globale
Con una storia evolutiva di oltre 200 milioni di anni, le tartarughe e le testuggini hanno resistito all’estinzione dei dinosauri e sono sopravvissute a eventi catastrofici. Tuttavia, all’inizio del XXI secolo, le popolazioni di cheloni nel sud-est asiatico hanno subito un calo drammatico, dando vita a quella che i biologi hanno definito la “crisi delle tartarughe asiatiche”. Con l’emergere di una classe media crescente in Cina, la carne di tartaruga è passata da essere una rarità a un pasto quotidiano, contribuendo al crollo delle popolazioni.
La domanda alta, unita alla distruzione degli habitat e all’inquinamento, minaccia oltre la metà delle specie di tartarughe e testuggini nel mondo. Nonostante ciò, il commercio legale e illegale continua in modo significativo in molte nazioni del sud-est asiatico, con l’Indonesia come uno dei principali esportatori. Le specie più bersagliate includono la tartaruga di fango asiatica e la tartaruga a scatola del sud-est asiatico, molte delle quali sono classificate come vulnerabili o in pericolo critico.
I ricercatori, in uno studio pubblicato sulla rivista *Discover Animals*, hanno confrontato i redditi stimati dei collezionisti di tartarughe derivanti dal commercio legale con i salari minimi in diverse province indonesiane. L’analisi ha rivelato che il commercio legale non è in grado di garantire un reddito sufficiente; l’intero sistema sembra poggiare su operazioni illegali per rimanere redditizio. Nonostante queste evidenze, il commercio non viene messo in discussione e continua a prosperare.
In pratica, i ricercatori hanno scoperto che le quote annuali legali di circa 50.000 tartarughe non sostengono un numero significativo di collezionisti. Con il prezzo delle tartarughe che varia tra $1,10 e $20, i calcoli stimano che solo tra 241 e 306 collezionisti possano guadagnare un reddito minimo, riducendo ulteriormente a 161-204 se si considera un salario vivibile, che è circa una volta e mezzo il salario minimo.
Le stime includono variabili economiche e escludono le spese per permessi e equipaggiamento. Le leggi CITES che regolano la vendita delle tartarughe richiedono permessi specifici, e ogni provincia stabilisce i propri limiti sulla raccolta. Nonostante questo sistema, le statistiche mostrano che un numero limitato di persone riesce a guadagnare dignitosamente attraverso questo settore.
Il panorama che emerge è preoccupante. Le province del Borneo, come Kalimantan, sono le più attive, ma in gran parte del paese i collezionisti guadagnano meno del salario minimo. Gli autori dello studio, tra cui il ricercatore Vincent Nijman, ribadiscono la necessità di fornire alternative di sussistenza ai raccoglitori, per evitare che dipendano da un commercio insostenibile. Chiedono anche un riesame delle quote di raccolta, evidenziando che la salute ecologica e il futuro delle tartarughe devono avere la priorità rispetto ai profitti a breve termine.
Il report sottolinea che l’unico modo per un maggiore guadagno sarebbe violare i limiti legali, alimentando ulteriore illegalità nel mercato. Con specie sempre più a rischio, è necessario attuare misure di protezione più forti e sviluppare strategie sostenibili per salvaguardare queste creature preziose. La vita delle tartarughe è intricatamente legata all’equilibrio dell’ecosistema, e la loro scomparsa rappresenterebbe una perdita incalcolabile.
In questo contesto, è essenziale che le autorità indonesiane riconsiderino le politiche attuali sulla raccolta di tartarughe. La comprensione scientifica crescente sullo stato delle popolazioni di tartarughe richiede interventi tempestivi e mirati.
Fonti:
1. Nijman, V., & Shepherd, C. R. (2022). “Trade in Southeast Asian box turtles from Indonesia: Legality, livelihoods, sustainability and overexploitation.” Diversity, 14(11), 970. doi:10.3390/d14110970
2. Roe, D. et al. (2020). “Beyond banning wildlife trade: COVID-19, conservation and development.” World Development, 136, 105121. doi:10.1016/j.worlddev.2020.105121
3. Blanck, T. et al. (2023). “A taxonomic hide and seek: Phylogenetic and phylogeographic relationships in the Southeast Asian box turtle.” Russian Journal of Herpetology, 30(6-S), 1–52. doi:10.30906/1026-2296-2023-30-6-s-1-52
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