Lo zucchero naturale conta davvero nell’assunzione giornaliera di zuccheri?
Pubblicato il da Redazione - Lifestyle
Lo zucchero naturale conta nel consumo giornaliero?
Lo zucchero naturale presente in frutta e verdura non viene considerato nel calcolo dell’apporto quotidiano di zuccheri secondo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Questo perché:
Le fonti naturali di zucchero, come frutta e verdura, sono ricche di fibre che aiutano a modulare la risposta glicemica, evitando picchi elevati di zucchero nel sangue.
Non esistono evidenze scientifiche che indichino effetti negativi associati al consumo di zuccheri naturali contenuti in alimenti freschi, così come lo zucchero naturalmente presente nel latte.
Le indicazioni sull’assunzione di zuccheri fanno parte delle strategie dell’OMS volte a raggiungere gli obiettivi del Piano d’Azione Globale per le malattie non trasmissibili 2013-2020. Il target è quello di fermare l’aumento di diabete e obesità, riducendo del 25% la mortalità prematura dovuta a queste patologie entro il 2025.
In aggiunta, le linee guida supportano il lavoro della Commissione OMS per porre fine all’obesità infantile, sensibilizzando la popolazione sui rischi legati all’assunzione eccessiva di zuccheri.
Cos’è lo zucchero aggiunto?
Lo zucchero aggiunto si riferisce a qualsiasi tipo di zucchero o dolcificante calorico che viene introdotto negli alimenti o nelle bevande durante la lavorazione, la preparazione o al momento del consumo.
Questi zuccheri comprendono lo zucchero bianco, il zucchero di canna, il miele e dolcificanti chimici come lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio.
Le principali fonti di zuccheri aggiunti includono:
- Bevande analcoliche zuccherate
- Zuccheri da tavola
- Caramelle
- Torte, biscotti e dolci vari
- Bevande a base di frutta commerciali come fruitades e punch
- Dessert a base di latte come gelati e yogurt zuccherati
- Prodotti da colazione zuccherati come waffle al miele o con cannella
Qual è la quantità giornaliera raccomandata di zucchero?
L’American Heart Association suggerisce limiti specifici di zucchero aggiunto per diverse categorie:
- Donne: meno di sei cucchiaini (circa 25 grammi) di zucchero al giorno
- Bambini: da tre a sei cucchiaini (12-25 grammi) di zucchero al giorno
- Uomini: meno di nove cucchiaini (circa 38 grammi) di zucchero al giorno
L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di assumere meno del 5% delle calorie giornaliere sotto forma di zuccheri aggiunti, equivalenti a circa 25 grammi in una dieta da 2.000 calorie.
È importante riconoscere anche i termini con cui lo zucchero aggiunto può essere etichettato negli alimenti:
- Dolcificanti a base di mais
- Sciroppo di mais
- Concentrati di succo di frutta
- Sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio
- Miele
- Zucchero invertito
- Zucchero di malto
- Melassa
- Zucchero grezzo
- Glucosio, fruttosio, lattosio, maltosio, saccarosio
- Zucchero di canna
Il consumo eccessivo di zucchero può avere effetti avversi sulla salute. Pur non essendo essenziale per il funzionamento dell’organismo, gli zuccheri aggiunti apportano calorie vuote senza nutrienti essenziali e possono contribuire a una serie di problematiche:
- Aumento del rischio di obesità
- Incremento della probabilità di sviluppare diabete di tipo 2
- Sovraccarico metabolico per organi vitali come fegato e pancreas
- Aumento della pressione arteriosa e dei livelli di colesterolo
- Fluttuazioni dell’umore e aumentata presenza di voglie per alimenti dolci
I vantaggi per la salute derivanti dalla riduzione dello zucchero
Eliminare o ridurre l’assunzione di zuccheri aggiunti può comportare numerosi benefici per la salute, tra cui:
- Rallentamento della progressione del diabete nei pazienti affetti
- Miglioramento del metabolismo in individui sani
- Riduzione dello stress ossidativo e funzionale su fegato e pancreas
- Abbassamento di pressione sanguigna e colesterolo
- Controllo del peso corporeo
- Stabilizzazione dell’umore e minor incidenza di voglie e sbalzi glicemici

Domanda: Secondo il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA), esiste differenza tra “porzione” e “serving”?
Risposta: No, secondo l’USDA non vi è differenza tra il concetto di “porzione” e “serving”.
Fonti ufficiali e riferimenti:
- Organizzazione Mondiale della Sanità – Dieta sana
- CDC – Limiti per zuccheri aggiunti
- American Heart Association – Quanta zucchero consumare?
- USDA – Porzioni e serving
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