Longevità e alimentazione vegetale, gli italiani riscoprono i legumi: per i nutrizionisti sono ancora troppo poco consumati
Pubblicato il da Serena Siino - aggiornato il - Lifestyle
Il 74% degli esperti li considera la fonte proteica più sottoutilizzata e il 95% li ritiene importanti per invecchiare in salute. Un’indagine AstraRicerche fotografa le abitudini alimentari e la crescente attenzione alla prevenzione
Mangiare meglio oggi per vivere più a lungo e mantenersi in salute domani. È una consapevolezza sempre più diffusa tra gli italiani, che guardano con crescente interesse all’alimentazione vegetale e al suo possibile contributo alla longevità. Eppure, tra gli alimenti che continuano a essere poco valorizzati sulle tavole del nostro Paese ci sono proprio i legumi, una delle principali fonti di proteine vegetali.
A evidenziarlo è una nuova indagine realizzata da AstraRicerche per MartinoRossi, presentata in occasione di Spazio Nutrizione, nell’ambito del congresso promosso dalla Società italiana di nutrizione e prevenzione (SINEP). La ricerca ha coinvolto oltre mille consumatori italiani tra i 18 e i 70 anni e cento professionisti della nutrizione, tra biologi nutrizionisti, dietisti e medici dietologi.
Il dato più significativo arriva proprio dagli esperti: il 74% considera i legumi la fonte proteica più sottoutilizzata nell’alimentazione degli italiani, mentre il 95% li ritiene utili per invecchiare in salute. Una valutazione che, tuttavia, non sembra ancora tradursi pienamente nelle abitudini quotidiane.
Il rapporto tra cibo e longevità: cosa pensano gli italiani
L’attenzione verso il benessere futuro è sempre più forte. Secondo l’indagine, il 76% degli italiani considera prioritario mantenere la propria autonomia il più a lungo possibile e il 71% dichiara di prendersi già cura della salute pensando alla vecchiaia. Per il 65% ciò che si mangia oggi influirà concretamente sulle condizioni di salute dopo i 70-75 anni, mentre il 67% considera il cibo uno strumento di prevenzione.
Nonostante l’alimentazione italiana rimanga prevalentemente onnivora, con il 59% degli intervistati che si riconosce in questo modello, cresce l’interesse per le alternative vegetali. Il 44% dichiara di consumare più prodotti vegetali rispetto a tre-cinque anni fa e il 65% vorrebbe aumentare la quota di proteine di origine vegetale. Guardando ai prossimi cinque-dieci anni, inoltre, il 25,5% prevede di orientarsi verso un’alimentazione prevalentemente vegetale.
I legumi, tuttavia, non sono ancora associati spontaneamente al concetto di longevità. Quando si parla di alimenti utili per invecchiare bene, il 62,6% pensa soprattutto ai vegetali, in particolare frutta e verdura, mentre soltanto il 9,8% cita direttamente i legumi. Eppure, quando vengono chiamati in causa, il 78,4% degli intervistati ne riconosce l’utilità per mantenersi in salute nel corso degli anni.
Proteine vegetali, benefici e ostacoli: perché i legumi restano poco presenti
I legumi sono una componente importante della dieta mediterranea: apportano proteine vegetali, fibre, vitamine del gruppo B e minerali come ferro e zinco. Il loro consumo è associato a un’alimentazione di buona qualità nutrizionale e può contribuire alla prevenzione di diverse patologie croniche, soprattutto quando si inseriscono in un modello alimentare equilibrato.
Secondo l’indagine dell’Istituto superiore di sanità, pubblicata nel febbraio 2025 sulla base del progetto ARIANNA, meno della metà dei partecipanti rispetta la frequenza raccomandata di due-tre porzioni settimanali di legumi.
Tra gli ostacoli individuati dalla nuova ricerca AstraRicerche ci sono la convinzione di assumere già abbastanza proteine (32%) e le difficoltà digestive associate al consumo di legumi (21%). Il 42% degli italiani ritiene inoltre che un’alimentazione ricca di vegetali sia più costosa, mentre il 40,6% pensa che le alternative vegetali siano meno gustose.
Anche la praticità può fare la differenza. Il 57% dei consumatori e il 76% dei nutrizionisti riconoscono che i prodotti vegetali confezionati possono aiutare ad aumentare l’apporto proteico senza stravolgere le abitudini quotidiane. La qualità rimane però fondamentale: gli italiani cercano soprattutto prodotti senza additivi, conservanti e coloranti, ricchi di fibre e proteine e con pochi grassi saturi.
La sfida, dunque, non è necessariamente abbandonare le proprie abitudini alimentari, ma arricchirle progressivamente, dando maggiore spazio a fagioli, ceci, lenticchie, piselli e altri legumi. Un cambiamento che può partire anche da piccoli gesti quotidiani, riscoprendo ricette della tradizione e portando in tavola più spesso alimenti vegetali. Perché la longevità non dipende da un singolo ingrediente miracoloso, ma dall’equilibrio complessivo dello stile di vita e dell’alimentazione.