Luciano Pavarotti, la voce che ha fatto cantare il mondo | Ode a un uomo che è diventato leggenda (pagina 13)
Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - aggiornato il - Tv e Spettacolo
Forse non esiste conclusione più naturale per una storia come quella di Pavarotti che tornare a Nessun dorma. L’aria di Puccini è diventata qualcosa di più di un brano d’opera: nella sua voce è diventata un simbolo internazionale del canto italiano.
Quando Pavarotti intona quell’ultima frase, il confine tra tecnica ed emozione sembra scomparire. Rimane la voce, con tutta la sua forza. Rimane una melodia che milioni di persone possono riconoscere anche senza sapere esattamente da quale opera provenga. Rimane soprattutto una sensazione: quella di assistere a qualcosa che appartiene contemporaneamente alla storia e al presente.
È questa, forse, la vera grandezza della sua eredità. Luciano Pavarotti non ha soltanto cantato la musica: ha contribuito a cambiare il modo in cui il mondo la ascoltava. Ha portato l’opera fuori dai suoi confini senza impoverirla, ha fatto dialogare il belcanto con la musica popolare, ha trasformato le arie in memoria collettiva e ha dimostrato che una voce autentica può attraversare generazioni, lingue e culture.
Per questo, nel giorno del suo compleanno, più che celebrare soltanto il tenore, vale la pena celebrare l’uomo che ha reso la sua voce un luogo comune a milioni di persone. Modena gli diede i natali. L’Italia gli diede la lingua del canto. Il mondo gli restituì un posto nella memoria. E quella voce, ancora oggi, continua a sembrarci impossibile da dimenticare.