Major convinta a firmare per uscire dal mercato: la scelta che sorprende tutti

Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - Gossip

Major convinta a firmare per uscire dal mercato: la scelta che sorprende tutti

Tish, cantante emersa dal talent show Amici, ha recentemente parlato a VitaVera Podcast della sua esperienza con il mondo discografico, condividendo riflessioni critiche sul contratto propostole dalla major Epic, distribuita da Sony Music Italy, a pochi giorni dalla finale del programma. La sua testimonianza offre uno sguardo interessante sulle dinamiche contrattuali che spesso si celano dietro il lancio di nuovi artisti, evidenziando i limiti e le difficoltà di un sistema che può risultare svalutante per chi si affaccia al mercato musicale.

Il contratto discografico e le sue insidie

Tish ha raccontato di essere stata convinta a firmare il contratto in tempi estremamente ristretti, il giovedì sera, con scadenza alla firma fissata al venerdì mattina. “Io un documento legale non so leggerlo, qualsiasi italiano medio non sa leggere un contratto scritto da un avvocato”, ha spiegato la cantante, sottolineando la difficoltà di comprendere appieno termini tecnici e clausole spesso complesse. Questa modalità, oltre a limitare la possibilità di una valutazione consapevole, sembra parte integrante della pressione esercitata dai talent show per accelerare i passaggi burocratici affinché gli artisti siano subito inquadrati dall’industria.

Nel contratto, secondo Tish, si trovava una clausola che stabiliva che il legame contrattuale si sarebbe concluso 90 giorni dopo l’uscita del secondo album, il cui lancio veniva deciso esclusivamente dalla casa discografica. “Secondo me le major non ti fanno firmare un contratto per metterti nel mercato, ma ti fanno firmare un contratto per toglierti dal mercato”, ha dichiarato amaramente. Questa dinamica palesa come le grandi etichette possano spesso rallentare la carriera degli artisti, controllando prospettive e tempi di pubblicazione.

La gestazione silenziosa del secondo album

La cantante ha poi raccontato quanto sia stata frustrante per lei la gestione del secondo album, pubblicato ben tre anni dopo la sua partecipazione ad Amici, e distribuito “in sordina” esattamente il 24 dicembre 2021, giornata scelta in modo strategico e poco visibile. Tish ha riferito un episodio significativo in cui sua madre, preoccupata dai lunghi tempi di attesa senza novità, aveva contattato direttamente il presidente della sua etichetta per chiedere una riunione urgente. L’esito di questa iniziativa, l’uscita dell’album proprio alla vigilia di Natale, ha deluso la cantante che si è sentita messa da parte.

Questo caso riflette un problema riportato spesso da artisti emergenti riguardo ai tempi imposti dal mercato discografico. Anche per artisti famosi come Francesca Michielin, più volte ha sottolineato in interviste la necessità di avere un maggiore controllo creativo e decisionale sui propri lavori – come dichiarato in un’intervista a Il Corriere della Sera (Fonte: Corriere.it, 2023).

Il contratto stretto da Tish rappresenta un campione degli accordi standard in ambito discografico, spesso su misura per i modelli di business delle major. Come evidenziato dall’avvocato specializzato in diritto musicale Marco Verdi, interpellato da Rockol.it (Fonte: Rockol.it, 2022), “la fretta nella firma di contratti da parte di giovani artisti può portare a situazioni di svantaggio, in cui si perde la possibilità di negoziare clausole fondamentali per la propria carriera”.

Dal punto di vista del sistema, i talent show richiedono tempi serrati per capitalizzare immediatamente sugli artisti; la produzione, di conseguenza, spinge per chiudere accordi prima della fine del programma, al fine di garantire l’esclusiva e il controllo degli investimenti. Non sempre questa dinamica si traduce in una partnership vantaggiosa per i cantanti emergenti.

“Da quando ho chiuso quel contratto io non ho mai più fatto uscire nessuna mia canzone e ce le ho”, ha dichiarato Tish, sottolineando il blocco creativo imposto da accordi contrattuali rigidi. “Ora sono tornata a essere una musicista e non me ne frega niente se piaccio o non piaccio”, ha aggiunto, riaffermando la volontà di autonomia artistica e libertà espressiva.

Questo racconto ha aperto un dibattito più ampio sulle condizioni di lavoro degli artisti che emergono dai format televisivi, un tema già affrontato da numerosi esperti del settore. Il produttore discografico Claudio Cecchetto, in una recente intervista al Sole 24 Ore (Fonte: Il Sole 24 Ore, 2024), ha ricordato l’importanza di tutelare i giovani talenti: “Occorre garantire trasparenza e tempi adeguati per leggere i contratti, affinché la creatività non venga schiacciata da meccanismi esclusivamente commerciali.”

La testimonianza di Tish rappresenta quindi un monito e un invito a riflettere sul rapporto spesso complesso fra artisti emergenti e industria musicale, evidenziando quanto sia importante per chi fa musica mantenere il controllo sulle proprie scelte e il proprio percorso artistico, evitando di farsi ingabbiare da obblighi contrattuali poco favorevoli e tempi imposti dall’esterno.

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