Maltodestrina: cos’è, effetti collaterali e impatto sulla salute spiegati chiaramente

Pubblicato il da Serena Siino - Lifestyle

Domande frequenti sulla maltodestrina: tutto quello che devi sapere

La maltodestrina è peggiore dello zucchero?

La maltodestrina ha lo stesso valore calorico dello zucchero da tavola, ma un indice glicemico molto più elevato. Questo significa che può provocare un picco glicemico più intenso rispetto alla stessa quantità di zucchero comune. Per questo motivo viene utilizzata nelle bevande sportive, dove può essere utile per atleti d’élite che necessitano di un rapido apporto energetico durante gli allenamenti intensi. Per chi segue uno stile di vita normale, è consigliabile limitarne l’assunzione, soprattutto per chi soffre di diabete, poiché può essere particolarmente dannosa. Consumata occasionalmente e in piccole quantità, la maltodestrina non dovrebbe causare problemi se si mantiene un regime alimentare equilibrato.

Rispetto agli alcoli dello zucchero (polialcoli) come eritritolo, xilitolo, sorbitolo, mannitolo, maltitolo e lattitolo, la maltodestrina è una delle forme di zucchero meno salutari. I polialcoli sono dolcificanti naturali presenti in molti frutti e verdure e vengono comunemente usati come alternative allo zucchero. Tra questi, l’eritritolo è unico poiché viene quasi interamente escreto con le urine, senza entrare in circolo nel sangue e senza causare incrementi glicemici. In un confronto diretto tra eritritolo e maltodestrina, l’eritritolo risulta superiore sia per apporto calorico che per dolcezza.

La maltodestrina provoca infiammazione?

Ricerche scientifiche indicano che la maltodestrina può causare infiammazione intestinale, rappresentando un fattore di rischio per malattie infiammatorie croniche dell’intestino come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa. La maltodestrina modifica l’ambiente intestinale, compromettendo lo strato protettivo di muco del tratto intestinale e creando condizioni favorevoli per la proliferazione di batteri nocivi. Ciò può portare a un’infiammazione di basso grado persistente. Un consumo prolungato di alimenti lavorati ricchi di maltodestrina può quindi incrementare il rischio di infiammazione intestinale, soprattutto in persone predisposte a patologie infiammatorie.

Nomi comuni e origine della maltodestrina

La maltodestrina può assumere diversi nomi in base alla materia prima utilizzata per produrla. Tra i più comuni troviamo “solidi di sciroppo di mais”, “amido di mais modificato”, “amido di frumento modificato”, “amido di riso modificato” o “amido di tapioca modificato”. In alcune forme particolari, come la maltodestrina resistente, può essere indicata come “fibra solubile di mais” o “maltodestrina resistente alla digestione”.

La maltodestrina è ottenuta da amidi naturali estratti da piante, ma è un prodotto altamente lavorato. Gli amidi sono sottoposti a cottura e trattamenti con acidi ed enzimi per rompere irreversibilmente i polisaccaridi in catene di zuccheri più corte (polisaccaridi a catena corta). Successivamente, la maltodestrina viene purificata e trasformata in una polvere bianca quasi insapore tramite essiccazione spray.

La maltodestrina è senza glutine e cosa la distingue dal glutammato monosodico (MSG)?

La maltodestrina è naturalmente priva di glutine se prodotta da riso, mais, patate o manioca. Anche quando deriva dal frumento, non contiene glutine perché il processo produttivo elimina proteine e nutrienti, lasciando solo i carboidrati. Analisi chimiche hanno confermato l’assenza di tracce rilevabili di glutine, per cui la maltodestrina non dovrebbe causare reazioni in persone con allergie o sensibilità al glutine.

È importante non confondere la maltodestrina con il glutammato monosodico (MSG). La maltodestrina è un carboidrato derivato dagli amidi, mentre il MSG è un esaltatore di sapidità dall’aroma umami, originariamente estratto da brodo di alghe. Attualmente, il MSG viene prodotto attraverso la fermentazione di zuccheri come quelli ottenuti da barbabietole, canna da zucchero o melassa. Chimicamente, è il sale sodico dell’acido glutammico, un amminoacido naturale presente negli organismi viventi, fondamentale per la trasmissione dei segnali nervosi.

Fonti ufficiali:

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