Manhunt in corso per il caso delle tre tonnellate di squame di pangolino a Jakarta.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
Sequestro di 3 tonnellate di scaglie di pangolino a Giacarta
Le autorità indonesiane hanno intrapreso azioni legali nei confronti di un sospettato e stanno cercando di rintracciare almeno altri due individui dopo il sequestro di circa 3 tonnellate di scaglie di pangolino, il cui valore è stimato attorno ai 10 milioni di dollari. Questo evento rappresenta uno dei più significativi casi di traffico di fauna selvatica mai registrati nel paese.
Il sequestro è avvenuto il 18 febbraio, quando gli ispettori doganali hanno scoperto 3.053 chilogrammi di scaglie di pangolino nascoste in un container presso il porto di Tanjung Priok, a Giacarta, diretto in Cambogia. Le merci erano state dichiarate come cetrioli di mare nei documenti di sdoganamento.
Le scaglie provengono da circa 15.000 pangolini, tutte le otto specie di queste creature sono attualmente in pericolo di estinzione secondo la Lista Rossa dell’IUCN. L’operazione di traffico è stata rapidamente correlata a una rete di traffico organizzato transnazionale, e gli investigatori continuano a esaminare il coinvolgimento di due aziende locali che hanno facilitato il processo di sdoganamento.
Dettagli su Tonni e il processo legale in corso
Al momento, solo un sospettato, identificato come Tonni, è stato arrestato e si trova in custodia cautelare a Giacarta. Bambang Ari Wibowo, investigatore del ministero delle foreste indonesiano, ha comunicato che il sospettato ha ammesso di essere a conoscenza della natura illecita della merce. Sono stati anche raccolti testimonianze che confermano questa affermazione.
Tonni è stato accusato di violazione delle leggi sulla conservazione della fauna selvatica per traffico illecito di specie protette, un reato che prevede una pena massima di 15 anni di carcere e multe che vanno da 200 milioni a 5 miliardi di rupiah (circa 11.000 a 276.000 dollari).
Gli investigatori stanno attivamente cercando due uomini, presumibilmente coinvolti nell’organizzazione dell’operazione di traffico. Uno di loro non ha risposto a ripetute convocazioni ed è risultato irrintracciabile all’indirizzo registrato, mentre l’altro è un cittadino vietnamita, ritenuto avere una maggiore conoscenza dell’operazione.
Le forze dell’ordine indonesiane coordinano gli sforzi con i colleghi di Giacarta per localizzare almeno uno dei susseguenti sospetti. Si stima che Tonni abbia ricevuto fino a 30 milioni di rupiah (1.660 dollari) per aiutare a organizzare la spedizione del contrabbando di fauna selvatica.
Implicazioni ecologiche e legali
Questo caso di traffico di scaglie di pangolino non è isolato. Quest’anno, sono stati registrati altri raid significativi contro il traffico di pangolini, tra cui un sequestro di 780 chilogrammi da parte della Marina indonesiana. L’ecosistema è sotto pressione, in quanto tutte e otto le specie di pangolini conosciute sono classificate come minacciate sull’IUCN Red List e sono protette secondo l’Appendice I di CITES, la convenzione globale per il commercio di fauna selvatica.
Ogni chilogrammo di scaglie di pangolino rappresenta forse fino a cinque animali, suggerendo che il massacro di circa 15.000 pangolini possa aver avuto luogo per ottenere le 3 tonnellate di scaglie sequestrate a febbraio. In Indonesia, il pangolino di Sunda (Manis javanica), già in grave pericolo, è protetto dalla legge di conservazione del 1990 e dall’elenco delle specie protette del 2018.
Gli sforzi per combattere il traffico di fauna selvatica richiedono cooperazione e collaborazione tra le agenzie di enforcement, investigatori e ong come Geopix, che sottolineano l’importanza di mantenere aperte le indagini per rivelare reti più ampie di traffico.
Perspectivive future e lotta contro il crimine ambientale
Le autorità indonesiane continuano a rafforzare le misure di enforcement per combattere il traffico di fauna selvatica. Ogni caso di sequestro non è solo un singolo crimine, ma si inserisce in un contesto più ampio di sfruttamento delle risorse naturali. “Chiaramente, questo non è solo un atto isolato che può essere ridotto all’accusa di una sola persona,” ha affermato Annisa Rahmawati, una campagna per la fauna selvatica presso Geopix. La sfida per gli investigatori è di rivelare la rete più ampia di criminalità legata al traffico di animali.
Questa situazione evidenzia l’urgenza di una combutta globale per proteggere le specie minacciate e ridurre il mercato nero. Occorre promuovere una maggiore consapevolezza riguardo alla fauna selvatica e al traffico illegale. Il supporto a iniziative locali e a soggetti coinvolti in progetti di conservazione è essenziale per garantire un futuro migliore per le specie in pericolo.
Fonti:
– Mongabay Indonesia
– IUCN Red List
– CITES
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