Manifestazioni in tutta Italia per lo sciopero generale. A Roma lanci di oggetti contro la Polizia, tensioni a Torino / Foto e Video
Pubblicato il da Redazione - Cronaca
ROMA (ITALPRESS) – L’Unione Sindacale di Base ha proclamato per oggi lo sciopero generale di tutte le categorie del lavoro pubblico e privato. L’agitazione è stata proclamata contro il carovita, i salari bassi, i prezzi dei carburanti e dei generi di prima necessità e le bollette fuori controllo, la guerra e le politiche di riarmo. Tornano in piazza anche gli studenti, nelle principali città d’Italia.
A MILANO IN 30 MILA RAGGIUNGONO LA TANGENZIALE
Il corteo di lavoratori, studenti e insegnanti a Milano, nel giorno dello sciopero generale indetto da USB, ha raggiunto piazzale Leonardo Da Vinci. Parte del corteo sta ancora defluendo dallo svincolo di Lambrate. La coda del corteo sta defluendo dall’uscita della tangenziale est scortata dalle forze dell’ordine. Alcuni manifestanti hanno tirato un nastro tra i due guard rail, mostrando l’intenzione di non andarse. Le forze dell’ordine si sono avvicinate per accompagnare i manifestanti a sgomberare la strada. Uno di loro ha poi rivolto un appello pacifico agli agenti. Ne è seguito poi un lungo diverbio tra alcuni partecipanti e agenti della DIGOS ma senza scontri. Ora le forze dell’ordine stanno scortando ciò che resta del corteo verso via Rombon.
Sulla tangenziale, in precedenza, alcuni manifestanti si sono arrampicati su una struttura in ferro. Hanno acceso fumogeni e sparato in aria alcuni fuochi d’artificio per poi esporre uno striscione con scritto “Gen Maranza”.
Il corteo, che conta circa 30 mila persone, ha prima raggiunto lo svincolo per Lambrate. Nonostante l’imbrattamento di alcuni cartelli stradali con frasi come ” la benza a due euro è violenza” e l’esposizione dimostrativa di uno striscione su una struttura in ferro, la manifestazione si è svolta finora in modo pacifico mentre la continuazione della tangenziale è presidiata da un cordone di uomini e mezzi delle forze dell’ordine. Presente anche un elicottero.
MOMENTI DI TENSIONE A TORINO, TANGENZIALE BLOCCATA
Momenti di tensione nel corteo in corso a Torino tra manifestanti e agenti in Piazza Castello. I poliziotti hanno azionato gli idranti per allontanare i facinorosi. La tangenziale di Torino è bloccata. Il corteo per lo sciopero generale indetto dalla sigla sindacale Usb ha raggiunto la rotonda all’imbocco della tangenziale, che è chiuso e presidiato dal cordone di Polizia e Guardia di Finanza.
Il corteo era partito da piazza Palazzo di Città, di fronte alla sede del Municipio, nel giorno dello sciopero generale indetto dalla sigla Unione Sindacale di Base. In capo al serpentone campeggia uno striscione che recita “Stop carovita, no alla guerra, no al riarmo”. L’ingresso di Palazzo Civico è chiuso e protetto dal cordone delle forze di polizia. Fra le bandiere presenti ci sono quelle del Pci, di Potere al Popolo e dei Cobas, oltre a quelle della Palestina. Lo spezzone studentesco partito dall’ateneo di Palazzo Nuovo ha imboccato via Po per raggiungere la manifestazione principale, ed è qui che si è registrato qualche momento di tensione con il cordone di polizia all’altezza di via Rossini, ma i manifestanti sono comunque riusciti a passare e raggiungere la piazza occupata dai lavoratori. Proprio nella piazza davanti al Comune, dove si sono riunite centinaia di persone, gli agricoltori hanno versato a terra due bidoni di letame “contro chi vuole trasformare Torino nella città delle aziende belliche“. Tanti i giovani presenti che sorreggono cartelli che dicono “No al carovita”.
“Vogliamo un esercito di medici e insegnanti” e “Il nostro futuro non è un debito”. Dal furgone che guida il corteo ripetuti cori contro la premier Giorgia Meloni. C’è anche la politica presente in piazza come la deputata del M5S (ed ex sindaca di Torino) Chiara Appendino e il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Marco Grimaldi. Nel frattempo, un pezzo del corteo guidato dal centro sociale Askatasuna si è staccato e sta andando verso la stazione di Porta Susa.
A GENOVA I MANIFESTANTI ENTRANO NEL PORTO
Un corteo con migliaia di persone, tra cui portuali del Calp e migliaia di studenti, è entrato nel porto di Genova nell’ambito dello sciopero generale lanciato da Usb. “Blocchiamo il porto perché non vogliamo che passino le armi destinate alle guerre”, spiegano i ragazzi. La mobilitazione era iniziata in mattinata col blocco dei varchi portuali nella zona di San Benigno e cortei studenteschi da Principe e Sampierdarena. Cori contro Giorgia Meloni, Roberto Vannacci e a favore della Palestina. Il corteo è diretto verso il centro città ed è prevista la conclusione in piazza De Ferrari. In piazza nel corso della giornata fino a 10mila persone.
A ROMA TENSIONE E LANCI DI OGGETTI CONTRO LE FORZE DI POLIZIA AL COLOSSEO
Lungo corteo, con oltre centomila persone secondo i manifestanti, a Roma, per lo sciopero indetto dall’Usb. Il lungo serpentone è partito da piazza dei Cinquecento. Molti gli studenti, fianco a fianco con i lavoratori. Realizzato un flash mob per rappresentare i bombardamenti lungo la Striscia di Gaza.
Il corteo di Roma è poi arrivato nel piazzale di Porta Pia dove è presente la sede del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Alla testa del corteo anche due trattori e gli agricoltori che urlano “Vergogna. Affacciati Salvini, mettici la faccia se ce l’hai. Gli agricoltori sono qui perché falliscono tutti i giorni”. Presenti anche esponenti del Movimento per il diritto ad abitare: “Questo Ministero non ha fatto nulla per le politiche abitative. La pacchia è finita, in tutta Europa le piazze si riempiono. Questo governo se ne deve andare”. Fischi e cori contro il vicepremier, Matteo Salvini, che al momento proprio nella sede del Mit sta tenendo una conferenza stampa. Diverse le forze dell’ordine schierate in tenuta antisommossa, ma al momento non ci sono tensioni e disordini.
Momenti di tensione e lanci di oggetti contro le forze dell’ordine a Roma. E’ accaduto dopo che un gruppo di persone si è staccato dal corteo e si è diretto verso il Colosseo. Giunti all’altezza di via Claudia i manifestanti hanno eretto barricate, divelto cartelli stradali e incendiato cassonetti, prendendo di mira gli agenti con lanci di bottiglie.
MANIFESTANTI IN TANGENZIALE A BOLOGNA
Giornata di manifestazioni a Bologna, dove è in corso il corteo per lo sciopero generale indetto da USB contro il carovita per il quale sono attese in città migliaia di persone pronte a protestare contro “L’impennata dei prezzi, a partire da quelli dei carburanti, che pesa fortemente sui magri salari di milioni di lavoratori che ormai non recuperano più neanche l’inflazione; di contro, l’inconsistenza dei provvedimenti assunti dal governo”, come spiega l’Unione Sindacale di Base. Alla mobilitazione hanno aderito anche studenti, collettivi e associazioni. Nonostante gli appelli a manifestare pacificamente lanciati dalle scorse ore dall’Unione sindacale di Base, resta alta l’allerta per possibili scontri, come quelli che hanno interessato la città il 17 e il 24 ottobre scorsi.
La manifestazione contro il carovita a Bologna ha occupato quindi la tangenziale, ma il corteo si prepara lentamente a raggiungere la tettoia Nervi, in piazza Lucio Dalla, in zona Bolognina. La marcia si è arrestata all’altezza dell’uscita 5, da qui in poi il cordone di sicurezza approntato dall’Unione Sindacale di Base impedisce ai partecipanti di proseguire.
A NAPOLI IL CORTEO INVADE LA CARREGGIATA, TRAFFICO IN TILT
I manifestanti che partecipano al corteo per lo sciopero generale a Napoli hanno abbandonato il percorso inizialmente predisposto e si sono diretti verso la stazione centrale. A sbarrargli la strada un cordone di forze dell’ordine, schierate con caschi, manganelli e scudi. Dalla testa del corteo i manifestanti scandiscono lo slogan “Blocchiamo tutto” e intonano il coro “Poliziotti, fateci passare”.
Una decina di manifestanti hanno avuto accesso alla stazione centrale senza che sia stata intralciata la viabilità. Cala la tensione. Il corteo di manifestanti ha anche invaso la carreggiata occupata dalle auto in via delle Repubbliche Marinare, poco prima dell’ingresso dell’autostrada. Traffico in tilt.
A FIRENZE CORTEO VERSO LA CONCLUSIONE
Si avvia alla conclusione il corteo convocato quest’oggi da Usb e altre sigle sindacali, svoltosi a Firenze, per protestare contro caro vita e guerra. Dopo gli attimi di tensione registratesi in pieno centro, con presidio in zona via Cavour, dove circa 300 manifestanti ha cercato di deviare il percorso del corteo per raggiungere una zona in cui sono presenti vari palazzi istituzionali, fra cui la sede della Prefettura, della Città metropolitana e del Consiglio regionale toscano, con le forze dell’Ordine che disposti in assetto anti sommossa hanno fatto da filtro in quella parte di Firenze, anche con l’ausilio di un mezzo blindato; il resto della manifestazione si è svolto in maniera tranquilla. Secondo quanto fatto sapere da Usb Firenze i manifestanti alla fine sarebbero stati circa 10 mila, molti dei quali ha raggiunto piazza Vittorio Veneto dove è prevista la conclusione del corteo, anche se quest’ultimo si è diviso in piu’ tronconi. Infatti alcuni manifestanti, la cosidetta coda del corteo, è ancora in zona Santa Maria Novella, mentre un’altra è in via della Scala, in avvicinamento a piazza Vittorio Veneto. Alcuni rappresenti dalle organizzazioni studentesche e sindacali intervenuti con discorsi di conclusione corteo hanno ricordato i motivi della manifestazione odierna, ovvero lo stanziamento di fondi del governo sul riarmo e non per l’istruzione ed il caro vita.
LAVORATORI E STUDENTI IN PIAZZA A PALERMO CONTRO GUERRA E CAROVITA
Dalle rivendicazioni sui salari al diritto alla casa, passando per il no al riarmo e la richiesta di maggiori investimenti in sanità e istruzione. Lavoratori e studenti insieme a Palermo per lo sciopero generale indetto dall’Usb, che nella mattinata di oggi ha portato in piazza le diverse anime del mondo del lavoro e della scuola. Il corteo, con circa 2 mila persone al seguito, partito da piazza Politeama alle 9, ha attraversato il Teatro Massimo, via Cavour e piazza XIII Vittime, per concludersi al porto di Palermo. Sui cartelli esposti dai manifestanti gli slogan “Né bombe, né carovita con questo sistema dobbiamo farla finita” e “Contro guerra e carovita blocchiamo tutto”.Al centro della mobilitazione il peso del costo della vita, le retribuzioni e la contrarietà alle politiche di riarmo. “Oggi scioperiamo contro guerra e carovita, perché fondamentalmente questo Paese continua a investire in armamenti”, ha dichiarato Luigi Del Prete, responsabile di Usb Palermo. “Entro il 2035 il 5% sarà investito in armamenti vari, in riarmo, mentre invece gli investimenti in istruzione e sanità rimangono sotto il 4%”. Una scelta che, secondo il sindacalista, finisce per scaricare sui cittadini le conseguenze della corsa agli armamenti, sottraendo risorse e prospettive soprattutto a chi lavora e studia. Del Prete ha definito la manifestazione “un grande sciopero sociale”, sottolineando la partecipazione di lavoratori pubblici e privati, studenti, disoccupati e inoccupati. “Abbiamo chiamato lo sciopero della rabbia, della rabbia di chi, pur contribuendo alla ricchezza di questo Paese, non vede rientrare quelle ricchezze”, ha aggiunto, contestando la distribuzione delle risorse e chiedendo che il costo della crisi ricada “su coloro che l’hanno creata”.
Le rivendicazioni sindacali si intrecciano con le condizioni del lavoro a Palermo, dove, secondo Marco Militello della Federazione del Sociale Usb, in alcuni comparti si continua a lavorare per pochi euro all’ora. “Siamo lavoratori, lavoratrici, sfruttati all’interno dei locali del turismo, all’interno dei B&B”, ha affermato, richiamando le difficoltà di chi opera nei settori meno tutelati. Nel suo intervento anche il tema dell’emergenza abitativa, dei salari e delle condizioni degli studenti: “Quello che noi vogliamo è pace, quello che noi vogliamo è lo stop del genocidio in Palestina, salari adeguati. Vogliamo case, perché la casa è un diritto inalienabile per tutti e per tutte”. Per Militello, la questione retributiva resta strettamente legata all’aumento dei prezzi. “Abbiamo visto effettivamente negli ultimi anni come vi è un aumento del 27% del livello salariale; in realtà però c’è stata una perdita del 10% del potere d’acquisto”, ha sostenuto, chiedendo salari capaci di tenere il passo con il carovita e criticando le risposte delle istituzioni, giudicate insufficienti rispetto ai problemi quotidiani.In piazza anche gli studenti, con le rivendicazioni sul diritto allo studio e sull’accesso agli alloggi universitari. Andrea Catania, di Cambiare Rotta, ha ricordato la mobilitazione avviata all’inizio dell’anno accademico per i posti letto non assegnati agli studenti fuori sede e internazionali, con l’installazione di tende di protesta. “La guerra non la paghiamo”, ha ribadito, denunciando i tagli ai servizi e le difficoltà legate al costo dei materiali didattici, al sovraffollamento delle aule e alle condizioni delle mense. Catania ha inoltre contestato le priorità delle istituzioni regionali e universitarie, richiamando lo stanziamento previsto dalla Regione Siciliana per il diritto allo studio nel 2028, indicato in zero euro. “Gli accordi con la Leonardo vanno avanti, e il riarmo continua a essere la priorità dei nostri governi”, ha concluso. Una mobilitazione che a Palermo ha riunito vertenze sociali e lavorative, mettendo al centro il rapporto tra costo della vita, diritti e spesa pubblica. Dal lavoro povero all’emergenza abitativa, fino alle richieste degli universitari, il corteo ha dato voce a un fronte eterogeneo, accomunato dalla richiesta di un cambio di direzione sulle politiche economiche e sociali.
IERI IL VERTICE AL VIMINALE, PREVISTO DISPOSITIVO PER ISOLARE I VIOLENTI
Il ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, ha presieduto ieri al Viminale una riunione in videoconferenza con i prefetti, i questori e i vertici delle forze di polizia di tutti i capoluoghi di regione. Nel corso dell’incontro è stata condivisa un’approfondita analisi delle manifestazioni di piazza in programma nel fine settimana. In particolare, sono stati analizzati gli scenari che potranno presentarsi nelle aree più sensibili delle città interessate da possibili proteste e mobilitazioni. Le forze dell’ordine, insieme ai rinforzi messi a disposizione dal Viminale, coordinate dalle autorità provinciali di pubblica sicurezza, garantiranno un capillare presidio del territorio per la gestione dei numerosi eventi in programma.
Anche grazie a un continuo lavoro di monitoraggio garantito dal comparto dell’intelligence e dagli investigatori delle forze di polizia, sarà messa in campo un articolato dispositivo per tutelare il diritto di manifestare pacificamente, garantire la sicurezza di tutta la comunità, isolando chi scende in piazza solo per creare disordini e commettere violenze.
Durante la riunione Piantedosi ha rinnovato il suo apprezzamento per l’impegno di tutti gli operatori delle forze dell’ordine che, anche nelle ultime settimane, come sempre fatto in passato, hanno ancora una volta dimostrato la capacità di saper gestire, con intelligenza, professionalità ed equilibrio, situazioni molto complesse.
– foto copertina IPA Agency –
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(ITALPRESS).
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