Mara Venier spegne le candeline: ripercorriamo la sua carriera

Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - aggiornato il - Tv e Spettacolo

Mara Venier spegne le candeline: ripercorriamo la sua carriera

Ci sono personaggi che attraversano la televisione e altri che, con il tempo, finiscono per diventare parte della televisione stessa. Mara Venier appartiene alla seconda categoria. Il 20 ottobre, nel giorno del suo compleanno, il racconto della sua carriera non può limitarsi a una successione di programmi, film e stagioni televisive: è soprattutto la storia di una donna che ha trasformato la propria spontaneità in un linguaggio televisivo riconoscibile, fino a fare di Domenica In quasi una naturale estensione della propria personalità.

Prima della domenica di Rai 1 c’è stato però il cinema. Mara Venier ha iniziato come attrice negli anni Settanta, debuttando sul grande schermo nel 1973 con Diario di un italiano e lavorando successivamente in numerose pellicole, dalle commedie al cinema popolare. Alla fine degli anni Ottanta è arrivata la televisione, prima con esperienze di conduzione ancora lontane dalla dimensione che avrebbe assunto in seguito, poi con la svolta decisiva di Domenica In.

Da quel momento Mara Venier ha costruito qualcosa che va oltre il mestiere di presentatrice. Ha attraversato Rai e Mediaset, fiction, programmi di intrattenimento, prime serate, talent e talk, è tornata più volte alla guida di Domenica In e ha saputo trasformare anche i momenti di distanza dalla Rai in nuove occasioni professionali. Nel 2026, mentre il programma festeggia i suoi cinquant’anni, è ancora al centro della domenica televisiva italiana. Una parabola che racconta soprattutto una qualità difficile da programmare: la capacità di restare riconoscibili cambiando insieme al pubblico.

Da Venezia a Roma, prima della televisione

Mara Venier nasce a Venezia il 20 ottobre 1950 e cresce a Mestre. Ancora giovanissima si trasferisce a Roma, dove comincia a costruire il proprio percorso nel mondo dello spettacolo. La sua prima ambizione professionale non è però quella di diventare una conduttrice televisiva: il cinema arriva prima e rappresenta il primo vero capitolo della sua carriera.

Nel 1973 debutta come protagonista in Diario di un italiano, diretto da Sergio Capogna e tratto da un racconto di Vasco Pratolini. È l’inizio di un percorso cinematografico che negli anni successivi la porta a confrontarsi con generi differenti e con registi e interpreti importanti del cinema italiano.

Il grande schermo le offre anche la possibilità di costruire un’immagine lontana da quella che il pubblico avrebbe imparato a conoscere molti anni dopo. Nei film degli anni Settanta e Ottanta c’è una Mara Venier attrice, spesso inserita nella commedia e nel cinema popolare, ancora distante dalla figura rassicurante della “zia” televisiva.

Gli anni del cinema e la gavetta

Gli anni Ottanta sono quelli in cui la presenza cinematografica di Venier diventa più frequente. Tra i titoli della sua filmografia compaiono Zappatore, Al bar dello sport, Chewingum, Animali metropolitani, Kamikazen – Ultima notte a Milano e Night Club.

È un periodo importante perché permette all’attrice di sperimentare registri diversi e di entrare in contatto con quell’ambiente dello spettacolo che, negli anni successivi, diventerà il terreno naturale della sua carriera. Il cinema resta comunque soltanto una parte del percorso.

L’ultimo film della sua prima stagione cinematografica è Pacco, doppio pacco e contropaccotto, diretto da Nanni Loy nel 1993. Da lì in avanti la televisione diventerà progressivamente il centro della sua attività, fino a trasformare il suo volto in uno dei più riconoscibili del piccolo schermo italiano.

La televisione arriva quasi per caso

Prima della grande consacrazione, Mara Venier sperimenta diversi linguaggi televisivi. Partecipa a programmi e format differenti, lavora con Nanni Loy e si misura con la conduzione, fino ad arrivare alla fine degli anni Ottanta a una nuova fase della propria carriera. Nel 1988 conduce Troppo forti, programma estivo dedicato con ironia a sogni, desideri e aspettative degli italiani.

È un passaggio significativo perché mostra già una caratteristica destinata a diventare fondamentale: la capacità di parlare alle persone senza costruire una distanza eccessiva tra il personaggio televisivo e il pubblico.

La televisione, però, non è ancora quella che tutti assoceranno al suo nome. Per arrivare alla definitiva consacrazione bisognerà aspettare il 1993 e un programma destinato a diventare una delle istituzioni della televisione italiana.

1993: arriva Domenica In

Nel 1993 Mara Venier entra nel mondo di Domenica In accanto a Luca Giurato. All’inizio il suo ruolo è quello di una presenza all’interno di un programma corale. Ma quella che sembrava un’esperienza televisiva tra le tante diventa rapidamente la svolta della sua carriera.

Il contenitore domenicale le permette infatti di utilizzare una qualità che il cinema non aveva potuto mettere completamente al centro: la relazione diretta con le persone. Interviste, conversazioni, spettacolo e attualità diventano strumenti attraverso cui Mara costruisce progressivamente il proprio stile.

La prima esperienza del 1993-94 si trasforma così in una lunga storia professionale. Da quel momento Domenica In non sarà più soltanto un programma condotto da Mara Venier: diventerà il luogo televisivo con cui il pubblico finirà per identificarla.

La “Signora della domenica”

Negli anni Novanta il nome di Mara Venier si lega sempre più profondamente alla domenica di Rai 1. La conduzione di Domenica In dal 1993 al 1997 contribuisce a costruire quella figura che la televisione italiana finirà per chiamare “Signora della domenica”.

Ma il successo non si limita a un programma. In quegli stessi anni Venier conduce altri appuntamenti televisivi, dal Dopofestival di Sanremo a Luna Park, attraversando generi differenti e consolidando la propria presenza sul piccolo schermo.

È proprio in questo periodo che prende forma la Mara televisiva che il pubblico riconoscerà negli anni: diretta, ironica, capace di emozionarsi, ma soprattutto apparentemente priva della distanza che spesso separa il personaggio dal telespettatore.

Gli anni a Mediaset e la capacità di cambiare casa

Nel 1997 arriva un’altra svolta. Mara Venier lascia la Rai e passa a Mediaset, dove conduce programmi come Donna sotto le stelle e Ciao Mara. È un passaggio che dimostra quanto il suo percorso non sia legato esclusivamente a un’emittente.

La televisione italiana di quegli anni è profondamente competitiva e attraversata da una continua alternanza di volti, programmi e reti. Venier riesce però a mantenere una caratteristica essenziale: la propria riconoscibilità.

Nel 2000 torna alla Rai con Fantastica Italiana. L’anno successivo torna anche a Domenica In, inaugurando una nuova lunga stagione alla guida del programma.

La televisione oltre Domenica In

La carriera di Mara Venier non può essere ridotta alla sola domenica. Nel corso degli anni conduce e partecipa a numerosi programmi, alternando intrattenimento, varietà, eventi e format televisivi.

Tra il 2010 e il 2013 arriva anche La vita in diretta, condotta inizialmente insieme a Lamberto Sposini e poi con Marco Liorni. È una parentesi diversa rispetto a Domenica In, perché richiede un rapporto più stretto con l’attualità e con le storie raccontate quotidianamente.

Nel frattempo continua a comparire in altri programmi come giudice, opinionista e conduttrice. La varietà dei ruoli dimostra che il suo personaggio televisivo può funzionare anche fuori dal contenitore domenicale che ne ha definito la fama.

Quando la Rai dice basta

Ogni carriera televisiva conosce momenti di interruzione. Per Mara Venier uno dei più significativi arriva quando la Rai decide di non rinnovare il suo rapporto professionale con lei. In un’intervista al Corriere della Sera, la conduttrice ha raccontato quella fase come una delle delusioni più forti della propria carriera.

La vicenda acquista un significato particolare perché arriva dopo anni in cui il suo nome era stato strettamente associato alla televisione pubblica. Ma proprio lontano da Domenica In si apre un altro capitolo importante.

Nel 2014 arriva infatti Tú sí que vales. Quella che avrebbe dovuto essere un’esperienza limitata diventa una permanenza pluriennale e permette a Venier di incontrare anche un pubblico più giovane.

Il ritorno che cambia il significato della carriera

Nel 2018 Mara Venier torna alla guida di Domenica In. Non è semplicemente un ritorno televisivo: è il recupero di un rapporto con il programma e con il pubblico che sembrava appartenere a un’altra epoca.

Da quel momento la sua presenza diventa nuovamente stabile. Rai Libri la descrive come uno dei personaggi televisivi più noti e amati dal pubblico italiano e sottolinea come dal 2018 sia tornata saldamente al timone del contenitore domenicale di Rai 1.

Il dato più interessante, però, è culturale. Mara torna in televisione senza cercare di cancellare gli anni trascorsi. Al contrario, porta sullo schermo la propria età, la propria esperienza, il proprio modo di parlare e persino le proprie fragilità. È una forma di presenza televisiva costruita più sulla familiarità che sulla perfezione.

La forza dell’intervista

Con il passare degli anni, l’intervista diventa uno dei marchi di fabbrica di Mara Venier. Il cuore di Domenica In resta infatti il dialogo diretto con gli ospiti, spesso costruito come una conversazione più che come una semplice intervista promozionale.

È una modalità che richiede ascolto, ritmo e capacità di capire quando insistere e quando lasciare spazio all’altra persona. Venier ha costruito proprio su questa dimensione una parte importante della propria identità televisiva.

Il risultato è un salotto nel quale possono convivere spettacolo, memoria, cronaca, musica e sentimenti. La formula cambia negli anni, ma la centralità della conversazione rimane.

La televisione come luogo umano

Una delle ragioni della longevità di Mara Venier è legata anche al modo in cui il pubblico percepisce il suo rapporto con la televisione. In una conversazione con il RadiocorriereTV, la conduttrice ha spiegato di non essersi mai considerata una diva e di essere stata riconosciuta dal pubblico come una persona comune, quasi una presenza familiare.

È una caratteristica che attraversa tutta la sua carriera: la capacità di ridurre la distanza tra il palco e il salotto di casa. Anche quando intervista personaggi molto celebri, la sua televisione cerca spesso il dettaglio personale, il ricordo, l’aneddoto.

Forse è proprio questa la trasformazione più interessante. Mara Venier non ha semplicemente imparato a condurre la televisione: ha trasformato la propria personalità in un linguaggio televisivo.

Il rapporto con le nuove generazioni

La longevità di una carriera televisiva non dipende soltanto dalla fedeltà del pubblico storico. Negli ultimi anni Domenica In ha continuato a raggiungere anche fasce più giovani. Nel marzo 2026, in occasione della puntata sanremese, Rai ha registrato risultati particolarmente elevati proprio tra gli spettatori più giovani, con punte di share superiori al 50% in alcuni segmenti 15-24 e 24-35.

È un elemento interessante perché racconta una televisione capace di attraversare generazioni differenti. Il pubblico che conosce Mara Venier da decenni non è necessariamente l’unico a riconoscersi nel suo modo di fare televisione.

La familiarità, in questo senso, può diventare contemporanea. Non serve necessariamente reinventare ogni volta un personaggio: a volte è proprio la continuità a creare un legame con chi arriva dopo.

Una donna che ha attraversato generi e generazioni

Attrice, conduttrice, opinionista, giudice, intervistatrice: Mara Venier ha attraversato molte delle principali forme della televisione italiana. Ha lavorato con Rai e Mediaset, è tornata al cinema, ha partecipato a fiction e ha condotto programmi profondamente diversi tra loro.

Nel 2024 è tornata anche sul grande schermo con Diamanti, diretta da Ferzan Özpetek, segnando un ulteriore collegamento con quel cinema dal quale aveva iniziato molti decenni prima.

È come se la sua carriera avesse compiuto un lungo cerchio: dall’attrice degli anni Settanta alla grande conduttrice televisiva, fino a una presenza capace di tornare, occasionalmente, sul set. Senza che una fase cancellasse davvero quella precedente.

Il traguardo dei cinquant’anni di Domenica In

Nel 2026 Domenica In festeggia un anniversario particolarmente importante: cinquant’anni dalla prima puntata del programma, trasmessa nel 1976 con Corrado. Mara Venier ne è alla guida per la diciassettesima volta, mentre il programma continua a rinnovare la propria formula senza perdere il rapporto diretto con il pubblico.

È difficile immaginare un anniversario del genere senza considerare il ruolo che Venier ha avuto nella storia recente del programma. Dal 1993 il suo nome è tornato più volte a coincidere con quello della domenica di Rai 1, fino a trasformare una conduzione televisiva in una relazione duratura con milioni di spettatori.

La storia di Domenica In comprende moltissimi conduttori, da Corrado a Pippo Baudo, da Raffaella Carrà a Lino Banfi. Ma la lunga permanenza di Mara Venier ha aggiunto al programma una dimensione particolare: quella della familiarità, della conversazione e del ritorno.

Mara Venier, oltre il personaggio

Nel racconto della sua carriera c’è un elemento che ritorna spesso: l’idea di non aver programmato davvero il successo. In un’intervista al RadiocorriereTV, Venier ha raccontato di non aver mai pensato inizialmente di fare televisione o l’attrice e di considerare molte delle tappe della propria vita come qualcosa arrivato quasi per caso.

Forse proprio qui si trova la chiave della sua permanenza. Il pubblico non ha visto soltanto una professionista diventare famosa, ma ha seguito una persona attraversare epoche diverse, programmi diversi, successi e momenti difficili.

La carriera di Mara Venier non è quindi soltanto una collezione di record e trasmissioni. È il racconto di una presenza che ha trovato il proprio posto nella cultura televisiva italiana senza smettere di apparire profondamente umana.

Una carriera che è diventata memoria collettiva

Ci sono volti televisivi che appartengono a una stagione precisa e altri che riescono a diventare parte della memoria collettiva. Mara Venier appartiene a questa seconda categoria. La sua storia attraversa il cinema degli anni Settanta, la televisione commerciale e quella pubblica, il varietà, i talk, i talent e, soprattutto, quella domenica pomeriggio che per generazioni ha rappresentato un appuntamento familiare.

La sua forza non risiede soltanto nella durata. Risiede nella capacità di essere rimasta riconoscibile mentre tutto intorno cambiava. È cambiata la televisione, sono cambiati i linguaggi, sono cambiati gli spettatori e sono cambiati i modi di raccontare la celebrità. Mara Venier è rimasta, adattandosi senza perdere la propria voce.

E così, arrivata a un nuovo compleanno, la sua carriera può essere letta come una lunga lezione sulla televisione italiana: non necessariamente quella più spettacolare, ma quella capace di creare un rapporto. Quello che nasce quando una persona entra ogni settimana nelle case degli italiani e, dopo tanti anni, continua a sembrare qualcuno che si conosce già.

Buon compleanno, Mara

Il 20 ottobre non celebra soltanto il compleanno di una conduttrice. Celebra una delle figure che più hanno contribuito a costruire il volto umano della televisione italiana contemporanea.

Da attrice a conduttrice, da volto di programmi diversi a padrona di casa di Domenica In, Mara Venier ha attraversato più di mezzo secolo di spettacolo senza smettere di reinventare il proprio ruolo. E forse il suo risultato più grande è proprio questo: essere diventata un volto familiare senza trasformarsi mai completamente in un personaggio distante dal pubblico.

Perché la televisione può cambiare format, studi, linguaggi e generazioni. Ma quando riesce a creare un legame autentico, quel legame può durare molto più a lungo di qualsiasi programma.

Buon compleanno, Mara. E buona domenica.

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