Marco Mengoni svela il motivo dietro i prezzi elevati della sua residency esclusiva

Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - Gossip

Marco Mengoni ha tenuto ieri un incontro con la stampa per presentare la sua nuova residency a Milano, un progetto innovativo ospitato all’interno del locale Allo Sbagliato, dove il cantante ricoprirà anche il ruolo di direttore artistico. Questa iniziativa prevede esibizioni dal vivo durante quattro serate a settimana, che si svolgeranno dal 5 novembre al 20 dicembre, con la partecipazione di ospiti speciali, tra musicisti e comici.

Un format innovativo: niente hit, massima libertà

La particolarità di questa residency è la scelta di non seguire una scaletta rigida: per Mengoni, ogni sera sarà all’insegna dell’improvvisazione e della spontaneità. Il cantante stesso ha annunciato che non interpreterà le sue due hit più amate, “Due Vite” e “L’Essenziale”, preferendo concentrarsi su brani meno popolari e su cover di artisti che apprezza e stima profondamente. “Metà dei pezzi saranno cover di artisti che amo e rispetto”, ha spiegato Mengoni durante la conferenza, “non canterò le hit più richieste, ma piuttosto i brani minori, un modo per offrire un’esperienza nuova anche a chi mi segue da sempre.” Questa scelta ha suscitato reazioni contrastanti tra i fan, che si aspettavano di sentire i classici più celebri dal vivo.

Il progetto prevede anche la presenza di altri artisti, tra cui nomi come Faccianuvola, Rares, Sayf e Mace, oltre a comici come Nuzzo e Di Biase, Luca Ravenna e Ghemon. “Ho selezionato tutti gli ospiti perché arrivano allo stomaco”, ha dichiarato Mengoni, sottolineando che il valore artistico resta il cuore della manifestazione.

Location esclusiva e biglietti costosi: il prezzo dell’arte

Una scelta che ha generato molto dibattito riguarda la location: il locale Allo Sbagliato è infatti di dimensioni contenute, poteendo ospitare massimo 500 persone. Questo garantisce un’atmosfera intima e raccolta, ma ha anche inevitabilmente influito sul prezzo dei biglietti, che oscillano tra i 100 e i 200 euro. Mengoni ha voluto chiarire le ragioni di questi costi elevati, rimarcando l’importanza di sostenere le maestranze coinvolte nel progetto.

“Dietro questo progetto ci sono molte persone che lavorano”, ha spiegato il cantante, “i costi sono stati pensati per garantire un salario dignitoso a tecnici, musicisti e staff, e mantenere un livello qualitativo alto. La tecnologia può aiutare a ridurre alcune spese, ma resta indispensabile garantire macchinari e personale qualificato.” Mengoni ha paragonato l’esperienza proposta a una cena gourmet: “Se si prenota un pasto in uno stellato, si paga per un servizio di qualità eccellente. Qui si tratta di vivere una serata unica nel suo genere, che vale come un’eccezione durante l’anno”.

Gli arredi del club sono stati pensati per essere particolarmente ricercati: sedute esclusive di design e un impianto audio con casse spia ispirate agli anni Settanta. Inoltre, per garantire un’atmosfera riservata, i telefoni cellulari verranno raccolti all’ingresso in bustine sigillate, impedendo qualsiasi forma di registrazione o foto durante gli spettacoli. Una decisione che punta a valorizzare l’esperienza dal vivo senza distrazioni.

Questa impostazione ha raccolto pareri molto diversi dai fan e dal pubblico online. Sulla pagina Instagram di Mengoni sono numerosi i commenti di critica che mettono in luce come questi prezzi possano essere percepiti come un lusso fuori portata per molti appassionati di musica.

Un commento con molte interazioni recita: “Ci stanno togliendo tutto, anche il piacere di ascoltare musica dal vivo senza costi proibitivi, per ritagliarci qualche ora di felicità. 115 euro è una cifra molto alta per la maggior parte delle persone. È un vero schiaffo per chi vive con difficoltà.”

Altri utenti aggiungono: “Ammiriamo Marco, ma 115 euro per stare in piedi e 230 per i posti più costosi sono cifre folli, quasi un mutuo per una serata. La musica live dovrebbe essere accessibile, non un lusso per pochi.”

Razorback, critico musicale e giornalista per Rockol, ha commentato: “Il progetto di Mengoni è interessante per l’ambizione di un’esperienza immersiva e di qualità, ma i prezzi elevati rischiano di limitare la fruizione a una cerchia molto ristretta di fan. Il valore artistico e umano è alto, ma forse meno accessibile.”

L’idea di Marco Mengoni è chiaramente quella di proporre un’alternativa ai tradizionali tour e concerti, privilegiando un ambiente raccolto e una formula artistica più libera e creativa. L’approccio alla musica live viene così trasformato in un momento di esclusività, dove il pubblico è invitato a vivere l’evento in modo più intimo e riflessivo.

Nonostante le critiche, Mengoni ha ribadito che il progetto è pensato per valorizzare tutte le professionalità che vi lavorano, mantenendo un alto standard qualitativo: “La musica dal vivo è un lavoro collettivo, non solo la performance del cantante. Dietro ogni serata ci sono famiglie intere che vivono di questa attività. Da qui nasce anche la decisione sui prezzi.”

Questa residency si preannuncia, dunque, come una sfida per il mondo degli eventi live italiani, proponendo un modello che privilegia la qualità, la responsabilità artistica e un contatto diverso con il pubblico.

Per maggiori informazioni sugli eventi e sui biglietti è possibile consultare il sito ufficiale marcomengoni.it e la pagina ufficiale di Allo Sbagliato.

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