Mark Plotkin’s Insights on Amazon Conservation: Key Takeaways from COP30

Pubblicato il da Redazione - Green

Mark Plotkin’s Insights on Amazon Conservation: Key Takeaways from COP30

La lotta globale per affrontare il cambiamento climatico non può essere vinta nell’Amazzonia, ma certamente può essere persa, afferma il noto etnobotanico Mark Plotkin in una nuova analisi per Mongabay. Soullegato all’esplorazione degli usi tradizionali delle piante nella regione, Plotkin si distingue anche come osservatore e sostenitore delle comunità indigene e della conservazione. Rispetto agli anni ’70, l’Amazzonia ha ricevuto una protezione formale molto maggiore, tanto che l’attenzione e la comprensione del suo valore biologico sono cresciute. La tecnologia moderna e l’etnobotanica hanno fornito nuove intuizioni sulla biodiversità tropicale, e le comunità indigene, custodi tradizionali di questo ecosistema, sono sempre più riconosciute come partner centrali nella conservazione.

Una nuova era per l’Amazzonia

Il principale obiettivo ora è garantire che le forze di protezione superino quelle di distruzione, un tema chiave dell’incontro COP30 a Belém. Avendo studiato le piante e i popoli tropicali per oltre quarant’anni, mi viene spesso chiesto, “Qual è lo stato di conservazione della foresta amazzonica? È mezzo piena o mezzo vuota?” La mia risposta non cambia mai: “Per definizione, un bicchiere che è mezzo pieno è anche mezzo vuoto!”

Negli anni ’70, la percezione della foresta pluviale era notevolmente negativa; il mondo vedeva l’Amazzonia come un “inferno verde” da evitare. Oggi, grazie al movimento ambientalista moderno, l’immagine dell’Amazzonia è cambiata radicalmente, enfatizzando la fragilità e la varietà biologica della foresta.

Eventi chiave come “Silent Spring” di Rachel Carson nel 1962 e il primo Earth Day nel 1970 hanno contribuito a generare consapevolezza globale riguardo a questioni come la deforestazione e l’estinzione delle specie. Scienziati come Tom Lovejoy ed E.O. Wilson hanno permesso di valorizzare l’importanza delle foreste tropicali, trasformando l’Amazzonia da un “inferno verde” a un “tesoro di biodiversità”.

Un aspetto positivo è che aree protette e riserve indigene coprono ora vaste porzioni di foresta amazzonica e mostrano tassi di deforestazione e incendi nettamente inferiori. L’adozione di leggi ambientali più severe sta contribuendo a ridurre la distruzione della foresta. Nuove politiche in Brasile, Colombia e Suriname, aree chiave della foresta, offrono speranza per il futuro.

Le minacce emergenti all’Amazzonia

Allo stesso modo, la criminalità e le attività illecite sono aumentate rapidamente nell’ultimo decennio. La deforestazione, la contaminazione da mercurio e il commercio di droga rappresentano minacce significative. Anche se i governi di Brasile e Colombia stanno prendendo misure per controllare queste attività, l’aumento delle minacce richiede tempo, risorse e determinazione per essere affrontato efficacemente.

Il clima ha anch’esso subìto un impatto notevole: i cambiamenti climatici stanno influenzando l’agricoltura e alterando le pattone di pioggia. La siccità e gli incendi degli ultimi anni hanno riacceso l’attenzione globale sulle necessità di una migliore gestione della foresta amazzonica.

Inoltre, l’Amazzonia è riconosciuta come uno dei cradles della agricoltura globale; tre quinti delle principali colture consuete oggi derivano dall’America tropicale, tra cui la manioca e il cacao. Ciò dimostra l’importanza delle varietà selvatiche per l’incrocio con le coltivazioni domestiche, al fine di migliorare la resa e la resistenza ai parassiti e alle malattie.

In questo contesto, l’interesse crescente verso l’Amazzonia come una vera “cassetta degli attrezzi” Medica è particolarmente significativo. Nuove scoperte suggeriscono che la flora e la fauna amazzoniche siano fonte di potenziali composti terapeutici. Stime indicano che esistono circa 16.000 specie di alberi nell’Amazzonia, molte delle quali non sono state ancora studiate per il loro potenziale medico. Anche il regno dei funghi contiene migliaia di specie che potrebbero rivelarsi preziose per l’esplorazione farmacologica.

In particolare, la crescente mainstreamizzazione dei praticanti sciamanici e delle sostanze psicotrope ha infuso nuove speranze nella medicina occidentale, con l’ayahuasca che emerge come strumento terapeutico per diverse condizioni, dalla depressione al PTSD.

In definitiva, l’Amazzonia si trova oggi in una posizione paradossale: pur avendo guadagnato in protezione e visibilità globale rispetto a quattro decenni fa, affronta minacce crescenti e complesse. Mentre nuove tecnologie e l’impegno delle comunità indigene offrono opportunità di protezione e conservazione, questi sforzi devono superare le forze distruttrici che continuano a compromettere la salute della foresta.

Mark Plotkin è etnobotanico, co-fondatore e presidente dell’Amazon Conservation Team, nonché conduttore del podcast “Plants of the Gods: Hallucinogens, Healing, Culture and Conservation.”

Fonti ufficiali: Nature, World Wildlife Fund, Science Direct.

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