Massima frequenza cardiaca: qual è il limite vitale da non superare?

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Sintomi e Cure: consigli, rimedi e prevenzione

Massima frequenza cardiaca: qual è il limite vitale da non superare?

La frequenza cardiaca, nota anche come polso, rappresenta il numero di battiti del cuore al minuto. È un indicatore fondamentale della salute cardiovascolare. Per esempio, la frequenza cardiaca massima stimata per una persona di 50 anni è di circa 170 battiti al minuto.

La frequenza cardiaca viene misurata ogni volta che si consulta un medico ed è considerata un parametro vitale. Sebbene possa variare da individuo a individuo, esiste un intervallo considerato normale, e valori al di fuori di questo range possono indicare problemi di salute sottostanti.

Qual è la frequenza cardiaca normale?

La frequenza cardiaca normale, detta anche frequenza cardiaca a riposo, è il numero di battiti al minuto quando si è seduti, rilassati e tranquilli. Questa frequenza rappresenta il fabbisogno minimo di sangue e ossigeno. Per gli adulti sani, il valore medio di frequenza cardiaca a riposo oscilla generalmente tra 60 e 100 bpm (battiti per minuto), con studi recenti che suggeriscono un intervallo più preciso compreso tra 60 e 90 bpm.

Atleti ben allenati possono presentare una frequenza a riposo inferiore, in genere tra i 40 e i 60 bpm, dovuto alla maggiore efficienza del cuore. Secondo uno studio del 2013, una frequenza cardiaca a riposo superiore ai 90 bpm triplica il rischio di mortalità prematura rispetto a valori inferiori a 50 bpm.

Nei bambini, la frequenza cardiaca varia a seconda dell’età. Gli intervalli normali indicati dal National Institute of Health (NIH) sono:

Fattori che influenzano la frequenza cardiaca a riposo

Diversi elementi possono aumentare o diminuire la frequenza cardiaca a riposo. Tra i principali fattori che possono causare un battito cardiaco elevato troviamo:

Per una corretta valutazione, è importante considerare queste variabili quando si misura la frequenza cardiaca.

Come misurare la frequenza cardiaca

È possibile misurare il proprio polso in alcuni punti specifici del corpo:

Il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) consiglia di usare il polso poiché è facile individuare l’arteria in questa zona. Per misurare correttamente il battito, si posizionano le dita indice e medio leggermente sull’arteria e si contano i battiti per 60 secondi, oppure si contano per 30 secondi e si moltiplica il numero per 2.

Cos’è la frequenza cardiaca massima?

Un metodo rapido e semplice per stimare la frequenza cardiaca massima è sottrarre la propria età da 220:

Frequenza cardiaca massima prevista = 220 – età

Ad esempio, una persona di 50 anni ha una frequenza cardiaca massima prevista di circa 170 bpm. Questa formula è un calcolo approssimativo; per una stima più precisa sono state sviluppate più di 40 formule alternative. La misurazione più accurata della frequenza cardiaca massima si ottiene tramite un test di esercizio graduale sotto supervisione medica.

Come abbassare la frequenza cardiaca a riposo

Se la frequenza cardiaca a riposo è cronicamente elevata, esistono alcune semplici modifiche dello stile di vita che possono aiutare a ridurla:

Quando rivolgersi al medico

È importante consultare un medico se si riscontrano:

È necessario recarsi immediatamente al pronto soccorso se si hanno sintomi quali:

Fonti ufficiali e raccomandazioni:

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