Maturità: riflessioni profonde su sfide e opportunità per gli studenti di oggi.
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università
Analisi della Nuova Maturità: Vantaggi e Criticità
Nei giorni scorsi sono stati resi noti i voti della nuova maturità, suscitando opinioni contrastanti. Vorrei condividere un’analisi approfondita e razionale della situazione, frutto di 37 anni di esperienza come docente e commissario agli esami. Questa conversazione è spesso influenzata da chi critica senza comprendere i meccanismi dell’esame e rievoca nostalgicamente un passato idealizzato.
Iniziamo con una premessa: dalla mia prospettiva, la Maturità andrebbe abolita. Persino le università non danno peso ai risultati di questo esame, tanto che molti istituti organizzano test d’ingresso durante il quinto anno o addirittura in quarta. Con una potenziale riduzione di costo di 200 milioni di euro (di cui 100.000 solo per materiali di consumo), i fondi potrebbero essere reinvestiti a favore degli studenti, fornendo voti finali più realistici e ponendo fine a un rito che appare sempre più superfluo.
Il Ripristino della Maturità e le Relative Critiche
La situazione non era ideale nemmeno prima di Valditara, ma il suo intervento ha complicato un sistema già inefficace. Il ripristino della Maturità come termine genera una falsa aspettativa rispetto a ciò che è realmente misurabile. Limitare l’esame a sole quattro materie, di cui due ripetute sia nella prova scritta che in quella orale, conferisce un peso eccessivo a pochi docenti, i quali hanno la responsabilità di 25 punti su 60. Questo rappresenta quasi metà dell’esame, riducendo la varietà e la diversità di valutazione consentita da una commissione più ampia.
Prendiamo esempio dal Liceo Scientifico: un colloquio che tralascia inglese, filosofia, storia dell’arte, latino e informatica offre una visione limitata e parziale delle competenze di uno studente. È vero che queste materie sono già valutate nel corso dell’anno, ma spesso avviene che i voti proliferano dal primo al secondo quadrimestre, con punteggi che si elevano a 8, 9 e 10, in alcuni casi tutti 10. La scarsa rappresentanza delle materie durante l’orale altera l’ugualianza e la giustizia nella valutazione finale.
Le scuole che cercano di resistere a questa tendenza finiscono per danneggiare i loro alunni, inducendo anche le istituzioni più oneste a adeguarsi al sistema. Inoltre, quale utilità ha interrogare gli studenti su argomenti slegati, quand’anche i docenti interni abbiano già espresso i loro giudizi durante l’anno? Questo porta a una semplice ripetizione, senza alcun legame o percorso coeso, un aspetto ritenuto fondamentale fino all’anno scorso.
Un cambiamento positivo, a tratti, è rappresentato dalla valutazione della prestazione personale del candidato, che ha avuto vari successi. Tuttavia, spesso si sono visti solo studenti entusiasti, che affermavano di essere maturati e pronti per il futuro, in contesti che apparivano più simili a colloqui di lavoro, con competenze dichiarate e celebrazioni di esperienze di alternanza. Questo ha contribuito a creare un’immagine ideale di una scuola priva di criticità, dove tutti emergevano come persone esemplari.
È paradossale pensare di misurare aspetti così personali, delegando questa responsabilità a quattro docenti che hanno avuto a disposizione solo un numero limitato di ore con i ragazzi. Un’ulteriore contraddizione è data dalla norma che penalizza automaticamente gli studenti con un 8 in condotta; in alcuni casi, anche un’annotazione può vanificare risultati eccellenti, senza però influire sui punti attribuiti per la maturazione personale.
Il focus è oramai sul punteggio finale, il quale dovrebbe rispecchiare le medie degli studenti. Tuttavia, tali medie sono frequentemente gonfiate. Solo 3 punti di bonus erano disponibili, attribuibili a chi aveva già raggiunto un punteggio di 90, rendendo difficile l’allineamento dei conti, specialmente nei licei scientifici, dove la seconda prova è ritenuta altamente variabile e, se corretta onestamente, tende a ridurre il punteggio finale.
Ci si chiede: ha senso creare un rituale costoso e pieno di incongruenze per ripetere esattamente ciò che era già emerso dagli scrutini? Sicuramente, gli organi preposti affermeranno che tutto è andato per il meglio, poiché fa comodo ignorare e non ascoltare le vere problematiche.
In questo contesto, è importante che le voci di esperti come me vengano ascoltate e che si consideri una revisione reale e profonda del sistema attuale, in modo da offrire ai futuri studenti un’esperienza più equa e formativa.
Fonti ufficiali: Ministero dell’Istruzione, Associazione Nazionale Presidi, Consulta degli Studenti.
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