Meta di Zuckerberg sotto accusa: le piattaforme social danneggiano l’apprendimento dei giovani.

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università

Meta di Zuckerberg sotto accusa: le piattaforme social danneggiano l’apprendimento dei giovani.

Meta Affronta Accuse sui Social Media e Minori

Tra poche ore, negli Stati Uniti, inizia un processo fondamentale che mette sotto i riflettori le politiche di Meta riguardo all’uso dei social media da parte dei minori. L’azienda di Mark Zuckerberg è chiamata a rispondere a un’accusa da parte di un gruppo di Stati. Si sostiene che Meta abbia progettato le sue piattaforme social per creare dipendenza nei giovani utenti, oltre a mentire sui rischi correlati all’uso dei propri servizi e a raccogliere dati personali sui minorenni. Queste pratiche avrebbero effetti negativi sulle capacità di apprendimento a scuola, sottraendo tempo, attenzione e concentrazione durante le ore di studio.

Le Accuse e i Rischi per i Minori

Il procedimento legale contro Meta non è un caso isolato. Come riportato dall’Ansa, rappresenta solo l’ultima di una serie di azioni legali che sono emerse a seguito di preoccupazioni per la sicurezza degli utenti più giovani. Gli esperti legali fanno paralleli tra questa iniziativa e le cause legali intentate contro i produttori di tabacco negli anni ’50, che hanno portato a cambiamenti radicali nel settore.

Gli Stati coinvolti, tra cui California, Colorado, Kentucky e New Jersey, stanno richiedendo fino a 1.400 miliardi di dollari in sanzioni e modifiche ai prodotti offerti. Le autorità sostengono che Meta abbia violato leggi a tutela dei consumatori e il Children’s Online Privacy Protection Act, per aver raccolto dati sui minori senza adeguate protezioni.

Precedentemente, Meta è già stata coinvolta in casi legali analoghi. In un processo in California, una giuria ha riconosciuto la responsabilità di Meta e Google nell’aver contribuito all’ansia e alla depressione di una giovane donna, stabilendo un risarcimento di 6 milioni di dollari. Un altro caso in New Mexico ha portato a una sentenza in cui Meta è stata ritenuta colpevole di violazioni delle leggi a tutela dei consumatori, con una multa di 375 milioni di dollari e un ulteriore pagamento di 567 milioni di dollari destinati a un fondo per assistenza ai giovani.

Mentre negli Stati Uniti si intensificano i işlemi legali, anche l’Unione Europea non rimane a guardare. Nel maggio 2024, la Commissione europea ha evidenziato preoccupazioni relative a Facebook e Instagram, dichiarando che entrambe le piattaforme sembrano progettate per favorire un uso compulsivo, con conseguenti rischi per il benessere fisico e mentale degli utenti, in particolare tra i più giovani e le persone vulnerabili.

Queste preoccupazioni si collegano al Digital Services Act (Dsa), la legislazione dell’UE volta a garantire una maggiore responsabilità alle big tech. Secondo Bruxelles, Meta avrebbe minimizzato i pericoli legati al design delle sue piattaforme, che includono funzionalità come lo scroll infinito e l’autoplay. Le misure di protezione introdotte dall’azienda, come i limiti di tempo di utilizzo e i controlli parentali, sono state giudicate insufficienti e facili da aggirare.

Meta ha risposto criticamente alle affermazioni della Commissione Europea, sostenendo che esse non tengono conto delle misure adottate per tutelare i teenager. Il colosso social ha rivendicato l’implementazione di account specifici per adolescenti, progettati per offrire maggiori protezioni. Tuttavia, la Commissione ha ribadito la necessità di ripensare il design delle piattaforme, suggerendo di disattivare di default funzioni come l’autoplay e lo scroll infinito.

Le Conseguenze del Processo Legale

Cosa significa tutto questo per Meta e per i suoi utenti? Se la decisione finale dovesse confermare le conclusioni preliminari della Commissione Europea, Meta potrebbe affrontare sanzioni fino al 6% del suo fatturato annuo globale. Questa eventualità ha suscitato preoccupazioni e discussioni tra esperti e legislatori. L’eurodeputato Sandro Ruotolo ha dichiarato che un’applicazione rigorosa delle normative sui servizi digitali è fondamentale, ma non sufficiente. È necessario un cambiamento culturale e politico per promuovere una maggiore sicurezza online.

Questa azione legale è parte di un’iniziativa più ampia dell’UE per tutelare i minorenni online. Un’indagine simile è stata aperta contro TikTok, sempre nell’ambito del Dsa. Anche a livello degli Stati membri dell’UE, stiamo assistendo a un fermento normativo. Ad esempio, la Francia ha approvato l’accesso a social media a partire dai 15 anni, ponendosi all’avanguardia in Europa.

In aggiunta a questi sviluppi, si sta assistendo a una crescente pressione da parte di diversi Paesi europei per ripensare l’accesso ai social media da parte dei minori. Francia, Grecia e Spagna stanno spingendo per un accesso graduale e progressivo. La presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, ha sottolineato l’importanza della verifica dell’età, per la quale l’UE ha già proposto un’app dedicata.

La battaglia per la sicurezza online dei minori è solo all’inizio. Con nuove norme e azioni legali in arrivo, il panorama dei social media potrebbe presto subire cambiamenti significativi. Resta da vedere se Meta e altre big tech riusciranno a rispondere adeguatamente alle crescenti preoccupazioni relative alla protezione dei più giovani nel mondo digitale.

Fonti: Ansa, Commissione Europea, Le Monde.

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