Microplastiche nell’ambiente: da dove arrivano e come possiamo limitarle (pagina 2)

Pubblicato il da Luigi Salemi - aggiornato il - Green

Microplastiche nell’ambiente: da dove arrivano e come possiamo limitarle (pagina 2)

Una delle fonti più conosciute sono i tessuti sintetici. Materiali come poliestere e nylon possono rilasciare minuscole fibre durante la produzione, l’utilizzo e soprattutto il lavaggio. Le fibre possono raggiungere le acque di scarico e, nonostante i sistemi di trattamento, una parte può arrivare nell’ambiente.

Un’altra fonte importante è rappresentata dall’usura degli pneumatici. Il continuo contatto con l’asfalto provoca infatti il distacco di particelle che possono essere trasportate dalla pioggia nelle acque superficiali oppure disperse nel suolo. Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, l’abrasione degli pneumatici rappresenta una delle principali fonti di rilascio involontario di microplastiche in Europa.

A queste si aggiungono la degradazione dei rifiuti plastici, il deterioramento delle vernici e la dispersione accidentale di piccoli materiali plastici utilizzati nei processi produttivi. Una volta nell’ambiente, le particelle possono essere trasportate dal vento e dall’acqua e raggiungere ecosistemi anche molto lontani dal luogo in cui sono state prodotte.

Piccoli gesti per ridurre la dispersione

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