Minacce ai fiumi thailandesi e comunità locali causate dalle miniere di terre rare in Myanmar.

Pubblicato il da Redazione - Green

Minacce ai fiumi thailandesi e comunità locali causate dalle miniere di terre rare in Myanmar.

Contaminazione Ambientale in Myanmar e Thailandia

I recenti dati satellitari hanno rivelato l’esistenza di 513 siti di estrazione di minerali rari lungo i fiumi che alimentano i sistemi fluviali del Mekong, Salween e Irrawaddy in Myanmar. Quest’anno, si stima che siano stati aperti 40 nuovi siti, un aumento significativo rispetto alle stime precedenti. Queste operazioni minerarie poco regolate nelle stati Shan e Kachin stanno causando gravi problemi ambientali, con un inquinamento delle acque che ha già prodotto perdite economiche di circa 40 milioni di dollari nei settori dell’agricoltura, pesca e turismo nel nord della Thailandia.

Le comunità delle province thailandesi di Chiang Mai e Chiang Rai stanno lottando contro l’acqua contaminata e una risposta governativa inadeguata. Questo ha portato a una mobilitazione di gruppi locali che chiedono test di qualità dell’acqua, fonti di acqua potabile pulita e una sospensione delle importazioni dalla Birmania.

Le Conseguenze della Miniere Rari

La proliferazione di miniere irregolari ha messo a rischio i fiumi della regione più di quanto si pensasse inizialmente. Secondo Brian Eyler, direttore del programma per il sud-est asiatico presso il Stimson Center, è urgente avviare ulteriori analisi sulle acque. Questi test sono necessari non solo in Thailandia ma anche in paesi limitrofi come Cambogia e Vietnam, poiché la contaminazione potrebbe diffondersi più facilmente del previsto. La presenza di acidi, metalli pesanti e arsenico è ora una preoccupazione significativa per la sicurezza idrica della regione.

I fiumi Sai e Kok, che si originano nella Birmania e scorrono verso il nord della Thailandia, sono già risultati gravemente inquinati. La loro contaminazione è dovuta principalmente ai rettangoli di fango “appiccicoso” che invadono queste zone a seguito delle piogge, portando con sé metalli pesanti e sostanze chimiche tossiche. Quest’inquinamento sta causando gravi danni alle comunità locali, che si trovano a fare i conti con l’incertezza riguardo alla sicurezza delle loro fonti di acqua.

La rete per la protezione dei fiumi Kok, Sai, Ruak e Mekong ha attivato iniziative per comunicare ai residenti gli ultimi sviluppi scientifici sull’inquinamento ambientale e ha chiesto al governo di prendere provvedimenti. Recentemente, un gruppo di cittadini ha presentato un documento al nuovo governo tailandese, chiedendo controlli del suolo su circa 16.000 ettari di terreni agricoli potenzialmente contaminati e la creazione di fonti alternative di approvvigionamento idrico.

È essenziale che siano presi provvedimenti prima che la situazione diventi irreversibile. Gli effetti della contaminazione sulle comunità locali sono devastanti e richiedono un intervento urgente. La risposta all’emergenza ambientale è lente, e molti residenti affermano di non sapere se l’acqua è sicura. Questa mancanza di comunicazione sta creando una forte tensione sociale e una paura diffusa riguardo alla salute pubblica.

Le Dinamiche del Mercato dei Minerali Rari

In Myanmar, i minerali rari vengono estratti principalmente con tecniche simili al fracking, in cui l’acqua viene miscelata con diversi prodotti chimici e iniettata nel suolo. Questa pratica ha portato a livelli allarmanti di contaminazione ambientale. Si stima che per ogni tonnellata di minerale raro estratta, si producano circa 2.000 tonnellate di rifiuti tossici.

Attualmente, la Cina esercita un’importante influenza sul mercato dei minerali rari, detentore del più grande stock mondiale. Con l’aumento della domanda cinese e la chiusura di miniere non conformi agli standard ambientali nel paese, la Birmania è diventata una fonte strategica. Tuttavia, l’estrazione incontrollata in Myanmar ha portato a un grave degrado ambientale, e le autorità locali sembrano poco propense a intervenire in modo significativo.

La domanda incessante di minerali rari in Cina ha alimentato questa crisi, alimentata dall’instabilità politica in Myanmar, aggravata da conflitti armati tra eserciti locali e la giunta militare. I gruppi etnici che controllano alcune delle aree minerarie hanno escluso progressi significativi nel rispetto delle norme ambientali, con il risultato di una crescente degradazione ambientale.

Le conseguenze di queste estrazioni minerarie non si limitano all’inquinamento: essa coinvolge anche lo sfruttamento delle risorse naturali a scapito delle comunità che vivono nei pressi. Gli ecosistemi già fragili della regione stanno subendo danni irreversibili e il diritto delle popolazioni locali a un ambiente sano è costantemente violato.

In sintesi, è cruciale rafforzare le iniziative di monitoraggio e risposta alla crisi ambientale causata dell’industria mineraria di rare earth. Le comunità egli attivisti devono lavorare in sinergia per garantire che la voce dei residenti afflitti venga ascoltata e che vengano adottate misure concrete per affrontare questa problematica.

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