Movimento Docenti: unione tra idonei e precari GPS esclusi per ottimizzare sistema educativo.
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università
Il Movimento Docenti Idonei Esclusi ha diffuso una lettera aperta rivolta a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori precari della scuola, firmata dal portavoce Luigi Sofia. L’appello invita a non contrapporre graduatorie e categorie e propone una piattaforma comune per la stabilizzazione del personale docente precario.
Secondo il Movimento, il sistema di reclutamento «non funziona più». Il Movimento precisa di scrivere come Docenti Idonei Esclusi, ma anche come precari storici delle GPS. La lettera si rivolge agli idonei dei concorsi dal 2016 al 2025, a chi è nelle graduatorie di merito, a chi è iscritto nelle GPS e a chi insegna da anni senza aver superato i concorsi. Per il Movimento queste persone non appartengono a mondi diversi: spesso coincidono, e contrapporle significherebbe «fare il loro gioco».
La questione dei posti
Il Movimento sostiene che il problema non siano le graduatorie degli altri, ma le assunzioni che mancano. Chiede di aumentare le immissioni in ruolo, ridurre la distanza tra organico di diritto e fabbisogno reale delle scuole e trasformare in posti stabili quelli oggi coperti con supplenze. Richiama inoltre la direttiva europea 1999/70/CE sull’abuso dei contratti a termine.
La piattaforma proposta
Il Movimento sostiene che continuerà a difendere lo scorrimento in ordine cronologico delle graduatorie di merito e degli elenchi regionali. Dove queste siano esaurite o non esistano più, propone un canale strutturale di stabilizzazione che valorizzi il servizio svolto nelle GPS, con requisiti chiari, trasparenti e uniformi. Tra le richieste figurano anche il superamento delle procedure concorsuali sovrapposte e una programmazione del reclutamento basata sul fabbisogno reale. Su questa base, intende aprire un confronto con gli altri gruppi di docenti precari, i comitati, le associazioni e i sindacati disponibili, senza «guerre tra graduatorie». La battaglia, conclude la lettera, deve essere «non contro altri precari, ma contro il precariato».
MAI PIÙ COME PRIMA: NON DIVIDIAMOCI SULLE GRADUATORIE. UNIAMOCI SULLA STABILIZZAZIONE.
Lettera aperta del Movimento Docenti Idonei Esclusi a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori precari della scuola
La lettera integrale
MAI PIÙ COME PRIMA: NON DIVIDIAMOCI SULLE GRADUATORIE. UNIAMOCI SULLA STABILIZZAZIONE.
Lettera aperta del Movimento Docenti Idonei Esclusi a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori precari della scuola
Care colleghe, cari colleghi,
Questa lettera nasce da una convinzione semplice: il sistema di reclutamento della scuola italiana, così com’è, non funziona più.
La scriviamo come Docenti Idonei Esclusi, ma non vogliamo rivolgerci soltanto agli idonei perché noi siamo anche precari storici dentro le gps.
La rivolgiamo quindi a chi è ancora nelle graduatorie di merito dei concorsi precedenti, agli idonei dei concorsi 2016, 2018, 2020, 2023, 2024, 2025.Nessuna esclusa.
A chi è nelle GPS. A chi insegna da tre, cinque, dieci o più anni. A chi ogni settembre entra in una scuola, prende in carico delle classi, partecipa ai consigli, incontra le famiglie, prepara lezioni, corregge verifiche, accompag…
…agna ragazze e ragazzi per un intero anno scolastico e poi, a giugno, torna precario.
E anche a chi ha affrontato concorsi molto diversi tra loro per struttura, criteri di valutazione, composizione delle commissioni e modalità delle prove del tutto discutibili e spesso ambigue e non li ha superati, pur continuando da anni a insegnare senza demerito nella scuola dello Stato.
Dobbiamo avere il coraggio di dirci una cosa: queste persone non appartengono a mondi diversi.
Molto spesso sono addirittura le stesse persone.
Un docente può essere contemporaneamente precario storico, iscritto nelle GPS e idoneo di un concorso. Può avere anni di servizio alle spalle e avere superato una procedura concorsuale. Può essere rimasto fuori da una graduatoria e continuare, nello stesso momento, a essere chiamato dallo Stato per insegnare.
Per questo crediamo che contrapporre gli idonei ai precari storici, le graduatorie di merito alle GPS, i concorsi al servizio prestato significhi guardare il problema dalla parte sbagliata. Significa fare “il loro gioco”.
Il problema non sono le graduatorie degli altri.Il problema sono le assunzioni che mancano.
Non esiste una graduatoria capace di stabilizzare il precariato se i posti destinati alle assunzioni rimangono insufficienti.
Non esiste concorso che possa risolvere il problema se, mentre continuiamo a bandirne di nuovi, migliaia di persone che hanno già superato procedure selettive restano in attesa e altre migliaia, o le stesse persone addirittura, continuano a lavorare per anni attraverso contratti a termine.
E non possiamo continuare ad accettare una scuola nella quale una parte strutturale del fabbisogno viene coperta ogni anno attraverso il precariato.
L’Europa stessa ha posto da tempo il tema dell’abuso nella successione dei contratti a tempo determinato. La direttiva 1999/70/CE impone agli Stati membri di predisporre strumenti efficaci per prevenirlo. La questione, dunque, non può essere affrontata semplicemente sostituendo una procedura di reclutamento con quella successiva ripartendo sempre da zero.
Serve una scelta politica molto più profonda.
Bisogna stabilizzare il lavoro che è già strutturalmente necessario alla scuola italiana.
Per questo pensiamo sia arrivato il momento di provare a costruire una piattaforma comune, senza chiedere a nessuno di rinunciare alla propria storia o alle proprie rivendicazioni.
Noi continueremo a difendere lo scorrimento delle graduatorie di merito e degli elenchi regionali in rigoroso ordine cronologico. Migliaia di docenti hanno sostenuto concorsi, superato prove e combattuto perché l’idoneità ottenuta non diventasse carta straccia. Quelle graduatorie devono poter scorrere e le persone che vi sono inserite devono avere una concreta prospettiva di assunzione.
Ma pensiamo che questa battaglia possa e debba incontrare quella di chi oggi è in qualsiasi altra graduatoria come le “gps”.
Non vogliamo chiedere che una graduatoria sostituisca un’altra. Vogliamo chiedere che finalmente diminuisca il numero dei precari.
Possiamo immaginare un sistema nel quale, sui posti disponibili per le assunzioni, vengano utilizzate fino al loro esaurimento le graduatorie di merito vigenti e , nelle regioni e nelle classi di concorso dove queste graduatorie siano esaurite o non esistano più, si costruisca un canale strutturale di stabilizzazione che valorizzi il servizio maturato nelle GPS, con requisiti chiari, trasparenti e uniformi.
Un sistema nel quale il concorso torni a essere uno strumento di reclutamento laddove realmente necessario e non una corsa permanente nella quale ogni nuova procedura si sovrappone alla precedente senza risolvere il problema di chi nella scuola già lavora.
E soprattutto dobbiamo affrontare il nodo che viene prima di tutti gli altri: i posti.
Occorre aumentare le immissioni in ruolo e intervenire sulla distanza tra organico di diritto e fabbisogno reale delle scuole, trasformando in posti stabili tutti quei posti che hanno effettivamente natura stabile e che oggi vengono coperti reiteratamente attraverso supplenze.
Possiamo discutere all’infinito di concorsi, GPS, graduatorie di merito ed elenchi regionali. Ma se ogni anno la scuola continuerà ad avere bisogno strutturalmente di lavoratrici e lavoratori che lo Stato sceglie di mantenere precari, continueremo semplicemente a contenderci posti insufficienti.
Ed è esattamente questa competizione tra precari che dobbiamo provare a spezzare.
Non chiediamo a nessuno di fare un passo indietro.
Chiediamo a tutte e tutti di provare a fare un passo avanti insieme.
Ai idonei diciamo: la nostra battaglia per lo scorrimento delle graduatorie non diventa più debole se riconosciamo il diritto alla stabilizzazione di chi insegna da anni nelle GPS convinti che spesso le stesse graduatorie si sovrappongano per i candidati presenti.
Ai precari storici diciamo: la vostra battaglia non diventa più debole se riconosciamo il diritto di chi ha superato un concorso a vedere valorizzato quel risultato.
Dietro le sigle diverse ci sono molto spesso le stesse biografie: anni di supplenze, concorsi, corsi abilitanti, graduatorie, trasferimenti da una regione all’altra, estati nell’incertezza e settembre passati ad aspettare una convocazione.
È arrivato il momento di provare a mettere insieme queste storie.
Non per cancellare le differenze, ma per individuare ciò che ci unisce.
Una grande mobilitazione nazionale per la stabilizzazione del personale docente precario.
Più assunzioni.
Scorrimento delle graduatorie vigenti.Valorizzazione del servizio e percorsi di stabilizzazione per il precariato storico nei territori e nelle classi di concorso in cui le graduatorie di merito siano esaurite.
Superamento della continua proliferazione di procedure concorsuali sovrapposte.
Trasformazione dei posti stabilmente necessari da organico di fatto a organico di diritto.
Una programmazione del reclutamento che parta dal fabbisogno reale delle scuole e garantisca continuità didattica agli studenti e dignità lavorativa a chi insegna.
Su questa piattaforma vogliamo aprire un confronto con gli altri gruppi di docenti precari, con i comitati, con le associazioni e con le organizzazioni sindacali disponibili.
Senza primogeniture. Senza guerre tra graduatorie. Senza chiedere a qualcuno di perdere un diritto perché qualcun altro possa conquistarne uno.
Per troppo tempo il precariato della scuola è stato diviso in categorie, sigle e procedure.
Adesso dobbiamo provare a riconoscerci per ciò che siamo: lavoratrici e lavoratori di cui la scuola pubblica ha bisogno ogni giorno, ma ai quali lo Stato continua troppo spesso a negare una prospettiva stabile.
La domanda che dobbiamo porre insieme alle istituzioni non è più quale gruppo di precari debba essere stabilizzato per primo.
La domanda è molto più semplice:se siamo necessari ogni settembre per far funzionare le scuole, perché non possiamo diventare necessari anche quando si tratta di assumerci?
Da qui vogliamo ripartire.
Da una battaglia che non sia contro altri precari, ma contro il precariato.
Luigi Sofia, portavoce Movimento Docenti Idonei Esclusi
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