Muore a 72 anni Nan Schaffer, veterinaria pioniera nella riproduzione dei rinoceronti.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
Nan Schaffer: Pioniera della Riproduzione dei Rinoceronti
Nan Schaffer è stata una veterana nel campo della veterinaria che ha dedicato la sua vita allo studio della riproduzione dei rinoceronti. Il suo obiettivo principale era comprendere e superare le barriere biologiche che impedivano a questi animali in cattività di riprodursi, soprattutto mentre le popolazioni selvatiche diminuivano. Attraverso il suo lavoro in zoo e programmi di ricerca, ha sviluppato tecniche per gestire le gravidanze, raccogliere e preservare materiale genetico, gettando così le basi scientifiche che supportano gli sforzi moderni per la conservazione dei rinoceronti.
Schaffer non si è limitata al suo lavoro scientifico; è stata anche un’importante sostenitrice delle cause LGBTQ+ a Chicago e una figura filantropica, riconosciuta per il suo impegno con l’inserimento nel Chicago LGBTQ+ Hall of Fame. Credeva fermamente che la perdita di specie avrebbe ridotto la comprensione umana del mondo naturale, argomentando che l’estinzione costituiva una crisi biologica, culturale e morale con conseguenze che andavano ben oltre la semplice conservazione.
La Lotta contro l’Estinzione
“Una delle grandi tragedie del XXI secolo,” disse una volta Nan Schaffer, “sarà l’umanità in quanto omogeneità.” Questa frase rappresenta non solo un monito, ma anche una diagnosi del nostro tempo. In un mondo in cui i paesaggi si semplificano e le specie si riducono a frammenti, Schaffer si concentrava su ciò che andava perso quando la diversità cominciava a svanire.
Per specie come i rinoceronti, questa erosione della differenza era già in atto. Nelle gabbie controllate di uno zoo, dove un animale di quattro tonnellate può rifiutarsi di accoppiarsi o di portare avanti la gravidanza, l’estinzione sembra un processo burocratico. È una questione di segnali mancati, accoppiamenti incompatibili e tempo perso in piccole frazioni. Per il rinoceronte – antico, solitario e sempre più isolato – la sopravvivenza dipende spesso non dall’azione drammatica del mondo naturale, ma dalla pazienza di coloro che sono disposti a studiare la sua biologia più intima.
La Schaffer ha dedicato gran parte della sua vita a questo paziente e tecnico impegno. Credeva che affinché i rinoceronti potessero continuare a esistere, fosse necessario che le persone trovassero modi per aiutarli a riprodursi, specialmente quando le popolazioni frammentate non potevano più sostenere la riproduzione da sole. Ha iniziato a lavorare nel campo della fisiologia riproduttiva di grandi mammiferi in pericolo, un settore che quasi non esisteva all’epoca.
Era considerata una delle massime autorità mondiali nella riproduzione dei rinoceronti e ha pubblicato ampiamente, tenendo conferenze internazionali e sviluppando tecniche che aiutavano a spiegare perché i rinoceronti in cattività spesso fallivano nella riproduzione. I problemi si presentavano sotto vari aspetti. Le femmine avevano aborti, i maschi producevano sperma con poco o nessuno spermatozoo vitale. Anche quando gli animali erano accoppiati, l’atto stesso di accoppiamento poteva essere violento o inefficace, riducendo ulteriormente un già fragile pool genetico.
Innovazione e Advocacy
Schaffer ha affrontato queste difficoltà con un mix di pragmatismo e perseveranza. Ha improvvisato attrezzature, testato metodi e trascorso lunghe ore osservando animali i cui cicli riproduttivi erano poco compresi. In un caso, ha gestito la gravidanza di una femmina di rinoceronte nero anziana che aveva abortito ripetutamente, portando alla conclusione di una gravidanza di successo. In altre occasioni, ha lavorato per raccogliere e preservare il seme di maschi improbabili di accoppiarsi, immagazzinando materiale genetico per un futuro in cui la tecnologia potesse avere successo dove la natura non poteva.
Il suo interesse superava i confini della conservazione. A Chicago, dove ha vissuto per molti anni, è stata una sostenitrice attiva delle cause LGBTQ+, dedicando tempo e risorse a diverse organizzazioni e contribuendo alla fondazione di un giornale locale che sarebbe diventato il Windy City Times. Nel 2004, è stata inserita nel Chicago LGBTQ+ Hall of Fame, riconoscimento della sua parallela carriera nella vita civica, perseguendo l’impegno con la stessa costanza che portava nel campo scientifico.
Il lavoro di Nan non si limitava ai laboratori e agli allevamenti. In qualità di fondatrice di SOS Rhino, è diventata un’attivista globale per la specie, esortando governi e istituzioni a trattare le popolazioni in declino con urgenza e serietà. Ha avvertito che il rinoceronte di Sumatra, già ridotto a individui sparsi, si trovava ai margini dell’estinzione, e che gli sforzi di conservazione avrebbero richiesto una coordinazione oltre i confini e le istituzioni.
La scala della crisi che ha affrontato era allarmante. Le popolazioni di rinoceronti erano state fratturate dalla perdita di habitat e decimate dal bracconaggio. Piccoli gruppi isolati lottavano per trovare compagni. La riproduzione in cattività, inizialmente vista con scetticismo, è divenuta un’opzione sempre più necessaria, nonostante i risultati iniziali siano stati irregolari. Schaffer, tra gli altri, sosteneva che gli sforzi imperfetti fossero preferibili all’inattività.
Per maggiori informazioni, visita le fonti ufficiali come WWF e IUCN.
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