Nazioni rinviano voto su regole per la decarbonizzazione marittima dopo resistenza americana.

Pubblicato il da Redazione - Green

Nazioni rinviano voto su regole per la decarbonizzazione marittima dopo resistenza americana.

Il Settore Marittimo e le Normative sulle Emissioni di Carbonio

La riunione della International Maritime Organization (IMO) tenutasi a Londra dal 14 al 17 ottobre 2023, avrebbe dovuto segnare un punto di svolta per l’industria marittima, con l’adozione di un insieme vincolante di regole globali sulle emissioni di gas serra. Invece, i paesi membri hanno votato per ritardare la decisione fino a ottobre 2026. Le regole avrebbero imposta limiti all’intensità delle emissioni che sarebbero diventati ogni anno più severi, con sanzioni significative per chi non si fosse conformato.

La votazione ha visto 57 paesi a favore del rinvio e 49 contrari. Gli Stati Uniti e altre nazioni esportatrici di petrolio hanno dominato il dibattito, oppondendosi fermamente alle nuove normative, sostenendo che si sarebbero tradotte in una tassa internazionale illegittima e avrebbero avuto gravi ripercussioni economiche.

Implicazioni della Proposta di Regolamento

La proposta di regolamento, nota come “net-zero framework”, avrebbe stabilito limiti all’intensità delle emissioni, incentivando l’uso di carburanti alternativi e il miglioramento dell’efficienza nei trasporti marittimi. L’emissione di gas serra sarebbe stata misurata in relazione all’energia consumata, con penalità crescenti per le navi ad alte emissioni. Ciò avrebbe creato tre categorie di navi, differenziando tra quelle che superano i limiti, quelle che si conformano solo parzialmente e quelle che aderiscono agli standard più rigorosi.

La deferimento della decisione ha lasciato l’industria galleggiante nell’incertezza. Alison Shaw, dell’organizzazione Transport & Environment, ha sottolineato che, nonostante la pressione da parte degli Stati Uniti, c’è un desiderio chiaro di migliorare la sostenibilità nel settore marittimo.

Secondo Anaïs Rios, ufficiale senior della politica marittima presso Seas At Risk, “adottare il framework net-zero era essenziale per il settore marittimo per rimanere sulla strada giusta verso i propri obiettivi di decarbonizzazione”. Anche se le emozioni sono state elevate durante la riunione, è evidente che un desiderio di pulizia e rinnovamento è presente, nonostante le opposizioni.

La votazione per il rinvio è stata introdotta da una proposta dell’Arabia Saudita, permettendo a 27 delegazioni aggiuntive di partecipare al voto. Questo risultato ha rimandato l’adozione dei regole al 2026, facendo slittare la possibilità di applicazione del framework, originariamente prevista per il 2028.

L’accordo, che ha portato a dibattiti accesi, è frutto di anni di compromessi. Alcuni membri sostenevano che non fosse sufficientemente rigoroso, mentre altri, in particolare le nazioni esportatrici di petrolio, avevano paura dei costi economici. I timori statunitensi si sono fatto sentire anche durante la riunione, dove simili amenità sono state aperte alla discussione, orientando il dibattito a un livello geopolitico molto significativo.

Fonti ufficiali: International Maritime Organization, Transport & Environment, Seas At Risk.

La proposta di un “net-zero fund”, per finanziare iniziative in paesi del Sud globale, era una delle idee all’ordine del giorno. Le valutazioni sugli impatti economici prevedono che, se le normative fossero state implementate, le navi sarebbero state gravate da costi aggiuntivi significativi, in particolare le navi che continuano a utilizzare carburanti convenzionali. Una nave di medie dimensioni, per esempio, potrebbe trovarsi a dover pagare fino a 1,5 milioni di dollari in tasse aggiuntive entro il 2035.

Il dibattito sull’efficacia e sul contenuto delle normative continua a essere acceso, con l’industria marittima in prima linea nelle discussioni. Molte ONG e associazioni internazionali di shipping hanno espresso la loro volontà di procedere con un accordo a livello globale, per garantire condizioni di concorrenza e contribuire all’obiettivo di emissioni nette zero entro il 2050.

Nonostante il rinvio, si prevede che le trattative proseguiranno in incontri futuri. Sarà di importanza cruciale discutere su come misurare l’intero ciclo di vita delle emissioni dei carburanti e quali carburanti possono essere considerati “zero o quasi-zero”. Le imprese del settore marittimo continuano a cercare soluzioni verdi, mentre i governi sono chiamati a stabilire parametri efficaci per un futuro sostenibile.

In sintesi, il settore marittimo affronta una fase critica; la governance globale delle emissioni di carbonio è più che mai necessaria, e l’adozione di regole concrete rappresenta una sfida fondamentale per il futuro della navigazione sostenibile.

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