Netflix stabilisce regole per i partner nell’uso dell’intelligenza artificiale generativa.
Pubblicato il da Redazione - Tecnologia
Netflix ha recentemente affrontato una forte critica per l’uso dell’intelligenza artificiale nel suo documentario true crime “What Jennifer Did”, diretto da Jenny Popplewell. In questo lavoro, sono state utilizzate immagini generate dall’AI al posto di foto archiviate reali, suscitando preoccupazioni su come la tecnologia possa distorcere la realtà, soprattutto quando il pubblico si aspetta verità e accuratezza. Di fronte a questo scenario, Netflix ha deciso di adottare misure per evitare problematiche simili in futuro.
Nuove linee guida sull’uso dell’IA
Questa settimana, Netflix ha pubblicato un post nel suo Partner Help Center, in cui vengono delineate le linee guida riguardo all’uso dell’intelligenza artificiale generativa. Secondo l’azienda, questi strumenti sono “ausili creativi preziosi” che permettono di generare media nuovi e unici in modo rapido (video, suoni, testi e immagini). Tuttavia, con il rapido sviluppo di questa tecnologia, Netflix ha sentito la necessità di chiarire le regole che i propri partner devono seguire nell’utilizzo di tali strumenti per garantire la massima integrità e trasparenza.
Nel post, Netflix sottolinea che per supportare le produzioni globali e allinearsi alle best practices del settore, ci si aspetta che tutti i partner di produzione condividano qualsiasi uso previsto dell’intelligenza artificiale con il loro contatto di Netflix. Questo è particolarmente importante man mano che emergono nuovi strumenti con diverse capacità e rischi associati. La maggior parte degli utilizzi a basso rischio che seguono i principi guida delineati non richiederanno una revisione legale. Tuttavia, se il materiale prodotto include deliverables finali, somiglianze con talenti, dati personali o proprietà intellettuale di terzi, sarà necessaria un’approvazione scritta prima di andare avanti.
Linee guida per un uso responsabile dell’IA generativa
Le best practices di Netflix per l’intelligenza artificiale generativa si basano su cinque linee guida specifiche, considerate essenziali per un utilizzo responsabile di questi flussi di lavoro. Netflix chiarisce che se i partner sono sicuri di seguire tali linee guida, devono semplicemente comunicare al loro contatto designato che intendono usare l’IA generativa. Tuttavia, nel caso in cui i partner non siano sicuri o non stiano rispettando le regole, è fondamentale contattare il referente di Netflix per ricevere ulteriori indicazioni prima di proseguire, poiché potrebbe essere richiesta un’approvazione scritta.
Nel post, Netflix ribadisce che, sebbene l’azienda sia aperta a far utilizzare l’IA generativa ai propri partner, è importante che siano consapevoli dei potenziali rischi legali che potrebbero incontrare nel non discutere i propri piani con il management e il team legale dell’azienda. Un ulteriore punto chiave è che Netflix crede fermamente che il pubblico debba potere fidarsi di ciò che vede e sente sullo schermo. Dato il potenziale dell’IA generativa di “sfumare la linea tra finzione e realtà o indurre involontariamente in errore gli spettatori,” la piattaforma invita i suoi partner a procedere con cautela.
Sebbene nel post non si faccia menzione dei costi di produzione, tutte queste informazioni arrivano solo poche settimane dopo che il co-CEO di Netflix, Ted Sarandos, ha affermato che l’azienda è “convinta che l’IA rappresenti un’opportunità incredibile per aiutare i creatori a rendere film e serie migliori, non solo più economici.” Sarandos ha poi citato la nuova serie di fantascienza argentina “The Eternaut” come esempio di come l’IA generativa possa essere utilizzata per mantenere un show all’interno del budget. Questa apparente apertura verso l’uso dell’IA da parte di team creativi rafforza l’immagine di un Netflix pronto a innovare e migliorare i propri contenuti.
Fonti:
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