Non ammissione a classe successiva e esami: criteri di valutazione apprendimento e comportamento.
Pubblicato il da Redazione - Scuola e Università
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha introdotto significative novità in tema di valutazione degli apprendimenti e del comportamento scolastico, che riguardano tutti i livelli di istruzione. Questi cambiamenti sono essenziali per garantire un approccio formativo ed educativo mirato alle esigenze degli studenti.
Valutazione nella Scuola Primaria
Le modifiche al decreto n° 62 del 2017 hanno rivoluzionato la valutazione degli alunni della scuola primaria. La valutazione periodica e finale è ora espressa tramite giudizi sintetici che correlano le competenze acquisite e il comportamento mostrato dagli studenti. L’obiettivo è quello di fornire un feedback formativo e educativo per migliorare l’apprendimento.
Per quanto riguarda l’ammissione alla classe successiva, i docenti possono decidere all’unanimità di non ammettere uno studente solo in casi eccezionali e per motivi documentati, garantendo così una valutazione giusta e equa.
Valutazione nella Scuola Secondaria di Primo Grado
Nella scuola secondaria di primo grado, la valutazione si svolge con l’assegnazione di voti in decimi per ciascuna disciplina, incluso l’esame di Stato. Gli alunni devono raggiungere almeno sei nei voti di quattro o più materie per essere ammessi alla classe successiva. Altre condizioni includono un certo tasso di frequenza e un voto di condotta sufficiente.
Il consiglio di classe discute eventuali non ammissioni, prendendo in considerazione anche la frequenza, che deve essere almeno del 75% del monte ore annuale.
Valutazione nella Scuola Secondaria di Secondo Grado
Durante la frequentazione della scuola secondaria di secondo grado, il consiglio di classe ha il compito di valutare le competenze acquisite dagli studenti. Per essere ammessi alla classe successiva e agli esami di maturità, gli studenti devono ottenere almeno sei decimi in ogni disciplina e rispettare il requisito di frequenza. Un voto di condotta non inferiore a sei decimi è anch’esso essenziale.
Le eventuali non ammissioni si basano sulla gravità delle insufficienze, e il consiglio di classe può decidere se mantenere la sospensione del giudizio qualora si riscontrino carenze evidenti. Questo approccio è volto a tutelare il diritto allo studio e a fornire agli studenti la possibilità di recuperare il materiale necessario.
Esame di Maturità e Comportamento degli Studenti
Per gli studenti del quinto anno, l’ammissione agli esami di maturità è subordinata a requisiti specifici quali la frequenza del 75% delle ore e un rendimento scolastico soddisfacente. È importante che gli studenti partecipino alle prove INVALSI e svolgano attività di scuola-lavoro secondo le direttive del loro indirizzo di studi. Exceptionally, il consiglio di classe può decidere di ammettere uno studente anche se ha un voto inferiore a sei decimi in una sola disciplina, purché siano forniti motivi adeguati.
In merito alla valutazione del comportamento, un voto di sei decimi implica che lo studente debba esprimere un elaborato critico sul tema della cittadinanza attiva durante l’esame orale. Se il voto di condotta scende al di sotto del sei, si può procedere alla non ammissione all’esame di maturità.
Per ulteriori informazioni sulle normative vigenti, consultare i documenti ufficiali disponibili sul sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Fonti ufficiali: Ministero dell’Istruzione e del Merito.
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