Non tutto deve essere condiviso: il ritorno della vita privata nell’epoca dei social (pagina 3)
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Beauty
C’è poi un altro aspetto: ciò che pubblichiamo costruisce nel tempo una sorta di diario pubblico della nostra vita. Foto, luoghi, abitudini, acquisti e informazioni personali possono rimanere online molto più a lungo di quanto immaginiamo.
Scegliere cosa non condividere significa quindi anche decidere quali parti della propria vita devono restare soltanto nostre. Non è necessario sparire dai social o rinunciare completamente alla condivisione. Si può semplicemente diventare più selettivi.
Pubblicare meno può persino restituire valore a ciò che viene condiviso. Se non tutto finisce online, una fotografia può tornare a essere soprattutto un ricordo, una frase può essere detta alla persona interessata invece di essere affidata a una storia e un momento felice può essere vissuto senza bisogno di dimostrare che lo siamo.
In un mondo nel quale raccontare è diventato quasi automatico, decidere di non farlo può essere una forma semplice di libertà: non tutto ciò che ci rende felici deve necessariamente diventare pubblico.