NPFC adotta misure contro la pesca illegale, ma non protegge le Montagne Sottomarine Imperatore.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
Nuove Misure Contro la Pesca IUU
Dal 14 al 17 aprile 2023, si è svolta a Osaka, Giappone, la decima riunione annuale della Commissione delle Pescherie del Nord del Pacifico (NPFC). Durante questo incontro, i membri della NPFC hanno approvato una serie di misure destinate a contrastare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (IUU) e a migliorare le valutazioni degli stock ittici. Tuttavia, diverse ONG hanno espresso delusione riguardo alla mancanza di progressi nella protezione dei fondali marini, in particolare lungo la Catena dei Monti Sommitali Imperatore, una zona ricca di biodiversità.
La NPFC si occupa della protezione degli ecosistemi marini e delle specie di pesci non tonni nelle acque internazionali dell’Oceano Pacifico settentrionale. Nella riunione di quest’anno hanno partecipato nove membri: Canada, Cina, Unione Europea, Giappone, Corea del Sud, Russia, Taiwan, Stati Uniti e Vanuatu. Erano presenti anche 11 gruppi di osservatori e Panama come parte cooperante.
Critiche alle Misure di Gestione Stock
Gerald Leape, responsabile del progetto di pesca internazionale del Pew Charitable Trusts, ha dichiarato che la settimana è stata impegnativa, ma ha presentato anche delle opportunità. Tra le principali decisioni, i membri hanno convenuto di adottare un sistema condiviso di standard minimi per le ispezioni nei porti, allineandosi così con l’Accordo sulle Misure di Stato Portuale della FAO, che celebra il suo decimo anniversario.
Questa misura prevede l’implementazione di standard di ispezione più rigorosi e un sistema di condivisione delle informazioni tra i porti, con l’obiettivo di prevenire e combattere la pesca IUU. Leape ha sottolineato che ora i membri della NPFC devono designare porti e stabilire standard per le loro ispezioni, incluse le quantità minime di imbarcazioni da controllare. Questa proposta è stata molto attesa e mira a portare la NPFC in line con altre organizzazioni regionali di gestione delle pescherie del Pacifico.
Durante la riunione, è stata approvata una misura proposta dall’Unione Europea per introdurre un sistema armonizzato di raccolta e gestione dei dati delle attività di pesca. Secondo il WWF, questo potrebbe migliorare la capacità di valutare la salute e l’abbondanza delle popolazioni ittiche gestite. Tuttavia, il WWF ha anche criticato la mancanza di consenso tra i membri riguardo alla valutazione degli stock per la sardina del Giappone e l’assenza di azioni significative per proteggere l’habitat marino vulnerabile.
Nonostante le buone intenzioni, la riunione di Osaka non ha raggiunto progressi significativi nella conservazione degli ecosistemi vulnerabili, in particolare lungo la Catena dei Monti Sommitali Imperatore. Questo ecosistema marino è vittima di anni di pesca intensiva, danneggiando irreparabilmente le comunità di coralli profondi e le risorse ittiche.
Preoccupazioni Riguardo alla Gestione della Pesca
La NPFC ha affrontato anche la questione della gestione della specie pesce sanma, una raccolta principale per molte flotte di pesca che rappresenta un importante elemento della catena alimentare. Recenti valutazioni hanno indicato che, sebbene la specie stia mostrando segni di recupero dopo anni di overfishing, i livelli rimangono ben al di sotto delle soglie sostenibili.
Durante la riunione, le proposte per ridurre la quota di cattura sono state bloccate a causa delle obiezioni della delegazione taiwanese, che ha sollevato preoccupazioni relative a “una sostanziale incertezza” sui dati di stock. Inoltre, mentre la NPFC ha in precedenza concordato di completare una strategia di raccolta per il pesce sanma entro il 2027, le richieste Giapponesi e Coreane hanno portato a posticipare questa data al 2028.
Secondo Rebecca Scott, funzionaria della Ocean Foundation, la decisione della NPFC di impostare limiti di cattura superiori a quelli concordati e indicati dalle regole di raccolta, compromette i piani di recupero per queste importanti specie ittiche. La delusione espressa da molte ONG e delegazioni in risposta a queste misure solleva preoccupazioni circa la capacità della NPFC di affrontare efficacemente le sfide della sostenibilità delle risorse marine.
Con misure così critiche messe in discussione, vi è una crescente richiesta di azioni decisive per tutelare la biodiversità marina e gestire in modo responsabile le risorse ittiche, evidenziando ulteriormente la necessità di trattati internazionali più robusti e di un approccio proattivo nella conservazione degli ecosistemi marini.
Fonti ufficiali: Pew Charitable Trusts, WWF, FAO.
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