Nuova legge mineraria del Venezuela minaccia l’Amazzonia, avvertono gli esperti.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
Nuova legge mineraria in Venezuela: prospettive e preoccupazioni
Il Venezuela sta per approvare una legge che mira ad aggiornare le normative minerarie del paese per attrarre investimenti internazionali in oro, argento, coltan e altri minerali. Seppure il progetto di legge preveda alcune misure di protezione ambientale, le voci critiche sostengono che non siano sufficienti a fermare la deforestazione e le violazioni dei diritti umani già in corso nell’Amazzonia venezuelana. Gli esperti avvertono che la legge possa continuare a favorire pratiche dannose per l’ambiente nascondendosi dietro un apparente impegno per uno “sviluppo minerario ecologico”.
Impatti della nuova legislazione
Il disegno di legge, presentato all’Assemblea Nazionale dal Presidente in carica Delcy Rodríguez a inizio marzo, è parte di un più ampio tentativo di attirare investimenti internazionali dopo la cattura del presidente Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti lo scorso gennaio. Sebbene il governo affermi che la legge garantirà un controllo statale sulle operazioni minerarie, i gruppi di advocacy temono che la proposta possa aggravare la deforestazione e l’inquinamento nelle aree minerarie, già gravemente compromesse.
L’Assemblea Nazionale ha approvato il disegno di legge il 9 aprile, ma ora necessita dell’approvazione ufficiale da parte di Rodríguez. Secondo un comunicato congiunto di 15 organizzazioni non governative, “questo quadro legale e politico non sarà uno strumento normativo per il controllo e la trasparenza, ma genererà solo un velo di legalità per il saccheggio sistematico dell’Amazzonia e del Guiana Shield”.
Controllo statale e investimenti privati
La nuova legislazione rinforza il controllo statale sulle risorse minerarie del paese, ma crea anche opportunità per investimenti esterni, consentendo a imprese private autorizzate e joint venture con lo stato di partecipare alle operazioni minerarie. Inoltre, formalizza l’estrazione mineraria artigianale, imponendo ai minatori di ottenere una licenza e di registrarsi in un apposito registro nazionale.
Per le attività minerarie industriali e artigianali, il progetto di legge stabilisce un quadro per le royalty, le tasse e le spese per l’esportazione, tra le altre imposte. In incontri con funzionari statunitensi a marzo, il governo venezuelano ha dichiarato che fornirebbe sicurezza alle aziende minerarie che desiderano tornare nel paese.
“Ho molta fiducia in un ambiente in cui gli investimenti fluiranno, non solo verso petrolio e gas offshore, ma anche verso l’interno, dove esistono queste enormi risorse”, ha affermato il Segretario degli Interni degli Stati Uniti, Doug Burgum, durante la sua visita in Venezuela.
Preoccupazioni ambientali e diritti umani
Sebbene la legge menzioni la necessità di valutazioni di impatto ambientale, non richiede tali studi prima di concedere concessioni minerarie. Allo stesso modo, pur prevedendo una consulenza preliminare con le comunità indigene, non include un meccanismo di consenso libero, preventivo e informato, che è lo standard internazionale più forte per garantire che le comunità indigene possano approvare o respingere progetti che riguardano le loro terre.
Critici come Cristina Burelli, fondatrice di SOSOrinoco, avvertono che la legge non solo centralizza il potere, ma facilita anche la violazione dei diritti ambientali e umani. Gli abusi contro le comunità indigene, tra cui lavoro forzato, prostituzione e sfratto, sono stati denunciati per anni.
“Potrebbe diventare solo una mera formalità procedurale piuttosto che un diritto reale”, ha affermato Olnar Ortíz, coordinatore nazionale del Forum Penale dei Popoli Indigeni. Poiché la legge semplifica e rende più vulnerabili le normative, le comunità a rischio potrebbero essere ancora più esposte.
Situazione mineraria in Venezuela
Gran parte delle operazioni minerarie in Venezuela avviene nell’Arco Minerario dell’Orinoco, una vasta area di 11,2 milioni di ettari di foresta tropicale, istituita nel 2016 per aumentare l’estrazione mineraria e sostenere un’economia nazionale in crisi. Le normative in questa regione sono praticamente assenti, e i siti minerari sono spesso controllati da gruppi di crimine organizzato.
Nel 2024, si stima che siano stati deforestati circa 9.531 ettari a causa delle attività minerarie, secondo il programma di monitoraggio dell’Amazzonia di Amazon Conservation. Le immagini satellitari hanno rilevato attività mineraria nel Parco Nazionale Yapacana e sui tepui, montagne a tavola considerate sacre dalle comunità indigene.
Recentemente, la comunità internazionale ha esortato il governo di Maduro a rendere conto dei danni ambientali, ma finora le risposte sono state insufficienti. UNESCO ha richiesto più volte il permesso di visitare i siti Patrimonio dell’Umanità, dove sono state rilevate interazioni minerarie.
Impegni in materia di sviluppo ecologico
La legge prevede un impegno per uno “sviluppo minerario ecologico”, definito come un’estrazione che minimizza gli impatti ambientali e rispetta i diritti umani. Tuttavia, le organizzazioni ambientaliste considerano tale iniziativa un tentativo di “greenwashing” che non si traduce in azioni concrete.
“Lontano dal proteggere i nostri ecosistemi, questa legge conferisce tutto il potere al ministero delle miniere e gli permette di bypassare i controlli normativi standard”, ha concluso Burelli. Il ministero delle miniere non ha fornito commenti in merito.
In un contesto di crescente preoccupazione, le nuove licenze emesse dall’Ufficio di Controllo degli Attivi Stranieri del Tesoro degli Stati Uniti offrono un percorso legale per le aziende che vogliono investire nel settore minerario venezuelano. Queste licenze potrebbero permettere l’accesso di oro e minerali illegali, legati a funzionari corrotti e gruppi criminali, al mercato globale.
Fonti:
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