Nuova strategia per l’energia da fusione negli Stati Uniti, ma mancano i finanziamenti necessari.
Pubblicato il da Redazione - Tecnologia
Il Nuovo Percorso del Dipartimento dell’Energia per l’Energia da Fusione
Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (DOE) ha recentemente rilasciato una nuova roadmap che punta a realizzare un sogno decennale: sfruttare l’energia da fusione. Questo piano si compone di un impegno per sostenere la ricerca e lo sviluppo nel settore, oltre a promuovere partnership pubblico-private per costruire la prima generazione di impianti di energia da fusione.
Il Ruolo dell’Intelligenza Artificiale
All’interno della roadmap, l’intelligenza artificiale viene presentata come uno strumento cruciale. Essa potrebbe facilitare nuove scoperte e servire come motivazione per creare una nuova fonte di energia in grado di soddisfare le crescenti domande energetiche dei data center. Sebbene il DOE abbia fissato obiettivi ambiziosi, i dettagli su come raggiungerli rimangono vaghi. Nonostante i progressi fatti, il successo dell’energia da fusione dipende ancora da scoperte scientifiche che sono sfuggite agli scienziati per gran parte del secolo scorso.
Il DOE ha dichiarato che il suo obiettivo è quello di fornire l’infrastruttura pubblica necessaria per supportare la scalabilità del settore privato nell’energia da fusione negli anni ’30. Tuttavia, ci sono molte incertezze e ostacoli da affrontare, lasciando la possibilità che la produzione di energia per le nostre case e attività possa essere ancora lontana.
Le Sfide della Fusione Nucleare
Perché è così difficile? Oggi, le centrali nucleari a fissione rompono gli atomi per rilasciare energia. Al contrario, le centrali a fusione fonderanno gli atomi insieme per generare energia in modo controllato. Mentre la fissione produce rifiuti radioattivi, la fusione promette una fonte di energia praticamente inesauribile e senza carbonio.
La fusione imita il modo in cui le stelle generano luce e calore. Per ottenere una reazione di fusione eccedente l’energia, è necessario raggiungere temperature e pressioni estreme. Nel 2022, scienziati sono riusciti a ottenere per la prima volta una reazione di fusione sfruttando i laser, un risultato che ora devono replicare e sostenere nel tempo.
Opportunità e Investimenti nel Settore della Fusione
Negli ultimi anni, il boom dell’intelligenza artificiale ha aumentato la domanda di energia da parte delle grandi aziende tecnologiche per alimentare i loro data center. Figure come Sam Altman, Bill Gates e Jeff Bezos stanno finanziando startup che sviluppano impianti per la fusione. Google e Microsoft hanno già manifestato l’intenzione di acquistare energia da futuri impianti di fusioneprevisti per i tardi anni ’20 o nei primi anni ’30, e oltre 9 miliardi di dollari in investimenti privati sono stati indirizzati verso dimostrazioni e prototipi di fusione.
Il DOE ha sottolineato la necessità di unire il settore pubblico e privato nella costruzione delle “infrastrutture critiche” necessarie per rendere commercialmente viable l’energia da fusione. Questo include la produzione e riciclaggio dei carburanti per fusione, come gli isotopi di idrogeno trizio e deuterio. Un altro aspetto fondamentale è l’adeguamento dei materiali strutturali per resistere alle condizioni estreme presenti nei reattori di fusione.
La roadmap menziona anche la creazione di hub regionali per l’innovazione nella fusione, dove laboratori del DOE collaboreranno con università e aziende private per formare una forza lavoro specializzata. Un esempio è la collaborazione tra Nvidia, IBM e il Princeton Plasma Physics Laboratory, per stabilire un cluster di supercalcolo centrato sulla fusione chiamato Stellar-AI.
Il DOE dedica una sezione intera della roadmap all’uso dell’intelligenza artificiale, descritta come uno “strumento trasformativo per l’energia da fusione”. Grazie ai modelli AI, i ricercatori possono costruire “gemelli digitali” per studiare come potrebbero comportarsi le strutture sperimentali.
Tuttavia, la roadmap presenta un avvertimento: non impegna il DOE a specifici livelli di finanziamento, sottolineando che i fondi futuri dipenderanno dalle approvazioni congressuali. Questo significa che il DOE non è ancora pronto ad investire risorse concrete in questo piano.
Anche se l’amministrazione Trump ha integrato le energie fossili, la fissione nucleare e la fusione nelle sue aspirazioni per la “dominanza energetica”, ha anche ridotto i finanziamenti per progetti solari e eolici, che sono generalmente più rapidi e meno costosi da implementare per soddisfare la crescente domanda di energia in America.
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