Oasis, Wonderwall: la storia della canzone che è diventata un simbolo degli anni Novanta
Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - aggiornato il - Tv e Spettacolo
Il 30 ottobre 1995 gli Oasis pubblicavano Wonderwall, il singolo destinato a diventare uno dei brani più riconoscibili della musica britannica degli anni Novanta. La canzone era contenuta nel secondo album della band, (What’s the Story) Morning Glory?, pubblicato poche settimane prima, e arrivava in un momento nel quale il gruppo dei fratelli Gallagher era ormai al centro della scena Britpop.
Con la sua introduzione di chitarra acustica, la voce di Liam Gallagher e una melodia immediatamente riconoscibile, Wonderwall riuscì a trasformare una formazione simbolo del rock britannico in un fenomeno capace di attraversare generazioni e confini. Negli anni la canzone ha continuato a vivere nelle radio, nelle playlist, nei concerti e nelle piattaforme digitali, assumendo una dimensione che va ben oltre quella del singolo pubblicato nel 1995.
Il successo fu evidente già all’epoca. Nel Regno Unito Wonderwall debuttò al secondo posto e raggiunse come posizione massima proprio il numero 2, senza mai conquistare la vetta. È però diventata nel tempo una delle canzoni più vendute e ascoltate nella storia della musica britannica e, secondo Official Charts, il brano con più stream tra quelli degli Oasis nel Regno Unito.
Il momento degli Oasis
Quando Wonderwall arrivò nei negozi, gli Oasis non erano più soltanto una giovane band di Manchester. Erano diventati uno dei nomi centrali della scena Britpop, il movimento che nella prima metà degli anni Novanta aveva riportato il rock britannico al centro della cultura pop.
Il loro secondo album, (What’s the Story) Morning Glory?, era stato pubblicato nell’ottobre 1995 e avrebbe rappresentato uno dei momenti fondamentali della carriera della formazione. Wonderwall contribuì in maniera decisiva a portare quella musica anche al di fuori del pubblico tradizionalmente legato al rock.
Il brano possedeva infatti una caratteristica particolare: pur mantenendo l’identità degli Oasis, aveva una struttura abbastanza semplice e una melodia abbastanza immediata da poter essere ascoltata praticamente ovunque.
Una canzone scritta da Noel Gallagher
La firma di Wonderwall è quella di Noel Gallagher, principale autore degli Oasis in quella fase della loro storia. La canzone sarebbe poi diventata una delle composizioni più celebri dell’intero catalogo del musicista.
La sua costruzione ruota intorno a pochi elementi essenziali: chitarra acustica, batteria, basso, archi e la voce di Liam Gallagher. È proprio questa relativa semplicità a permettere alla melodia di emergere con grande immediatezza.
Il testo, volutamente aperto a interpretazioni, ha contribuito ulteriormente alla longevità del brano. Nel corso degli anni Wonderwall è stata letta come una canzone d’amore, una riflessione su una persona importante o una composizione nella quale il significato preciso passa in secondo piano rispetto all’emozione evocata.
Perché si chiama Wonderwall?
Il titolo è uno degli elementi più curiosi della canzone. Wonderwall non è infatti un termine immediatamente riconducibile alla storia raccontata nel testo e ha alimentato numerose interpretazioni nel corso degli anni.
Il termine aveva un precedente preciso nella cultura musicale britannica: Wonderwall Music, l’album realizzato da George Harrison nel 1968 come colonna sonora del film Wonderwall.
Noel Gallagher avrebbe utilizzato il titolo anche in riferimento a un’idea più personale di persona capace di rappresentare una sorta di sostegno o presenza fondamentale. Come accade spesso con le grandi canzoni pop, tuttavia, il significato definitivo è rimasto abbastanza aperto da permettere a milioni di ascoltatori di attribuirgli una propria interpretazione.
La voce di Liam Gallagher
Se Noel Gallagher è l’autore, è la voce di Liam Gallagher a rendere Wonderwall immediatamente riconoscibile. Il suo timbro, nasale e inconfondibile, entra in contrasto con l’arrangiamento relativamente morbido della canzone.
È proprio questo contrasto a funzionare. La chitarra acustica crea un’atmosfera intima, mentre la voce mantiene quella ruvidità che appartiene profondamente all’identità degli Oasis.
Il risultato è una canzone che non perde la propria anima rock anche quando si allontana dalle sonorità più aggressive associate alla band.
Registrata ai Rockfield Studios
Le registrazioni di Wonderwall si svolsero ai Rockfield Studios in Galles, uno degli studi più celebri della storia della musica britannica. Il luogo aveva già ospitato sessioni di importanti artisti internazionali e sarebbe rimasto legato alla storia degli Oasis.
L’ambiente contribuì alla realizzazione di un album nel quale la band riuscì a combinare la dimensione ruvida del rock con arrangiamenti più ampi e sofisticati.
Per Wonderwall, questa scelta produttiva fu particolarmente importante: la canzone avrebbe mantenuto il carattere essenziale della chitarra acustica, ma sarebbe stata arricchita da una produzione capace di renderla adatta anche alle grandi radio.
Il videoclip
Anche il videoclip di Wonderwall contribuì a costruire l’identità visiva della canzone. Le immagini mostrano gli Oasis in un’atmosfera sospesa e in bianco e nero, alternando primi piani, strumenti e momenti surreali.
La scelta estetica si discosta in parte dalla dimensione spettacolare di altri videoclip degli anni Novanta. L’attenzione rimane soprattutto sui membri della band e sull’esecuzione.
Con il passare del tempo, quelle immagini sono diventate parte integrante della memoria collettiva legata al brano. Il video ufficiale continua infatti a essere visto da milioni di persone sulle piattaforme digitali.
Il numero 2 nel Regno Unito
Wonderwall debuttò al secondo posto della Official Singles Chart britannica nella settimana del 5 novembre 1995. La canzone mantenne quella posizione anche nelle settimane successive, senza riuscire a conquistare il primo posto.
La vetta fu occupata da I Believe/Up on the Roof di Robson & Jerome. La sfida è rimasta una delle curiosità più note della storia delle classifiche britanniche: Wonderwall sarebbe diventata una delle canzoni più celebri degli anni Novanta pur non essendo mai arrivata al numero 1 nel Regno Unito.
Il dato è diventato quasi parte della leggenda del brano. La sua posizione in classifica racconta infatti soltanto una piccola parte della sua storia commerciale.
Una canzone oltre il Britpop
Uno degli aspetti più interessanti di Wonderwall è la capacità di aver superato i confini del Britpop. Non è rimasta legata esclusivamente alla rivalità culturale tra Oasis e Blur o alla scena musicale britannica della metà degli anni Novanta.
La sua struttura acustica l’ha resa facilmente riconoscibile anche per chi non seguiva il rock britannico. Nel giro di pochi anni il brano era entrato nel repertorio di radio, feste, concerti e musicisti di tutto il mondo.
La canzone ha quindi assunto una seconda vita: da singolo degli Oasis a classico generazionale, riconoscibile anche da chi magari non conosce l’intera discografia della band.
Il successo negli anni Duemila
La storia commerciale di Wonderwall non si è conclusa con gli anni Novanta. Il brano ha continuato a essere ascoltato, acquistato e riproposto, beneficiando anche della trasformazione del modo di consumare la musica.
Official Charts ha rilevato che la canzone è diventata il singolo più ascoltato degli Oasis nel Regno Unito, con centinaia di milioni di stream.
Il dato è significativo perché dimostra come una canzone nata nell’epoca dei CD abbia trovato una nuova collocazione nell’era delle piattaforme digitali, raggiungendo anche ascoltatori appartenenti a generazioni che nel 1995 non erano ancora nate.
La canzone più ascoltata degli Oasis
Nel tempo Wonderwall ha consolidato una posizione particolare anche all’interno dello stesso repertorio della band. Official Charts la indica come la canzone degli Oasis con il maggior numero di stream nel Regno Unito.
È un risultato che acquista ancora più significato se si considera la quantità di brani entrati nella memoria collettiva pubblicati dagli Oasis durante la loro carriera: da Don’t Look Back in Anger a Live Forever, passando per Champagne Supernova e Some Might Say.
La distanza temporale non ha quindi indebolito il brano. Al contrario, la sua presenza sulle piattaforme ha permesso a Wonderwall di continuare a essere scoperta e riascoltata.
Un simbolo degli anni Novanta
Ascoltare oggi Wonderwall significa inevitabilmente tornare a un momento preciso della musica britannica. Il 1995 era l’anno nel quale il Britpop aveva raggiunto una delle sue massime espressioni e gli Oasis erano al centro di quella trasformazione.
Eppure la canzone non è rimasta confinata a quel periodo. La sua semplicità melodica le ha permesso di sopravvivere alla stagione del Britpop e di assumere un significato più universale.
È diventata una di quelle canzoni che possono essere riconosciute dopo pochi accordi, indipendentemente dall’anno di nascita di chi ascolta.
Il significato di Wonderwall
Forse è proprio questa la caratteristica che spiega la longevità di Wonderwall. La canzone non offre necessariamente un significato univoco, ma lascia spazio all’ascoltatore. Il testo, la melodia e la voce di Liam Gallagher costruiscono un’atmosfera nella quale è facile riconoscere qualcosa di personale.
Nel 1995 era un nuovo singolo degli Oasis. Oggi è una canzone che appartiene a una memoria musicale molto più ampia, capace di attraversare radio, concerti, cinema, televisione e piattaforme di streaming.
Il suo percorso racconta anche qualcosa della musica popolare: non sempre sono le canzoni che arrivano al primo posto quelle destinate a rimanere più a lungo. Wonderwall si fermò al numero 2 nel Regno Unito, ma è diventata uno dei brani più identificabili degli anni Novanta e, secondo Official Charts, il più ascoltato degli Oasis nel Paese.
Il 30 ottobre 1995 iniziava così la storia di una canzone destinata a superare il proprio tempo: nata nel pieno del Britpop, diventata un classico degli Oasis e infine trasformata dallo streaming in un brano continuamente riscoperto da nuove generazioni.