ONG di Panama in causa: bloccano costruzione del porto con sequestri di beni.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
Contrasto al Progetto Porto Barú in Panama: Emergenza Ambientale
Due gruppi ambientalisti, il Centro di Advocacy Ambientale di Panama e l’Associazione Adotta una Foresta Pluviale di Panama (Adopta Bosque), sono stati coinvolti in controversie legali per presunta diffamazione nei confronti degli sviluppatori del Porto Barú, un progetto che promette di cambiare la costa nord-occidentale del paese. Queste organizzazioni affermano che la realizzazione del porto metterebbe a rischio gli ecosistemi di mangrovie e le popolazioni vulnerabili di squali e razze.
Da oltre un anno, numerosi gruppi ambientalisti hanno avviato una battaglia contro la costruzione di questo porto, fornendo prove e argomentazioni che sottolineano l’impatto negativo che tale opera avrebbe sulla vita marina. La situazione è diventata ancora più grave quando gli attivisti hanno visto i loro beni sequestrati in seguito alla presentazione di cause legali da parte degli sviluppatori.
Il Progetto Porto Barú e i Suoi Impatti Ambientali
Il progetto Porto Barú, situato nella provincia di Chiriquí, è al centro di una controversia che coinvolge questioni legate all’ambiente e alla salute degli ecosistemi locali. Gli sviluppatori sostengono che il porto migliorerà la connessione con la città di David e la rete stradale panamericana, incentivando anche il turismo e l’agricoltura. Tuttavia, critici e studiosi avvertono che la costruzione di un canale di navigazione di 31 chilometri rappresenterebbe una minaccia diretta a circa il 25% delle mangrovie presenti in Panama, considerate cruciali per la biodiversità della regione.
Studi condotti dal Conservation Strategy Fund stimano che il progetto potrebbe causare danni ambientali fino a 32 milioni di dollari, persino generando erosione e perdita delle mangrovie, che sono vitali per l’assorbimento del carbonio. L’area, infatti, è uno degli Habitat Importanti per le Razze e gli Squali, essenziali per l’equilibrio ecologico del settore marino. Inoltre, il traffico merci attorno al porto potrebbe compromettere la fauna selvatica nei parchi nazionali come il Parco Nazionale di Coiba e il Parco Nazionale Marino Golfo di Chiriquí.
Nel 2024, sei gruppi ambientalisti hanno presentato una causa contro il progetto, chiedendo l’annullamento della valutazione d’impatto ambientale, sostenendo che essa contenesse errori significativi e avesse ingannato le comunità locali nel processo di consultazione. A oggi, la Corte Suprema non ha ancora preso una decisione in merito, lasciando il destino del progetto in un limbo legale.
Le controversie legali hanno visto entrambi i gruppi coinvolti, CIAM e Adopta Bosque, denunciare un uso abusivo del sistema giudiziario contro le iniziative di tutela ambientale. Joana Abrego, legal manager di CIAM, ha dichiarato che questo rappresenta un precedente preoccupante per la difesa dell’ambiente.
Nel 2025, CIAM e Adopta Bosque sono stati citati in causa da Ocean Pacific Financial Services Corp., che li accusa di danneggiare la propria reputazione attraverso comunicazioni pubbliche fuorvianti. In seguito a queste accuse, i gruppi hanno subito il sequestro dei loro beni come misura preventiva, a causa delle presunte ingerenze legali. Le proprietà confiscate appartenevano a fondazioni di riserve naturali nei territori di Chiriquí e Darién, generando incertezze sulle loro attività di conservazione.
Le conseguenze del congelamento dei conti bancari per CIAM potrebbero limitare la loro abilità di attuare iniziative di conservazione e supporto legale per le comunità vulnerabili. Guido Berguido, biologo e direttore di Adopta Bosque, ha chiarito che le organizzazioni stanno lottando per sopravvivere, affermando che la legge viene utilizzata per rendere impossibile la loro attività.
La repressione delle azioni ambientali in Panama non è una novità, con attivisti che affrontano frequentemente minacce e violenze fisiche. Nel 2023, centinaia di persone sono rimaste ferite durante le proteste contro il progetto minerario Cobre Panamá. A queste problematiche si aggiungono le penalizzazioni attraverso il sistema legale che, secondo alcuni gruppi ambientalisti, costituisce una nuova forma di pressione contro chi si oppone a progetti di sfruttamento.
Le cause legali che colpiscono le organizzazioni ambientaliste, spesso chiamate SLAPPs (Strategic Lawsuits Against Public Participation), sembrano rappresentare un approccio sempre più comune. Nonostante queste sfide, i gruppi rimangono determinati a continuare la loro lotta in difesa della natura, considerata la loro missione fondamentale e irrinunciabile.
Fonti: Centro di Advocacy Ambientale di Panama, Conservation Strategy Fund, Ocean Pacific Financial Services Corp.
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