Operazione di cataratta, la tecnica innovativa con impianto di IOL
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Sintomi e Cure: consigli, rimedi e prevenzione
La phacoemulsificazione è un intervento chirurgico finalizzato alla rimozione della cataratta, durante il quale si sostituisce il cristallino opaco con una lente intraoculare (IOL). Questo intervento è attualmente il più diffuso per il trattamento della cataratta e offre risultati eccellenti per la visione.
Come si svolge l’intervento di phacoemulsificazione
Durante la procedura, che ha una durata variabile tra i 15 minuti e un’ora, il paziente è solitamente sottoposto a anestesia locale. In alcuni casi, se l’ansia è elevata, possono essere somministrati farmaci per indurre un sedativo.
L’intervento viene eseguito con un microscopio, e viene praticata un’incisione di 2-3 mm a livello del limbus, ovvero il margine tra la cornea trasparente e la sclera bianca dell’occhio. Attraverso questa incisione, viene inserito un dispositivo chiamato “sonda”, che utilizza energia ultrasonica per frammentare il cristallino opaco in piccole parti. Questi frammenti vengono quindi aspirati tramite la stessa sonda.
Dopo la rimozione del cristallino, viene inserita una lente intraoculare (IOL) pieghevole. Questa nuova lente si dispiega nell’interno dell’occhio grazie a un’iniezione di soluzione che ne facilita l’apertura e si stabilizza grazie alle strutture oculari. La phacoemulsificazione è nota anche come “chirurgia catarattale senza sutura” poiché le piccole incisioni si chiudono autonomamente.
Rischi associati alla phacoemulsificazione
La phacoemulsificazione è generalmente considerata una procedura sicura, con risultati ottimali in termini di miglioramento visivo a sei settimane dall’intervento. Tuttavia, come tutte le operazioni, presenta alcuni rischi da considerare:
- Dolore e arrossamento post-operatorio: Sebbene siano generalmente lievi, possono verificarsi fastidi o arrossamenti.
- Gonfiore della cornea: Questa condizione si presenta frequentemente ma tende a risolversi spontaneamente.
- Endoftalmite: Questo è un raro ma grave rischio, che causa arrossamento e gonfiore esteso dell’occhio, con il potenziale di perdita permanente della vista.
- Distacco della retina: Le vibrazioni e il calore generati durante l’intervento possono danneggiare le strutture circostanti, provocando il distacco della retina.
- Edema maculare cistoidale (CME): Si possono formare cisti nella macula, causando visione offuscata o perdita della vista.
- Glaucoma: Un danneggiamento al sistema di drenaggio dell’occhio può aumentare la pressione oculare, compromettendo il nervo ottico.
I candidati ideali per questo intervento sono pazienti affetti da cataratta privi di altre complicazioni mediche. I risultati per i pazienti diabetici, ad esempio, possono essere meno favorevoli.
Cosa aspettarsi dopo l’intervento
Subito dopo la phacoemulsificazione, l’incisione sarà coperta da un unguento antisettico e una medicazione sterile. Il paziente verrà quindi spostato in un’area di osservazione per monitorare il decorso post-operatorio. È fondamentale mantenere una posizione sdraiata ed evitare movimenti bruschi della testa. Potrebbero manifestarsi dolori oculari lievi o moderati; se il dolore è intenso, è importante comunicarlo al medico.
Il giorno successivo all’intervento, il chirurgo rimuoverà la fasciatura e controllerà la reazione della pupilla alla luce, l’arrossamento e la posizione della IOL. Saranno prescritti colliri antibiotici e anti-infiammatori per facilitare la guarigione.
È consigliato evitare attività fisiche intense, sollevamento pesi e qualsiasi sforzo che possa aumentare la pressione oculare fino a nuovo avviso. É sconsigliato anche guidare, poiché la visione potrebbe non essere completamente ripristinata fino a sei settimane dopo l’intervento.
Si raccomanda di evitare l’esposizione a polvere o ambienti sporchi e di non nuotare finché non ricevono il via libera dal medico curante. L’igiene è importante: si può lavare la testa e il viso, ma facendo attenzione a non far entrare sapone o shampoo negli occhi.
Infine, il paziente dovrà effettuare controlli di follow-up a un mese e a tre mesi dall’intervento, durante i quali verranno valutati il decorso della guarigione visiva, la presenza di dolore o secrezioni, e la pressione oculare.
Per ulteriori informazioni sulla phacoemulsificazione e sulla cataratta, puoi consultare fonti ufficiali come l’American Academy of Ophthalmology e il Ministero della Salute Italiano.
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