Opposizione alla didattica a distanza in Iran: il Ministro si schiera contro la guerra.

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università

Opposizione alla didattica a distanza in Iran: il Ministro si schiera contro la guerra.

Scuole: nessun ritorno alla didattica a distanza

Negli ultimi periodi dell’anno scolastico, la didattica a distanza (Dad) non sarà implementata, in risposta alle problematiche legate alla scarsità di carburante e all’aumento del costo della vita causate dalla guerra in Iran. Questa opinione è condivisa da diverse figure coinvolte nel settore educativo, tra cui il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara.

Valditara ha dichiarato in modo inequivocabile: “Non è una misura contemplata nel piano del governo”, con l’intento di mantenere le scuole aperte. Questo è un pensiero condiviso anche da molte associazioni che fanno parte della Rete della scuola in presenza, le quali avvertono i potenziali danni che la Dad potrebbe comportare per il benessere degli studenti.

“L’esperienza degli anni passati – spiegano dalla Rete – ha dimostrato chiaramente come la Dad abbia amplificato il disagio psicologico, relazionale ed educativo di bambini e adolescenti. I più vulnerabili sono stati colpiti in modo particolarmente grave. Inoltre, la Dad ha compromesso il diritto all’inclusione degli alunni con disabilità e ha limitato l’accesso all’istruzione, alla socialità e alle relazioni, valori fondamentali per ogni minore.”

Le ragioni del rimanere in presenza

Proseguendo in questa direzione, la Rete della scuola in presenza ha descritto come “gravissimo” il fatto che, davanti alle difficoltà economiche causate da un conflitto internazionale, si stia pensando di sacrificare l’educazione. Tale situazione è vista come inaccettabile non solo dal punto di vista educativo, ma anche culturale e civile.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, aveva inizialmente mostrato una certa apertura verso la Dad per affrontare il costo della vita, ma ha poi chiarito: “Abbiamo solo evidenziato i rischi derivanti dalla guerra. La scuola non dovrebbe mai sospendere le lezioni in presenza. Se dovesse accadere, dovrebbe essere l’ultimo settore a farlo.”

Pacifico ha anche suggerito che, se necessario, si possono organizzare riunioni collegiali online per garantire la continuazione delle attività scolastiche in presenza. “Resta chiaro – ha aggiunto – che se ci sarà un aumento del costo del carburante, chi lavora lontano da casa, dovendo percorrere quotidianamente grandi distanze, deve ricevere dei ristori.”

In aggiunta, suor Anna Monia Alfieri, cavaliere al Merito della Repubblica e esperta di politiche scolastiche, ha espresso il suo ringraziamento al ministro Valditara per aver escluso la Dad come misura in risposta all’emergenza energetica. “Le parole del ministro – ha affermato – sono un chiaro segnale dell’attenzione del governo verso l’apprendimento dei giovani e il loro benessere formativo e sociale.”

Suor Alfieri ha poi manifestato ottimismo affermando: “Sono sicura che tutte le forze politiche sosterranno questa scelta in modo responsabile e costruttivo.”

In sintesi, il dibattito sulla didattica a distanza continua a suscitare reazioni contrastanti, ma per ora il governo ha chiarito che la priorità è mantenere le scuole in presenza. Un punto di vista condiviso da diverse associazioni e esperti del settore educativo, i quali avvertono dei gravi rischi connessi alla Dad. Secondo loro, l’istruzione in presenza è fondamentale per garantire il benessere e lo sviluppo degli studenti, soprattutto in momenti di crisi. Il futuro della scuola rimane, quindi, un tema caldo, da monitorare attentamente nei prossimi mesi.

Fonti ufficiali: Ministero dell’Istruzione, Rete della Scuola in Presenza, Anief.

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