Overtourism, quando viaggiare troppo rischia di cambiare i luoghi che amiamo (pagina 2)
Pubblicato il da Serena Siino - aggiornato il - Lifestyle
L’overtourism si manifesta soprattutto nelle città d’arte, nelle località balneari, nelle isole, nei piccoli borghi e nelle aree naturali più conosciute. Spesso il problema non riguarda l’intero territorio, ma alcuni luoghi particolarmente fotografati o determinati periodi dell’anno.
È la concentrazione, quindi, a fare la differenza. Migliaia di persone che arrivano contemporaneamente in una piazza, lungo un sentiero o in una piccola località possono mettere sotto pressione trasporti, acqua, raccolta dei rifiuti, servizi igienici e infrastrutture. Nei centri storici, inoltre, l’aumento delle strutture destinate ai visitatori può modificare progressivamente il volto dei quartieri.
Uno degli effetti più evidenti riguarda le abitazioni. La diffusione degli affitti brevi può ridurre l’offerta di case disponibili per chi vive stabilmente in una determinata zona, contribuendo alla crescita dei prezzi. Attività commerciali tradizionali possono lasciare spazio a negozi e servizi rivolti prevalentemente ai turisti, mentre i residenti si spostano verso aree periferiche.
Anche l’ambiente paga un prezzo. Il passaggio continuo di visitatori può provocare erosione dei sentieri, danneggiare la vegetazione e disturbare la fauna. A questo si aggiungono rifiuti, consumi d’acqua, traffico e maggiore produzione di emissioni legate agli spostamenti.