Paraguay amplia riserva nel Gran Chaco, ma la deforestazione continua ad aumentare. Perché?

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Paraguay amplia riserva nel Gran Chaco, ma la deforestazione continua ad aumentare. Perché?

Espansione della Riserva della Biosfera del Chaco in Paraguay

Nel 2011, la Riserva della Biosfera del Chaco in Paraguay ha visto l’aggiunta di circa 2,78 milioni di ettari (6,87 milioni di acri), rendendola una delle aree più importanti per la conservazione della biodiversità. Nonostante questo ampliamento, il Chaco continua a soffrire drammaticamente la perdita di foreste, come evidenziato dalle immagini satellitari analizzate da Mongabay. Le regolamentazioni esistenti vengono applicate in modo sporadico, se non ignorate del tutto, il che ha alimentato il disboscamento illegale per fare spazio a pascoli e coltivazioni agricole.

I proprietari terrieri spesso superano i limiti consentiti di vegetazione nativa che possono rimuovere dalle loro terre, aggravando ulteriormente la situazione. La comunità indigena Ayoreo-Totobiegosode, che vive in questa parte della riserva, trova difficile mantenere la propria isolazione volontaria; si affida alla foresta per cibo, riparo e medicine, e non ha immunità a molte malattie esterne.

Vulnerabilità della Riserva del Chaco

Oltre un decennio fa, le autorità paraguayane ampliarono la riserva con la speranza di proteggere una parte significativa della più grande foresta secca tropicale al mondo e le comunità indigene che vi abitano. Tuttavia, una mancanza di applicazione delle leggi ha lasciato la riserva vulnerabile alla deforestazione causata dall’agribusiness e dall’allevamento di bestiame. Se i dati mostrano tassi di deforestazione tra i più elevati del mondo—con circa 5,2 milioni di ettari (12,8 milioni di acri) Persi tra il 2000 e il 2020—la situazione degli Ayoreo-Totobiegosode è diventata critica.

Guei Basui Picanerai, segretario dell’Associazione Ayoreo Guidai e Ducodegosode di Paraguay, ha riferito che le comunità Vivono nel panico a causa del rumore delle macchine e della distruzione del loro habitat. Le riserve della biosfera dovrebbero essere più di un semplice titolo: devono portare a regolamenti e controlli più severi sulle attività umane. Miguel Ángel Alarcón, coordinatore generale di Iniciativa Amotocodie, una ONG dedicata alla protezione delle foreste indigene, ha sottolineato che, di fatto, la riserva non ha raggiunto risultati tangibili.

È importante ricordare che la Riserva della Biosfera del Chaco è stata istituita nel 2001 e inclusa nel Programma Man and the Biosphere dell’UNESCO nel 2005, mirato a migliorare la relazione tra le persone e l’ambiente circostante. La lista dell’UNESCO menziona esplicitamente l’importanza degli Ayoreo e il “pluriculturalismo” unico della riserva.

Nonostante l’ampliamento, approvato tramite risoluzione amministrativa dal Ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo Sostenibile (MADES) nel 2011, le misure di tutela sono rimaste in gran parte inefficaci. Sebbene le norme stabiliscano che i proprietari devono mantenere il 50% di vegetazione nativa, la loro applicazione è limitata e spesso viene ignorata.

La situazione ha spinto alcuni legislatori paraguayani a cercare di introdurre leggi che tutelino completamente i 7,5 milioni di ettari della riserva, cercando di creare regolamenti più forti per proteggere i siti patrimonio della nazione. Tuttavia, nel 2019, un disegno di legge che mirava a garantire tali protezioni non è passato, nonostante il crescente consenso sull’urgenza di affrontare il problema della deforestazione.

Proteste e il Ritorno delle Comunità Indigene

Numerosi gruppi ambientalisti e difensori dei diritti umani continuano a sollevare preoccupazioni riguardo all’applicazione delle leggi ambientali e alla protezione delle risorse naturali nella riserva. Grazia alla sensibilizzazione internazionale, le comunità indigene come gli Ayoreo stanno trovando alleati e opportunità per far sentire la loro voce. Da tempo, diversi gruppi di Ayoreo hanno bloccato strade per protestare contro la deforestazione avanzante e le attività imprenditoriali che minacciano il loro habitat.

“Il nostro obiettivo è sempre quello di proteggere le popolazioni non contattate,” ha affermato Picanerai, sottolineando la vulnerabilità degli Ayoreo isolati, che non possono difendersi autonomamente. Negli ultimi anni, l’UNESCO ha chiesto revisioni al regime di protezione della riserva e ha sollecitato la redazione di un piano di gestione comprensivo che includa tutte le parti interessate, con particolare attenzione alle comunità indigene.

Il Paraguay è tenuto a rispondere a questa richiesta entro settembre 2026. Nel frattempo, Iniciativa Amotocodie e altre associazioni continuano le loro attività di monitoraggio e denuncia degli abusi ambientali. Questo lavoro è fondamentale per la salvaguardia non solo dell’ambiente, ma anche delle culture senza tempo che dipendono da esso.

In sintesi, la situazione della Riserva della Biosfera del Chaco è un campanello d’allarme. La necessità di un’applicazione coerente delle leggi e di una maggiore protezione per le comunità indigene è diventata non solo urgente, ma un obbligo morale per il governo. La resistenza continua delle popolazioni indigene e della società civile potrebbe rappresentare l’unico vero speranza per salvaguardare un patrimonio ecologico in pericolo.

Fonti Ufficiali:

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