Parte del corpo che perde più calore in acqua fredda causando ipotermia

Pubblicato il da Serena Siino - Lifestyle

Parte del corpo che perde più calore in acqua fredda causando ipotermia

Quando il corpo è immerso in acqua fredda, la dispersione di calore è molto più rapida rispetto all’aria. Più precisamente, il corpo perde la maggior parte del calore attraverso alcune zone specifiche: la testa, il collo, i lati del torace e l’inguine. Questo avviene soprattutto perché in queste aree il flusso sanguigno è più elevato rispetto ad altre parti del corpo.

In particolare, il calore perso tramite la testa e il collo rappresenta circa il 40-45% del totale. Gli organi profondi come cervello, fegato e cuore, così come la contrazione dei muscoli scheletrici, sono le principali fonti interne di produzione di calore.

Come limitare la perdita di calore in acqua fredda

Per ridurre la dispersione di calore quando si è immersi in acqua fredda, è fondamentale assumere posizioni che minimizzino la superficie corporea esposta e diminuire la dispersione tramite il contatto con l’acqua.

Si consiglia di adottare la posizione di protezione dal calore (HELP, Heat Escape Lessening Position) in cui le ginocchia sono avvicinate al petto, le braccia sono raccolte ai lati del corpo e gli avambracci sono posti davanti al torace.

In caso di più persone in acqua, si raccomanda la posizione a gruppo (huddle position), in cui gli individui si avvolgono con le braccia alle spalle l’uno dell’altro con i petti a contatto, per ridurre l’area esposta e condividere il calore.

Queste posizioni risultano più efficaci indossando un giubbotto salvagente e, se possibile, è importante cercare di nuotare verso la riva più vicina per uscire dalla situazione di pericolo il prima possibile.

Fonte: Centers for Disease Control and Prevention (CDC)

I principali modi di dispersione del calore corporeo

Il corpo umano perde calore principalmente attraverso quattro meccanismi fisici:

Radiazione:

La radiazione è il trasferimento di energia tramite onde elettromagnetiche. Esso rappresenta la modalità principale di perdita di calore, anche in condizioni normali. Circa il 60% del calore corporeo viene disperso in questo modo, anche se è difficile limitarla efficacemente.

Conduzione:

La conduzione è il trasferimento diretto di calore tramite il contatto con superfici più fredde. L’aria è un cattivo conduttore, mentre l’acqua conduce il calore circa 25 volte più velocemente. Per questo motivo, il corpo si raffredda molto più rapidamente in acqua che in aria.

Convezione:

La convezione avviene quando l’aria o l’acqua fredda si muovono continuamente a contatto con il corpo, rimuovendo il calore. Un esempio è il “wind chill”, ossia la sensazione di freddo accentuato dovuta al vento. Quando si nuota in corrente, il flusso continuo di acqua fredda aumenta la perdita di calore.

Evaporazione:

Attraverso l’evaporazione l’acqua sulla superficie cutanea passa allo stato di vapore, comportando una perdita di calore. Anche la respirazione espelle aria calda e umida, contribuendo a ulteriori dispersioni termiche. Coprire la bocca e il naso aiuta a ridurre questo tipo di perdita.

Fonte: National Park Service (NPS)

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Cos’è l’ipotermia e come riconoscerla

L’ipotermia è una condizione pericolosa in cui la temperatura corporea scende al di sotto dei livelli necessari per il funzionamento normale del corpo, a causa di un’eccessiva perdita di calore. Quando il corpo perde calore più velocemente di quanto riesca a produrlo, le riserve energetiche si esauriscono e le funzioni cellulari rallentano.

Questa condizione influisce sul cervello, riducendo capacità di pensiero e movimento, il che può portare la persona colpita a non rendersi conto dello stato in cui si trova. L’ipotermia può insorgere non solo in condizioni climatiche estremamente fredde ma anche con temperature superiori ai 4°C se si rimane bagnati o sudati a lungo.

Le categorie più a rischio di ipotermia includono anziani con scarsa assistenza, neonati esposti a temperature basse, persone che trascorrono molto tempo all’aperto (senza adeguata protezione) e chi consuma alcol o sostanze che alterano la risposta corporea al freddo.

In caso di sospetta ipotermia è indispensabile agire subito per riscaldare la persona, portandola in un ambiente caldo e togliendo i vestiti bagnati, fino all’intervento medico.

Fonte: Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)

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