Perché ci confrontiamo sempre con le altre donne: dalla competizione alla solidarietà (pagina 2)
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Donna
I social network rendono il confronto particolarmente immediato. In pochi minuti possiamo vedere corpi curati, case ordinate, vacanze, traguardi professionali e famiglie sorridenti. Raramente, però, quelle immagini raccontano le giornate difficili, le rinunce, i problemi economici o le incertezze che fanno parte di qualsiasi esistenza.
Il risultato è un paragone tra la nostra vita completa, con tutte le sue contraddizioni, e una selezione di momenti che qualcun altro ha deciso di mostrare. Sapere che i contenuti sono filtrati non basta sempre a evitare il confronto, soprattutto quando toccano aspetti per i quali ci sentiamo vulnerabili.
Anche fuori dai social, le occasioni non mancano. Le conversazioni tra conoscenti possono trasformarsi in un elenco di risultati da confrontare: chi ha trovato il partner giusto, chi ha avuto figli, chi ha cambiato lavoro, chi sembra invecchiare meglio. In questi contesti, la sensazione di essere in ritardo può emergere anche quando non esiste alcuna ragione concreta per sentirsi così.
Un modo utile per interrompere il meccanismo è chiedersi che cosa si desideri davvero. Vogliamo quella carriera oppure ci colpisce soltanto il riconoscimento ricevuto? Desideriamo quel tipo di vita oppure stiamo inseguendo un modello che pensiamo dovremmo raggiungere? Distinguere i nostri obiettivi dalle aspettative esterne permette di recuperare una prospettiva più personale.