Perché dopo un temporale il profumo della terra è così intenso? La scienza del “profumo di pioggia” (pagina 3)
Pubblicato il da Luigi Salemi - aggiornato il - Green
Non tutta la storia del petrichor, però, dipende dalla geosmina. Quando una goccia di pioggia cade su una superficie porosa e asciutta, può intrappolare piccole bolle d’aria. Queste bolle possono risalire rapidamente e rompersi, creando minuscole particelle sospese nell’atmosfera, chiamate aerosol.
È proprio attraverso questi aerosol che alcune sostanze presenti nel terreno e sulla vegetazione possono diffondersi nell’aria. Il fenomeno è particolarmente evidente quando la pioggia arriva dopo un lungo periodo asciutto e il terreno contiene una maggiore quantità di composti accumulati.
Anche le piante contribuiscono all’odore. Durante i periodi secchi possono accumulare sulla superficie del terreno e delle foglie alcune sostanze oleose. La pioggia le mobilita e contribuisce alla miscela di profumi che percepiamo dopo il temporale.
C’è poi un altro fenomeno legato soprattutto ai temporali: l’ozono. Le scariche elettriche dei fulmini possono favorire la formazione di ozono nell’atmosfera. Il suo odore, pungente e particolare, può essere percepito soprattutto durante o subito dopo un temporale e aggiungersi a quello della terra bagnata.
Il risultato è una vera e propria miscela naturale di molecole: geosmina, composti provenienti dalle piante e, in determinate condizioni, ozono. È questa combinazione a creare quella sensazione olfattiva che per molti rappresenta uno dei segnali più riconoscibili dell’arrivo della pioggia.
E c’è un ultimo aspetto curioso: l’olfatto umano è particolarmente sensibile alla geosmina. Alcuni ricercatori hanno ipotizzato che questa sensibilità possa avere avuto un’importanza evolutiva, aiutando i nostri antenati a individuare la presenza di acqua o di ambienti umidi. Il profumo che oggi associamo a un temporale sarebbe quindi anche una traccia chimica di un rapporto molto antico tra esseri umani, acqua e ambiente.