Pertosse, le tre fasi della malattia, sintomi e trattamenti efficaci
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Sintomi e Cure: consigli, rimedi e prevenzione
La pertosse, comunemente nota come “cough whoop”, è un’infezione batterica delle vie respiratorie provocata dal batterio Bordetella pertussis. Questo disturbo è particolarmente frequente nei bambini, ma può colpire anche gli adulti. La pertosse è altamente contagiosa e può durare dalle settimane ai mesi, il che le conferisce l’appellativo di “cough dei 100 giorni”.
Le tre fasi della pertosse
La pertosse si sviluppa in tre fasi distinte:
Fase I: Catarrale
Questa fase dura da uno a due settimane ed è caratterizzata da:
- Febbre leggera
- Tosse lieve, che diventa grave nelle fasi successive
- Difficoltà nella respirazione nei neonati
- Naso che cola
Durante questa fase, l’infezione è altamente contagiosa. È fondamentale prestare attenzione ai sintomi iniziali.
Fase II: Parossistica
La fase parossistica segue e dura da sei a dieci settimane. I sintomi includono:
- Crisi di tosse severa
- Tra una crisi di tosse e l’altra, i bambini possono ansimare, sbavare e diventare lacrimanti
- Dopo attacchi severi di tosse, possono verificarsi vomito e affaticamento
- Cicatrizzazione (cianosi)
- Aumento della frequenza degli attacchi, specialmente durante la notte
Questa è la fase più critica dell’infezione e richiede un attento monitoraggio.
Fase III: Convalescenza
In questa fase, la tosse inizia a diminuire e il paziente non è più contagioso. Tuttavia, è possibile che insorgano altre infezioni respiratorie.
Segni e sintomi della pertosse
I sintomi della pertosse iniziano spesso come un normale raffreddore, con naso che cola, starnuti e febbre. La tosse diventa più grave nel tempo e può interferire con la capacità di mangiare, bere e respirare, specialmente nei bambini di età inferiore a un anno. In rari casi, la pertosse può essere fatale.
Complicazioni della pertosse
Le complicazioni della pertosse possono essere gravi e includono:
- Emorragia subcongiuntivale: sanguinamento nella congiuntiva dell’occhio a causa della tosse severa.
- Ernia addominale: causata dalla pressione dell’addome durante la tosse.
- Incontinenza urinaria: l’aumento della pressione può compromettere il pavimento pelvico.
- Disturbi del sonno: dovuti ai ripetuti attacchi di tosse.
- Perdita di peso: a causa di difficoltà a mangiare.
- Polmonite: che può insorgere come complicazione dell’infezione.
Diagnosi della pertosse
Diagnostica la pertosse nelle fasi iniziali è cruciale per prevenire ulteriori sintomi e la diffusione dell’infezione. Un medico eseguirà:
- Un esame fisico
- Un’anamnesi dei sintomi
- In molte situazioni, è sufficiente la presenza di una tosse persistenza oltre le due settimane per diagnosticare la pertosse.
Altri test di laboratorio comprendono:
- Test di coltura respiratoria: per rilevare Bordetella pertussis durante le prime settimane di tosse.
- Reazione a catena della polimerasi (PCR): se la tosse persiste oltre le due settimane.
- Test sierologici: per rilevare gli anticorpi sviluppati dal corpo contro l’infezione.
Trattamento della pertosse
Il trattamento per la pertosse varia in base all’età, alla gravità dei sintomi e al benessere generale del paziente. In alcuni casi, potrebbe essere necessaria l’ospedalizzazione per cure di supporto e monitoraggio continuo. I bambini potrebbero avere bisogno di ossigeno e fluidi per via endovenosa fino a che non iniziano a riprendersi.
Rimedi casalinghi
Se il bambino viene trattato a casa, considera di:
- Seguire scrupolosamente il programma antibiotico
- Tenere il bambino al caldo
- Offrire pasti leggeri frequenti
- Assicurare un’adeguata idratazione
- Evitare gli agenti scatenanti della tosse
Prevenzione della pertosse
Le seguenti raccomandazioni possono aiutare a prevenire la pertosse:
- Il CDC raccomanda cinque vaccinazioni DTaP per bambini, per una protezione ottimale contro Bordetella pertussis.
- I rinforzi DTaP sono essenziali a 11-12 anni.
- Gli adulti dovrebbero ricevere un richiamo ogni dieci anni.
- È fondamentale vaccinare chi è in contatto con neonati e infanti.
Per ulteriori dettagli sulla pertosse, consulta fonti ufficiali come i portali della World Health Organization (WHO) e dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC).
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