Pesca artigianale in Senegal: alto numero di squali e mante in pericolo, secondo uno studio.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
L’impatto della pesca artigianale sulle specie marine in Senegal
Un recente studio condotto in due siti di sbarco ittico nel sud del Senegal ha rivelato che la pesca artigianale cattura un elevato numero di squali, razze e pesci chitarra, molte delle quali sono specie minacciate. I ricercatori evidenziano come la pesca artigianale potrebbe avere un impatto maggiore su queste specie rispetto alla pesca industriale, a causa della sua grande scala e della limitata capacità di monitoraggio e controllo.
La maggior parte del commercio di squali e razze catturati in modo artigianale in Senegal è scarsamente monitorata e numerosi esporti avvengono senza i permessi necessari, suscitando preoccupazioni per il costante declino delle popolazioni di specie nella regione. Secondo gli esperti, il problema non riguarderebbe solo il Senegal, ma rappresenterebbe una crisi più ampia che minaccia la biodiversità marittima.
I dati dello studio e l’importanza della ricerca
Lo studio, pubblicato nel marzo 2026 sulla rivista Ecology and Evolution, ha analizzato le catture di squali, razze e pesci chitarra in due importanti centri di lavorazione della pesca artigianale, Kafountine ed Elinkine, nella regione della Casamance, tra giugno 2021 e luglio 2022. La maggior parte delle catture riguardava specie a rischio di estinzione e molte venivano scambiate all’estero senza i permessi di esportazione obbligatori, secondo i dati raccolti.
Gli autori dello studio hanno contato direttamente oltre 100.000 esemplari di squali, razze e pesci chitarra, ma hanno stimato che il numero reale potesse essere almeno di 174.000 poiché molti esemplari erano accatastati e difficili da contare. Il numero riscontrato è sorprendentemente alto, afferma la principale autrice Rima Jabado, presidente del Gruppo di Specialisti degli Squali dell’UICN, l’autorità globale per la conservazione della fauna selvatica.
Jabado sottolinea che il lavoro dovrebbe essere visto come prova di un grave problema, piuttosto che come limite all’effettiva scala di sfruttamento. Poiché i ricercatori hanno esaminato solo due dei numerosi siti di sbarco del paese, si stima che il totale delle razze e degli squali catturati e lavorati annualmente possa oscillare tra 1,7 milioni e 3,5 milioni di esemplari.
Negli ultimi anni, scienziati e organizzazioni ambientaliste hanno espresso preoccupazioni riguardo agli effetti della pesca industriale sulla vita marina in Africa occidentale. Queste operazioni, anche se raramente riportate e scarsamente regolate, sono generalmente più visibili e sottoposte a controlli più rigorosi rispetto alla pesca artigianale, rendendo più facile valutarne l’impatto complessivo.
Un altro aspetto degno di nota è che i dati delle catture mostrano come le razze dominino i numeri, mentre i pesci chitarra rappresentino la maggior parte del peso totale delle catture. Gli squali, che contano quasi 15.000 individui, costituiscono una percentuale minore delle catture totali. Jabado fa notare che le razze vengono spesso trascurate nei dibattiti sulla pesca eccessiva, nonostante queste specie siano più minacciate degli squali.
Secondo il Gruppo di Specialisti degli Squali dell’UICN, gli squali e le razze sono il secondo gruppo di vertebrati più minacciato, dopo gli anfibi, con circa il 37% delle specie attualmente a rischio di estinzione, principalmente a causa della pesca eccessiva. Gli studiosi stimano che la pesca eccessiva abbia ridotto le popolazioni di squali e razze della metà dal 1970, con un drammatico calo locale, specialmente in alcune aree dell’Africa occidentale.
I dati confermano che una grossa proporzione delle catture lavorate nei due siti analizzati — l’82,6% della biomassa totale — era costituita da specie in pericolo di estinzione, tra cui il pesce chitarra a collo nero (Glaucostegus cemiculus) e la razza martello (Sphyrna lewini).
Questi fenomeni non sono esclusivi del Senegal, bensì riflettono una crisi in atto per queste specie a livello regionale e globale. Jabado avverte che gli squali e le razze vengono sfruttati in modi che rimangono difficili da monitorare, specialmente nei sistemi artigianali, nonostante molte di queste specie siano altamente vulnerabili e sempre più normate a livello internazionale.
Non è chiaro dove finiscano i prodotti lavorati nei due siti di sbarco. Jabado ha indicato che operano catene di commercio multiple: una per il commercio regionale di carne lavorata, essiccata o affumicata, a seconda che sia destinata al consumo locale o all’esportazione, e un’altra per il commercio internazionale, più visibile nei registri ufficiali, specialmente per le pinne destinate all’Asia.
Le piccole pescature rappresentano un pilastro fondamentale per la sicurezza alimentare delle comunità lungo la costa dell’Africa occidentale, complicando ulteriormente la questione della regolamentazione. Per i pescatori artigianali, la regolarizzazione della pesca di squali e razze si presenta come una sfida, poiché questa attività è una fonte di sostentamento per migliaia di famiglie in Senegal.
Jabado sottolinea l’importanza di condurre ulteriori ricerche per comprendere e regolare meglio l’utilizzo di squali, razze e pesci chitarra. È fondamentale raccogliere dati sulle catture a livello di specie, monitorare regolarmente i siti di sbarco e lavorazione, e tracciare dove vanno i prodotti dopo lo sbarco. Qualora le specie siano inserite nell’elenco CITES, deve esserci la capacità di indentificarle correttamente, emettere permessi adeguati e dimostrare che il commercio è legale e non dannoso per le popolazioni selvatiche.
Recenti aggiornamenti hanno aggiunto oltre 70 specie di squali e razze all’Appendice II della CITES. Le esportazioni da Kafountine ed Elinkine non erano accompagnate da permessi nel database commerciale della CITES, portando i ricercatori a concludere che la maggior parte del commercio rimane non registrato.
Fonti:
- Jabado, R. W., Badji, L., Charles, R., & Rohner, C. A. (2026). The unseen crisis of sharks and rays in Senegal. Ecology and Evolution, 16(4). doi:10.1002/ece3.73302
- Dulvy, N. K., Pacoureau, N., Matsushiba, J. H., Yan, H. F., VanderWright, W. J., Rigby, C. L., & Simpfendorfer, C. A. (2024). Ecological erosion and expanding extinction risk of sharks and rays. Science, 386(6726). doi:10.1126/science.adn1477
Non perderti tutte le notizie di green su Blog.it