Peste in USA: la Yersinia pestis si diffonde da topi e ratti

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Sanità e Salute

Una ricercatrice positiva alla peste a Irkutsk: ipotesi e smentite

Una ricercatrice di 28 anni, in servizio presso l’Irkutsk Anti-Plague Research Institute, è risultata positiva alla peste in Siberia. Il caso ha suscitato clamore e ipotesi su una possibile guerra batteriologica, che però non trova riscontro scientifico. Il virologo Pasquale Ferrante, già professore ordinario di Microbiologia all’università degli Studi di Milano, ha rassicurato dichiarando che non vi è alcun allarme in merito.

Il batterio responsabile della malattia è Yersinia pestis, un microrganismo noto che vive principalmente con topi e ratti. Sebbene si verifichino ancora casi di infezione, oggi la malattia non costituisce un problema grazie alla disponibilità di antibiotici in grado di uccidere il batterio. Ferrante sottolinea che la Yersinia pestis è gestibile con comuni antibiotici.

Speculazioni e allarmi negli Stati Uniti

In mezzo alle speculazioni sul caso in Siberia, Ferrante osserva che negli Stati Uniti la peste è ancora presente, soprattutto negli Stati del Sud come il Colorado, il New Mexico e l’Arizona. Anche se in misura minore, la malattia si registra anche in California e in Oregon. Ferrante spiega che i casi si verificano principalmente nelle aree che ospitano riserve di nativi americani, le quali possono avere carenze di assistenza sanitaria.

Le epidemie nella storia

Il virologo sottolinea che la peste è stata uno dei principali fattori infettivi nella storia umana. Richiamando le diverse epidemie che hanno colpito l’umanità, Ferrante cita la peste Giustiniana, la peste Antonina e la peste nera, associata alla morte bera, che ha causato la morte di almeno un terzo della popolazione europea nel 1345-1350. Ferrante ricorda anche il primo episodio di epidemia, noto come peste di Atene, durante la guerra del Peloponneso.

In conclusione, il caso di peste a Irkutsk ha sollevato sospetti su possibili scenari di guerra batteriologica, che però non sono supportati da prove scientifiche. La peste, sebbene ancora presente in alcune aree del mondo, è gestibile grazie all’uso di antibiotici e non costituisce una grave minaccia per la popolazione globale. È importante monitorare attentamente la situazione e garantire adeguate misure preventive per evitare la diffusione della malattia.

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