Piano per villaggio di pescatori in Papua indonesiana provoca opposizione indigena.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Piano per villaggio di pescatori in Papua indonesiana provoca opposizione indigena.

I Leader Indigeni Wiyagar si Oppongono al Villaggio di Pescatori in Papua Indonesiana

In Papua Indonesiana, i leader della tribù Wiyagar stanno manifestando la loro opposizione a un progetto del governo che prevede la creazione di un villaggio di pescatori supportato dallo stato sulla loro terra ancestrale. La proposta è stata avanzata senza consultazioni adeguate con i proprietari terrieri tradizionali, il che ha suscitato preoccupazioni riguardo ai diritti territoriali indigeni e alla protezione dell’ambiente. Questo progetto si inserisce in un programma nazionale volto a costruire migliaia di insediamenti “moderni” per migliorare la produttività marina e le condizioni di vita costiere.

L’iniziativa, sostenuta dal presidente Prabowo Subianto, è parte integrante della sua agenda di sviluppo marittimo. Tuttavia, i critici avvertono che tali iniziative, se gestite top-down, rischiano di danneggiare i mezzi di sussistenza locali e di ignorare i diritti culturali e legali delle popolazioni indigene.

Contesto e Critiche sul Progetto

Il progetto del Red and White Fishers’ Village (KNMP) a Sumuraman, un’area costiera remota nel distretto di Mappi, è stato avanzato senza adeguate consultazioni. Alowisius Boi, coordinatore della coalizione Solidarity for the Environment and People in South Papua, ha dichiarato ai media che la tribù Wiyagar non esercita attività di pesca nella zona proposta. “Ci opponiamo alla designazione di Sumuraman come villaggio di pescatori, poiché il nostro popolo non lavora come pescatori lì”, ha affermato.

Le organizzazioni locali e i gruppi giovanili denunciano che il governo considera Sumuraman come terra non occupata, nonostante sia stata detenuta sotto il diritto consuetudinario delle famiglie Wiyagar per generazioni. I rappresentanti della comunità affermano di non essere stati informati delle indagini condotte dai funzionari del Ministero degli Affari Marittimi e della Pesca a inizio marzo e accusano le autorità di incontrare persone che non riconoscono come legittimi proprietari terrieri.

Le Implicazioni delle Iniziative Nazionali

La controversia evidenzia le complesse dinamiche che caratterizzano la Papua indonesiana, dove l’afflusso di migranti, le rivendicazioni di terre sovrapposte e la scarsa riconoscenza dei confini delle terre consuetudinarie complicano i progetti di sviluppo statali. I leader Wiyagar sottolineano che le famiglie della vicina etnia Asmat furono autorizzate a stabilirsi a Sumuraman negli anni ’90 per motivi sociali, ma insistono che ciò non implica un trasferimento di proprietà della terra.

Funzionari governativi sostengono che il villaggio di pescatori proposto è parte di un piano più ampio per modernizzare il settore della pesca indonesiano. Le strutture previste includono magazzini per il freddo, depositi di carburante e cooperative, tutte destinate a connettere i pescatori su piccola scala ai mercati regionali. Le autorità affermano che progetti pilota simili hanno significativamente aumentato i redditi in altre regioni.

Il presidente Prabowo Subianto ha fissato l’obiettivo di costruire più di 1.000 insediamenti del genere entro il 2026, con una proiezione di raggiungere 5.000 villaggi entro la fine del decennio.

Riflessioni sulla Giustizia Blu

Stephanie Juwana, co-fondatrice e direttrice dell’Indonesia Ocean Justice Initiative (IOJI), mette in evidenza le sfide legate alla modernizzazione del settore ittico. Sebbene l’iniziativa possa apparire positiva per i pescatori su piccola scala, Juwana avverte che tali progetti di “economia blu” possono trasformarsi in ciò che lei definisce “ingiustizia blu”, dove la pianificazione dall’alto ignora i sistemi culturali locali e i mezzi di sussistenza.

Secondo l’Ocean Equity Index, un quadro utilizzato per valutare la giustizia nello sviluppo marittimo, ci sono due principi chiave: equità procedurale, che richiede una partecipazione significativa delle comunità nelle decisioni, ed equità riconoscitiva, che richiede rispetto per le identità locali e i sistemi di governance consuetudinaria. Nel caso di Sumuraman, sembra che entrambi i principi non siano stati rispettati.

Il Futuro delle Rivendicazioni Territoriali

La questione non è solo economica, ma anche culturale e legale per la tribù Wiyagar. I membri della tribù affermano che il sito proposto non sostiene una tradizionale attività di pesca e avvertono che progetti infrastrutturali come un ponte programmato potrebbero ulteriormente minacciare la loro terra e l’ambiente. Alowisius ha ribadito: “Questa terra è stata abitata dalla tribù Wiyagar per generazioni; non è terra vacante, ma piuttosto terra consuetudinaria trasmessa dai nostri antenati.”

Osservatori avvertono che il modo in cui il progetto viene attuato contraddice l’articolo 60 della legge indonesiana sulla gestione costiera, che garantisce i diritti delle comunità costiere di partecipare a decisioni che interessano i loro territori. Inoltre, i progetti PSN (progetti strategici nazionali) sono stati criticati per consentire ai costruttori di esercitare diritti di espropriazione su terreni dei comunità indigene.

In questo contesto, la questione di Sumuraman si inserisce in un dibattito più ampio su come devono essere pianificati e implementati i programmi di sviluppo nelle terre indigene. La crescente pressione per lo sviluppo, unita alla necessità di proteggere i diritti territoriali indigeni, rappresenta una sfida vitale per l’Indonesia. Fonti ufficiali indicano che il governo dovrà trovare un equilibrio tra sviluppo economico e rispetto per i diritti delle comunità autoctone, per evitare che progetti sbagliati portino a conflitti e danni ambientali.

Fonti:

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