Piccione verde di Timor a rischio estinzione: allerta dopo anni di inattività.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
Il Pappagallo Verde di Timor Sulla Strada dell’Estinzione
Un recente studio mette in guardia riguardo al Pappagallo Verde di Timor, che si trova sull’orlo dell’estinzione dopo decenni di trascuratezza, nonostante sia stato catalogato come specie in pericolo dal 2000. I ricercatori stimano che rimangano solo tra 100 e 500 esemplari, con Timor-Leste che rappresenta ora l’ultimo bastione vitale per questa specie, che ha praticamente scomparso dall’Indonesia. Gli scienziati attribuiscono la causa principale del declino a una caccia eccessiva. Inoltre, l’assenza di un programma di recupero, monitoraggio regolare e finanziamenti sostenibili hanno permesso alla specie di continuare a diminuire.
I conservazionisti credono che sia ancora possibile salvare il Pappagallo Verde di Timor, ma solo tramite azioni urgenti che combinino un’applicazione più rigorosa delle leggi con una protezione comunitaria radicata nelle pratiche tradizionali di conservazione timorese.
La necessità di un’azione concreta è stata evidenziata il 20 aprile, quando Jafet Potenzo Lopes ha effettuato un’osservazione sulla costa sud del municipio di Manatuto, a Timor-Leste, registrando qualcosa che non vedeva da anni: tre Pappagalli Verdi di Timor vivi in una località dove la specie non era mai stata documentata. Lopes è uno dei pochi ecologisti di campo di Timor-Leste e ha dedicato oltre un decennio a documentare ciò che rimane dei pappagalli nelle foreste, negli habitat costieri e nelle montagne del paese.
“Rediscovering the Timor green pigeon was one of the most emotional moments of my life,” ha dichiarato Lopes, esprimendo la sua gioia per aver avvistato questi uccelli in natura. “In cuor mio, continuavo a ripetere: ‘Sì, sì, esistono ancora.’”
I ricercatori stimano che la popolazione globale di Pappagalli Verdi di Timor sia ora compresa tra 100 e 500 esemplari, e la reale quantità sarebbe probabilmente verso il limite inferiore di questo intervallo. Nonostante l’emozione di Lopes nel vedere questi uccelli vivi, la specie continua a mancare di un programma di recupero dedicato, monitoraggio della popolazione e investimenti costanti per la conservazione.
Il Pappagallo Verde di Timor vive nelle foreste pluviali a bassa quota di Timor, un’isola del Sud-est asiatico divisa fra Timor-Leste e l’Indonesia occidentale. Oggi, meno del 10% della copertura forestale originale dell’isola è rimasta. Un’indagine recente pubblicata sulla rivista Oryx, la più completa mai condotta sulla specie, ha compilato oltre vent’anni di osservazioni sul campo, concludendo che il Pappagallo Verde di Timor è praticamente scomparso dall’Indonesia. La popolazione residua è concentrata a Timor-Leste, con il suo ultimo bastione vitale nei boschi del distretto di Lautém e nel Parco Nazionale di Nino Konis Santana.
Colin Trainor, l’autore principale dello studio e ricercatore presso l’Università di Charles Darwin in Australia, ha dedicato oltre 1.400 giorni di campo a monitorare la specie. Durante il suo lavoro di dottorato negli anni 2000, ha registrato la specie quasi quotidianamente. Tuttavia, a anni di distanza, durante una valutazione IUCN, sono stati riportati pochi avvistamenti nei luoghi in cui si aspettava di trovare questi uccelli.
La caccia e la perdita dell’habitat sono stati i principali fattori del declino della specie, ma ripetuti episodi di caccia incontrollata hanno aggravato la situazione, dato che i Pappagalli Verdi di Timor non fuggono facilmente dal suono dei colpi di arma da fuoco. Questo comportamento curioso fornisce un indizio su quello che guida la loro rapida estinzione: la loro vulnerabilità alla caccia è particolarmente elevata perché non hanno sviluppato una risposta di fuga efficace verso gli esseri umani.
La perdita del Pappagallo Verde di Timor comporterebbe per i cittadini di Timor-Leste molto di più che la mera scomparsa di una specie. Per generazioni, questo uccello ha avuto un posto nella vita culturale timorese, apparendo nella poesia tradizionale e nella narrazione orale. Durante la lotta per l’indipendenza dall’Indonesia, molti combattenti hanno adottato nomi di uccelli come pseudonimi, simbolizzando la connessione profonda tra la fauna avicola e l’identità culturale locale.
In Timor-Leste, le leggi tradizionali conosciute come lulik proteggono foreste, sorgenti e aree costiere, regolate dall’autorità dei clan locali. Lopes, che vive tra queste foreste, sottolinea che queste aree rimangono intatte non a causa di aiuti governativi, ma perché la comunità locale le considera sacre e inviolabili. “Questo esiste da tempo, prima che esistesse il concetto moderno di conservazione,” afferma.
I modelli di conservazione esistenti potrebbero quindi fornire una base culturale per proteggere l’habitat rimanente del Pappagallo Verde di Timor. Alex Berryman, direttore delle valutazioni della Lista Rossa IUCN, suggerisce che il problema principale non è solo il livello di minaccia, ma anche la percezione pubblica e la disponibilità di risorse. “Le specie meno affascinanti, come il Pappagallo Verde di Timor, sono spesso trascurate”.
Timor-Leste ha ora un quadro di conservazione moderno, ma trasformare le leggi in azioni efficaci richiede sviluppo di competenze specialistiche e partenariati con la comunità. Lopes e altri esperti concordano sull’importanza di un approccio che combini la regolamentazione ambientale moderna con meccanismi tradizionali della comunità. I cacciatori, un tempo nemici, potrebbero diventare alleati nella conservazione attraverso programmi di citizen science.
“Un mix di educazione, applicazione delle leggi e misure di conservazione basate sulla comunità potrebbe rivelarsi il più efficace,” afferma Trainor. “Ma la gestione della caccia è attualmente la chiave.”
In assenza di azioni concertate, il Pappagallo Verde di Timor si avvicina inesorabilmente verso l’estinzione. “Per me è un promemoria che il divario tra la consapevolezza e l’azione può persistere per decenni,” avverte Berryman. “Se questa specie scompare da Timor-Leste, scomparirà anche dal nostro pianeta. Purtroppo, non ci sarà una seconda possibilità.”
Fonti ufficiali:
- Oryx – Rivista di biodiversità, pubblicazione di studi scientifici.
- IUCN Red List – Controllo globale dello stato di conservazione delle specie.
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