Politiche green, siamo ancora in tempo per salvare il pianeta?

Pubblicato il da Luigi Salemi - aggiornato il - Green

Politiche green, siamo ancora in tempo per salvare il pianeta?

La crisi climatica non è inevitabile: le scelte dei prossimi anni possono ancora cambiare il futuro della Terra

Siamo ancora in tempo per fermare il cambiamento climatico? La risposta degli scienziati non è un semplice sì o no. Non possiamo più evitare tutti gli effetti del riscaldamento globale, alcuni dei quali sono già visibili, ma possiamo ancora decidere quanto sarà grave il cambiamento del clima nei prossimi decenni.

La differenza la faranno soprattutto le politiche ambientali, gli investimenti nelle energie pulite e la velocità con cui governi, imprese e cittadini riusciranno a ridurre le emissioni di gas serra.

Il pianeta è già cambiato

Ondate di calore più intense, siccità, incendi, eventi meteorologici estremi, scioglimento dei ghiacciai e innalzamento del livello dei mari sono alcuni degli effetti già osservati del riscaldamento globale.

Ogni frazione di grado conta. Un aumento della temperatura media globale di 1,5 °C non produce infatti gli stessi effetti di un aumento di 2 °C o superiore. Con l’aumentare delle temperature crescono anche i rischi per la salute, l’agricoltura, le risorse idriche e gli ecosistemi.

Le politiche attuali non sono ancora sufficienti

Il quadro internazionale mostra però un evidente divario tra gli obiettivi dichiarati e ciò che viene effettivamente realizzato.

Secondo l’Emissions Gap Report 2025 dell’UNEP, se venissero pienamente applicati gli attuali impegni climatici nazionali, il mondo sarebbe ancora diretto verso un riscaldamento di circa 2,3-2,5 °C entro la fine del secolo. Con le politiche attualmente in vigore, la proiezione arriva a circa 2,8 °C.

Numeri che mostrano quanto sia ancora grande la distanza dagli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

Energia pulita e meno combustibili fossili

Una delle trasformazioni più importanti riguarda il settore energetico. Per ridurre le emissioni sarà necessario accelerare la diffusione di fonti rinnovabili, reti elettriche efficienti, sistemi di accumulo ed elettrificazione dei consumi, riducendo progressivamente la dipendenza da carbone, petrolio e gas.

L’IPCC indica che per mantenere aperta la possibilità di limitare il riscaldamento a 1,5 °C sono necessarie riduzioni rapide e profonde delle emissioni in tutti i settori. Nei percorsi compatibili con questo obiettivo, le emissioni globali nette di CO₂ raggiungono circa lo zero nei primi anni Cinquanta.

Trasporti, città e consumi

La transizione ecologica non riguarda soltanto le centrali elettriche. Occorre intervenire anche su trasporti, edifici, industrie, agricoltura e città.

Auto elettriche, trasporto pubblico, mobilità ferroviaria, edifici più efficienti, riduzione degli sprechi alimentari e un’economia più circolare possono contribuire a ridurre le emissioni.

Anche le città avranno un ruolo decisivo: più alberi e spazi verdi, meno consumo di suolo, edifici efficienti e una mobilità sostenibile possono contemporaneamente ridurre le emissioni e rendere gli ambienti urbani più vivibili durante le ondate di calore.

Non basta ridurre le emissioni: bisogna anche adattarsi

Anche nello scenario più ambizioso, alcuni cambiamenti climatici sono ormai inevitabili. Per questo alle politiche di mitigazione devono affiancarsi quelle di adattamento.

Significa preparare città, coste, agricoltura, sistemi sanitari e infrastrutture a un clima più caldo e a eventi estremi più frequenti. Proteggere foreste, zone umide e altri ecosistemi significa inoltre aumentare la capacità naturale del pianeta di assorbire carbonio e proteggere la biodiversità.

La vera domanda è quanto possiamo ancora salvare

Forse, quindi, la domanda corretta non è se possiamo “salvare il pianeta”. La Terra continuerà a esistere anche in condizioni climatiche molto diverse. La vera questione riguarda quale pianeta vogliamo lasciare alle generazioni future.

La finestra per limitare il riscaldamento si sta restringendo, ma non è tutto o niente. Ogni tonnellata di CO₂ non emessa evita una parte del riscaldamento futuro. Ogni politica efficace può ridurre i rischi.

La sfida è enorme, ma il messaggio della scienza non è quello di arrendersi. È esattamente il contrario: prima si interviene, maggiori sono le possibilità di limitare i danni. Il futuro climatico non è ancora completamente scritto e le decisioni prese oggi possono ancora modificarlo.

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