POTS: Quanto è grave questa condizione cardiaca?
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Sintomi e Cure: consigli, rimedi e prevenzione
Il POTS (Postural Orthostatic Tachycardia Syndrome) è una sindrome caratterizzata da un aumento anomalo della frequenza cardiaca (tachicardia), una diminuzione della pressione arteriosa (ipotensione) e sensazione di vertigini quando si assume la posizione eretta. Questo accade perché il cuore non riceve una quantità adeguata di sangue quando la persona si mette in piedi.
Il POTS rientra tra le disfunzioni del sistema nervoso autonomo, chiamate anche disautonomia. Il sistema nervoso autonomo regola funzioni fondamentali come battito cardiaco, pressione sanguigna e il ritmo respiratorio. Questa condizione può colpire entrambi i sessi e tutte le fasce d’età, ma è più frequente nelle donne tra i 15 e i 50 anni.
POTS: una condizione grave ma gestibile
Il POTS rappresenta una malattia seria che può influenzare fortemente la qualità della vita, pur non essendo generalmente pericolosa per la sopravvivenza. Non esiste una cura definitiva né protocolli di trattamento standardizzati, ma tramite un approccio conservativo che include terapie farmacologiche e modifiche dello stile di vita è possibile ottenere un significativo miglioramento dei sintomi.
Molti pazienti riferiscono una riduzione marcata dei disturbi e alcuni raggiungono una remissione completa, riuscendo a condurre una vita normale. La prognosi a lungo termine, però, varia da persona a persona ed è ancora oggetto di studi approfonditi.
Cause e fattori di rischio del POTS
Il POTS può derivare da diverse cause e viene suddiviso in tipologie in base al fattore scatenante:
- Ipovolemico: si verifica a causa di una riduzione del volume di liquidi nel corpo dovuta a disidratazione, esposizione a caldo o perdita di sangue.
- Neuropatico: dovuto a danni ai nervi che controllano il flusso sanguigno.
- Iperadrenergico: caratterizzato da un aumento dei livelli di norepinefrina, un ormone dello stress.
Tra i fattori di rischio associati al POTS figurano:
- Post gravidanza
- Conseguenze di malattie gravi, interventi chirurgici maggiori o traumi
- Letto a lungo termine
- Disfunzioni cardiache o vascolari
- Danni nervosi agli arti inferiori
- Stress prolungato, ansia o paure intense
- Malattie autoimmuni
- Diabete
- Infezioni come la malattia di Lyme o la mononucleosi infettiva (virus Epstein-Barr, EBV)
- Carente apporto nutrizionale
- Predisposizione genetica (storia familiare positiva)
Segnali e sintomi da riconoscere
I sintomi del POTS possono variare da persona a persona, in intensità e combinazioni, e possono influenzare in modo lieve o grave la vita quotidiana. Tra i più comuni troviamo:
- Accelerazione del battito cardiaco oltre 100 battiti al minuto nei primi 10 minuti dopo essersi alzati
- Diminuzione della pressione sanguigna
- Vertigini e senso di sbandamento
- Sensazione di debolezza e stanchezza
- Difficoltà a concentrarsi
- Respiro corto
- Dolore o fastidio al petto
- Tremori
- Nausea
- Dolore, freddezza alle mani e ai piedi
- Ridotta tolleranza all’esercizio fisico
Come si tratta il POTS?
Non esiste un trattamento unico per il POTS, ma la gestione della sindrome prevede un approccio combinato tra farmaci e modifiche dello stile di vita per migliorare la sintomatologia e la qualità di vita complessiva.
Farmaci
Tra i farmaci comunemente utilizzati ci sono i beta-bloccanti, che riducono lo sforzo del cuore; antidepressivi e benzodiazepine, utili per rilassare i muscoli, diminuire l’ansia e agire come sedativi.
Modifiche dello stile di vita
- Calze a compressione: utili a migliorare il ritorno venoso e la circolazione sanguigna verso il cuore. Vanno prescritte da un professionista sanitario.
- Dieta equilibrata: si consiglia un’alimentazione sana, ricca di proteine, latticini, frutta e verdura fresca. È preferibile consumare pasti piccoli e frequenti, ad esempio sei pasti piccoli distribuiti nell’arco della giornata anziché tre abbondanti.
- Idratazione adeguata: aumentare l’assunzione di liquidi trasparenti, succhi, brodi e cibi ad alto contenuto d’acqua contribuisce a migliorare il volume del sangue e l’equilibrio idrosalino.
- Esercizio fisico moderato: pur con la fatica e la ridotta tolleranza all’attività fisica, anche un’attività leggera come camminare, lo yoga o la corsa lenta può migliorare la circolazione e la salute cardiaca.
- Sonno di qualità: è importante garantire un riposo adeguato.
- Alzarsi gradualmente: si suggerisce di sollevare prima la testa dal letto, quindi il resto del corpo lentamente per prevenire i sintomi.
- Sostegno psicologico: partecipare a gruppi di supporto e ricevere assistenza psicologica aiuta a gestire lo stress, l’ansia e la depressione legate a condizioni croniche.
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Fonti ufficiali:
- National Institute of Neurological Disorders and Stroke (NINDS)
- Mayo Clinic – Postural Orthostatic Tachycardia Syndrome
- American Heart Association
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