Predazione di procioni e tartarughe marine in Costa Rica: impatti sul compostaggio e ecosistema.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
L’impatto della gestione dei rifiuti sulla conservazione delle tartarughe marine in Costa Rica
Il compostaggio è una pratica fondamentale per mantenere i rifiuti organici lontano dalle discariche, dove possono generare metano, un potente gas serra. Recenti ricerche nella provincia di Guanacaste, Costa Rica, hanno rivelato che una scorretta gestione dei rifiuti organici può innescare eventi che compromettono la popolazione di tartarughe marine.
Keilor Cordero, autore principale dello studio e dottorando presso l’Università Internazionale Menéndez Pelayo in Spagna, ha dichiarato a Mongabay: “In Costa Rica, siamo abituati a gettare le bucce di frutta e verdura nel giardino.” Ricorda che, da bambino, gli opossum venivano a mangiare i rifiuti organici e questo non destava preoccupazioni.
Cordero ha però scoperto che nell’Area Marina Protetta di Las Baulas, istituita nel 1991 per proteggere uno dei più importanti nidificatori di tartarughe liutine (Dermochelys coriacea) dell’Oceano Pacifico orientale, ci sono effetti collaterali significativi legati al comportamento umano.
Cresita urbana e nidificazione delle tartarughe
Fino al 2012, il parco sembrava prosperare sotto una gestione ecoturistica, ma gli studiosi hanno iniziato a notare un aumento degli animali predatori delle uova di tartaruga. Cordero ha ipotizzato che l’urbanizzazione fosse un fattore chiave e ha analizzato le immagini satellitari della crescita urbana dal 1990, anno della creazione del parco, fino al 2024.
“Nonostante sia un parco nazionale, l’urbanizzazione è cresciuta in modo esponenziale nel tempo,” ha affermato Cordero. Ha anche posizionato trappole fotografiche per documentare le interazioni tra la fauna selvatica e i rifiuti generati dall’urbanizzazione. Risultati allarmanti sono emersi: sebbene molte aree avessero contenitori per i rifiuti organici, la maggior parte risultava inadeguata.
Utilizzando dati di un altro progetto di ricerca locale, Cordero ha analizzato quali animali predavano le uova di tartaruga, scoprendo che i procioni costituivano l’84% degli animali che si nutrivano di rifiuti e il 91% dei predatori di nidi.
“Allochepublicitàmo il Paese come una nazione verde e sostenibile, questo porta notevoli introiti per la conservazione,” ha continuato. “Tuttavia, l’afflusso di persone ed infrastrutture è un paradosso complicato.”
Cordero ha sottolineato che le problematiche non si limitano solo alle tartarughe marine. “Quello che sta accadendo a Las Baulas è una riflessione dell’intero Paese,” afferma, rilevando che il compostaggio informale è estremamente comune in Costa Rica.
Christine Figgener, biologa marina non coinvolta nello studio, ha dichiarato che la ricerca “rafforza l’idea che il successo della conservazione dipenda da come gestiamo l’interazione tra le persone e gli ecosistemi.”
Cordero ha suggerito che la conservazione delle tartarughe a Las Baulas potrebbe trarre vantaggio da compostaggio più formale, contenitori a prova di procione e programmi educativi per sensibilizzare la popolazione. Nel Paese esiste una forte etica di conservazione, e quando questa si traduce in azioni collettive, i risultati possono essere sorprendenti.
“Quando le comunità si uniscono in Costa Rica, è qualcosa di magico,” ha affermato Cordero.
La ricerca mette in evidenza l’importanza della gestione dei rifiuti per la salvaguardia delle tartarughe marine e gli ecosistemi marini in generale. È essenziale che ci sia un cambiamento nella percezione e nelle pratiche legate alla raccolta differenziata e al compostaggio. Insegnare alle comunità locali il valore del compostaggio potrebbe non solo contribuire a ridurre l’impatto dei rifiuti sull’ambiente, ma anche preservare le popolazioni di tartarughe marine per le generazioni future.
Fonti ufficiali:
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