Premi per influencer AI: inizia la stagione delle celebrazioni e delle innovazioni digitali!

Pubblicato il da Ignazio Aragona - Tecnologia

Premi per influencer AI: inizia la stagione delle celebrazioni e delle innovazioni digitali!

Il Premio per la Personalità AI dell’Anno: Un Nuovo Capitolo nell’Economia degli Influencer AI

È nato un nuovo evento nel mondo delle intelligenze artificiali: il premio per la Personalità AI dell’Anno. Dopo i concorsi di bellezza e le competizioni musicali dedicati alle AI, questo premio rappresenta un ulteriore passo avanti nell’evoluzione dell’economia degli influencer, che si sta trasformando da semplice curiosità a un settore serio e redditizio.

Il contest, frutto della collaborazione tra lo studio di intelligenza artificiale generativa OpenArt e la piattaforma per creatori Fanvue, con il supporto della compagnia di voci AI ElevenLabs, prenderà il via lunedì 23 ottobre e continuerà per un mese. Gli organizzatori hanno dichiarato che l’evento è progettato per “celebrare il talento creativo che si cela dietro gli influencer AI” e per riconoscere la crescente influenza commerciale e culturale di queste nuove personalità.

Premi e Categorie del Contest

I partecipanti avranno la possibilità di competere per un montepremi totale di $20.000, che sarà suddiviso tra un vincitore assoluto e diverse categorie, tra cui fitness, lifestyle, comedian, intrattenitore musicale e danzante, e personalità fittizia da cartone animato o fantasy. I vincitori saranno celebrati durante un evento previsto per maggio, che gli organizzatori definiscono come gli “Oscars” delle personalità AI.

Per partecipare, gli aspiranti influencer devono sviluppare il loro personaggio sulla piattaforma di OpenArt e inviare la candidatura tramite il sito www.AIpersonality.ai. Durante la registrazione, sarà richiesto di fornire i propri profili social su TikTok, X (ex Twitter), YouTube e Instagram, nonché la storia dietro il personaggio e i motivi che hanno motivato la sua creazione.

Tra i giudici del contest ci saranno nomi di spicco, come il comico vincitore di 13 Emmy, Gil Rief, i creatori del modello AI spagnolo Aitana Lopez, e Christopher “Topher” Townsend, rapper conosciuto per il suo cantante gospel AI, Solomon Ray. Secondo una copia delle linee guida per i giudici consultata da The Verge, i partecipanti verranno valutati su quattro criteri: qualità, influenza sociale, appeal per i marchi e ispirazione dietro l’avatar. Tra gli aspetti specifici si considerano l’interazione costante con i followers, la coerenza dell’immagine sui vari canali social, dettagli accurati come avere il “giusto numero di dita e pollici”, e una “narrazione autentica” dietro l’avatar.

Il contest è aperto sia a creatori affermati che a principianti, anche se gli influencer AI già esistenti dovranno comunque presentare materiale prodotto sulla piattaforma OpenArt. Matt Jones, responsabile del brand di Fanvue, ha sottolineato che gli artisti non sono obbligati a rivelare la propria identità pubblicamente. “Se qualcuno ha creato un’opera straordinaria e non vuole avere a che fare con la stampa o esporsi, va benissimo,” ha affermato. “Non è necessario mettere nessuno sotto i riflettori; ci concentreremo solo sul lavoro realizzato.”

Questa possibilità di anonimato sembra contrastante con un contest che si propone di valutare l’autenticità, specialmente in un ecosistema di influencer AI costruito su personaggi fittizi e narrazioni inventate. Questa stessa mancanza di trasparenza ha anche facilitato la diffusione di truffe con poca responsabilità, come nel caso del rapper white nationalist AI Danny Bones o della finta ragazza MAGA Jessica Foster.

Ci sono anche questioni familiari da affrontare, come le preoccupazioni incessanti riguardanti l’originalità e la possibilità che opere generate da AI, o anche semplici somiglianze, provengano da creatori reali. Coloro che utilizzano questi strumenti possono riprodurre i pregiudizi già esistenti in forma sintetica. Fanvue ha già affrontato critiche in passato: nel 2024, un columnist del Guardian ha descritto il suo concorso di bellezza “Miss AI” come una manifestazione che “racchiude ogni tossico stereotipo di bellezza di genere in un pacchetto completamente irrealistico”.

Nonostante le critiche, Jones di Fanvue ha espresso la convinzione che i creatori trasmettano inevitabilmente qualcosa di se stessi nei personaggi AI che realizzano. “Non si può fare a meno di mettere un po’ di se stessi nelle storie che racconti e nei personaggi che crei,” ha affermato, invitando gli artisti a “sfruttare questa opportunità”. Questa idea potrebbe trovare spazio in un’economia degli influencer che, pur non essendo del tutto reale, rappresenta una forma di autenticità sintetica che l’internet ha già imparato a gestire.

Per ulteriori dettagli e aggiornamenti sull’evento, è possibile seguire le notizie tramite fonte ufficiale di Fanvue e OpenArt.

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